Settimana della 7 domenica dopo il martirio – lunedì
La spiritualità di questo giorno
Dopo la settimana della Madonna del Rosario, iniziamo una settimana che ci porterà ad una nuova svolta di questo tempo dopo Pentecoste. Con la festa della dedicazione del Duomo che vivremo domenica entreremo nell’ultima fase dell’anno, quella che ci condurrà ad un nuovo Avvento. In questa settimana celebriamo S. Teresa, il beato Contardo Ferrini, S. Ignazio e San Luca.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA 1Tm 4, 6-15
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, proponendo queste cose ai fratelli, sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito. Evita invece le favole profane, roba da vecchie donnicciole. Allénati nella vera fede, perché l’esercizio fisico è utile a poco, mentre la vera fede è utile a tutto, portando con sé la promessa della vita presente e di quella futura. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti. Per questo infatti noi ci affatichiamo e combattiamo, perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono. E tu prescrivi queste cose e inségnale. Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai fedeli nel parlare, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza. In attesa del mio arrivo, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento. Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito, mediante una parola profetica, con l’imposizione delle mani da parte dei presbìteri. Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse interamente, perché tutti vedano il tuo progresso.
SALMO Sal 56 (57)
Saldo è il mio cuore, o Dio.
In te si rifugia l’anima mia;
all’ombra delle tue ali mi rifugio.
Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che fa tutto per me.
Mandi dal cielo a salvarmi,
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà. R
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora. R
Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. R
VANGELO Lc 22, 35-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento».
Vangelo
Partiamo dal Vangelo. Mentre si sta avvicinando a Gerusalemme per l’ultima sua Pasqua, il Signore intende educare i discepoli a ciò che avverrà. Sapendo che sarà annoverato tra i malfattori, come dicono i salmi, egli aiuta il discepolo ad interpretare la sua futura ma ormai imminente morte. La sua crocifissione sarà la morte del malfattore e chi metterà in croce Gesù vorrà proprio fare questo: annoverare tra i malfattori la sua persona. I discepoli non capiscono sul momento, ma queste indicazioni servono e serviranno a tutta la loro comunità per capire il valore della sua morte e per dare l’interpretazione salvifica di quell’evento che graverà anche sulla loro coscienza.
Timoteo
Questo è il tema della prima lettura che accompagna questa predicazione del Signore. San Paolo intende rispondere alla domanda: cosa conta nella vita? Cosa vale la pena di non perdere mai? L’apostolo ci risponde: la fede! Vale avere fede, è conveniente avere fede, è importante avere fede! La fede, infatti, diventa sostegno per le cose del tempo presente e guida a quelle future. San Paolo è molto onesto con il suo amico Timoteo. Sa bene che la vita è fatta anche di difficoltà e di ostacoli e, per questo, dice cosa conta di più, cosa conta davvero, cosa vale la pena di cercare sempre. La fede è l’unica realtà che può rimanere costante nella vita di un uomo. San Paolo lo dice con l’esperienza di una vita, quando è ormai vicino al termine dell’esistenza. Timoteo, ancora giovane, ascolta l’insegnamento di un maestro di fede e impara a fare tesoro di quelle parole che gli danno la possibilità di capire come resistere anche negli scossoni che, inevitabilmente, la vita genera. Non solo. San Paolo afferma a chiare lettere che la fede è anche fonte di speranza. Speranza per la vita futura, speranza per la vita eterna, speranza per le cose che verranno e per la vita in Dio. Ecco perché la fede è la virtù principale da vivere in ogni momento. Sostegno nella vita quotidiana e speranza nella vita eterna: ecco cosa offre la fede a chi la accoglie seriamente come dono.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Abbiamo anche noi questa certezza e viviamo con questa consapevolezza? Credo che il messaggio di San Paolo si addica particolarmente alle nostre vite. Attorno a quale principio stiamo costruendo la nostra vita? Cosa cerchiamo per dare senso sempre più compiuto alle nostre giornate, alle nostre fatiche, alle nostre attese e ai nostri sogni? Forse non siamo in un tempo che aiuta, forse non siamo in un momento facile, se mai c’è stato un momento facile per la fede. Siamo in un momento che è come tutti gli altri momenti e come tutti gli altri tempi, un momento nel quale siamo chiamati a dire chi siamo, cosa stiamo cercando, come possiamo fare per vivere bene la nostra fede in un tempo che è quello che è. La domanda è, anzitutto, personale: attorno a cosa costruiamo, attorno a cosa vogliamo far ruotare i nostri giorni, attorno a cosa diamo senso alla nostra vita? Per poi chiederci: attorno a cosa costruiamo la nostra speranza? In questo anno giubilare più volte e in diversi modi abbiamo parlato della speranza. Proviamo a domandarci se, davvero, abbiamo speranza nella vita eterna, se, davvero, stiamo costruendo qualcosa attorno alla speranza di vita che deve ancora venire. La fede serve a questo! Ancorare il presente a Cristo, via, verità e vita, per entrare, quando il disegno di Dio sulla nostra vita sarà compiuto, nella Vita eterna.
La Parola che amiamo, ascoltiamo, condividiamo, ci aiuti, ci consigli, ci sostenga.