Mercoledì 05 novembre

Settimana della 2 domenica dopo la dedicazione – Mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Dopo la festa di San Carlo torniamo al lezionario proprio di questa settimana e lasciamo che il Vangelo, unito al testo dell’Apocalisse, diventi, per noi, fonte di provocazione ma anche luce sul cammino.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 11, 15-19
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano: «Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli». Allora i ventiquattro anziani, seduti sui loro seggi al cospetto di Dio, si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo: «Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che sei e che eri, perché hai preso in mano la tua grande potenza e hai instaurato il tuo regno. Le genti fremettero, ma è giunta la tua ira, il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi, i profeti, e ai santi, e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di annientare coloro che distruggono la terra». Allora si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.

SALMO Sal 28 (29)

Date al Signore gloria e potenza.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R

Tuona il Dio della gloria.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!». R

Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.
Il Signore darà potenza al suo popolo,
il Signore benedirà il suo popolo con la pace. R

VANGELO Gv 8, 12-19
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

Apocalisse

Il brano di oggi ci riporta, come ben si capisce, alla meditazione sul tempo che ha già contraddistinto e segnato quella dell’altro ieri. Nel momento in cui il tempo avrà fine, si comprenderà in modo palese ciò che solo i santi, i profeti e, più in generale, gli uomini di fede, hanno capito già nel corso della loro storia, ovvero che “il regno appartiene a Dio”. Detto altrimenti, si comprenderà palesemente che tutto era in ordine proprio a quell’apparizione finale e in riferimento a Dio. Ecco il grido di esultanza dei giusti che hanno cercato di dire questa verità nel corso della loro storia, diventando testimoni di Dio, ma anche dovendo affrontare svariati generi di contrarietà, di opposizione, di solitudine, di fatiche. Ora i giusti sono coloro che esultano e sono la rivelazione piena di Dio che instaura il suo regno e che diventa principio di una nuova era, l’era di Dio che trionfa con i suoi. Questo tempo diventa anche il “tempo della ricompensa”. Seguendo l’insegnamento evangelico, Giovanni insegna che tutti coloro che, in qualche modo, hanno cercato il Signore ed hanno inteso esprimere nella loro vita il gusto di questa loro ricerca, avranno la loro ricompensa. La ricompensa dei giusti, la ricompensa dei santi, la ricompensa dei servitori fedeli che non hanno deviato da quella ricerca di Verità che ha riempito tutta la loro vita. Essi non temono di entrare, ora, nella comunione di Dio che si rivela come mistero affascinante e tremendo, come le ultime righe della lettura ci dicevano. Il mistero di Dio sarà consolazione per tutti, ma anche principio di verità per coloro che lo hanno deliberatamente offeso o negato. Ecco perché per alcuni sarà giorno di rivelazione “tremendo”. Il che, comunque, non toglie la possibilità della misericordia nemmeno per coloro che non hanno voluto riconoscere il mistero di Dio che si rivela in Cristo.

Vangelo

Anche alla luce di questo testo dell’Apocalisse possiamo meglio comprendere il mistero della rivelazione di Cristo. La rivelazione di Gesù non si impone, ma si propone. Il suo mistero che si rivela, la sua parola che viene donata, ha sempre lasciato l’uomo assolutamente libero. Libero di credere, libero di aderire, libero di sentirsi provocato o libero di andarsene. Ecco che la scena che abbiamo letto, dice con chiarezza questo rispetto della libertà dell’uomo e questo stile di rivelazione del Padre. Dio non si è mai imposto, Dio non si è mai messo sulle tracce dell’uomo obbligandolo a fare qualcosa, tantomeno a credere. La proposta di Gesù è quella di una “luce gentile”, come la chiamava J. H. Newman, che illumina tutti ma, soprattutto, chi la accoglie. Così si capisce perché, nel giorno del giudizio, per alcuni ci sarà luce e sarà il momento della ricompensa, mentre per altri sarà il momento nel quale raccogliere quello che, per diversi motivi, non si è stati capaci di fare nella vita.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Così anche noi tutti, mentre ci stiamo dirigendo verso questa fine dell’anno liturgico, siamo invitati a chiederci come chiudiamo questo anno e quanto la rivelazione del mistero di Cristo ha illuminato la nostra esistenza e la nostra vita concreta. Se guardiamo alla prossima domenica, se guardiamo al prossimo Avvento, credo che tutti siamo chiamati a capire che l’anno liturgico, nelle sue sezioni, dovrebbe aiutarci a scoprire qualcosa in più del mistero di Dio e della sua rivelazione. Se è vero che l’anno liturgico è il primo maestro di fede, comprendiamo allora perché la Scrittura che in esso ci viene donata, può davvero sostenere il cammino ed essere aiuto per comprendere maggiormente il mistero da cui tutti abbiamo avuto origine e nel quale, come stiamo sentendo praticamente ogni giorno, tutti dobbiamo cercare l’approdo sicuro.

Dirigiamoci insieme verso la chiusura di questo anno sostenuti dal desiderio di conoscere sempre più in profondità il mistero di Dio che entra in continua relazione con le nostre vite.

2025-11-01T18:22:44+01:00