Mercoledì 12 novembre

Ultima settimana dell’anno liturgico – Mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

San Giosafat, il grande confessore della fede, ci guida in questo giorno che è illuminato, per noi tutti che crediamo, dalla Parola di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 20, 11-15
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

SALMO Sal 150

Lodate il Signore per la sua immensa grandezza.

Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nel suo maestoso firmamento.
Lodatelo per le sue imprese,
lodatelo per la sua immensa grandezza. R

Lodatelo con il suono del corno,
lodatelo con l’arpa e la cetra.
Lodatelo con tamburelli e danze,
lodatelo sulle corde e con i flauti. R

Lodatelo con cimbali sonori,
lodatelo con cimbali squillanti.
Ogni vivente dia lode al Signore. R

VANGELO Mt 25, 1-13
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Apocalisse

Anche oggi fissiamo la nostra contemplazione sul mistero di Dio così come ci viene proposto di fare dall’Apocalisse. Un tema bellissimo, quello che ci viene presentato, perché è tutto un inno alla vita. Anzitutto la considerazione dei “nuovi cieli e nuova terra”, che sono diversi, stabili, non soggetti alla caducità del tempo, come abbiamo detto nella meditazione di lunedì, perché le cose di prima sono passate. Ecco che le cose che mutano hanno ceduto il posto a quelle che non mutano. Le cose del tempo hanno finito il loro corso mentre le cose eterne si sono instaurate per sempre.

In secondo luogo ecco la contemplazione vera, il motivo vero che deve spingere a guardare a Dio come sorgente di vita. Se le cose del tempo sono passate, è per lasciare posto alle cose eterne, che rimangono per sempre. Le opere dei giusti, ci viene richiamato ancora una volta, proprio perché sono state opere generate nell’amore e opere che hanno donato amore, rimangono per sempre. In qualche modo queste opere partecipano della stessa eternità di Dio.

A colpire l’attenzione, però, è quella che dovremmo chiamare la grande festa della vita. Abbiamo sentito che tutti i morti, anche quelli custoditi dal mare, risorgeranno per essere ammessi alla presenza di Dio nel giorno del giudizio per ascoltare la loro chiamata all’eternità o la loro dannazione, scelta durante il fluire del tempo mediante opere non nate dall’amore e non in grado di procurare amore. È chiaro, però, che l’attenzione è tutta sulle opere della vita, sul libro della vita, sulle anime che entrano, per sempre, nella vita di Dio.

Vangelo

Meditazione che ben si compone con quella proposta dal Vangelo. Le dieci vergini sono immagine di ogni uomo e dei diversi modi con cui si può vivere. Ciò che mi affascina di questa parabola è che viene un momento, viene un tempo, in cui tutte dormono. Come dire: per l’uomo, anche per il più vigilante, anche per il più attento, arriva il tempo della fatica, della stanchezza, della mancanza di perseveranza, anche nelle cose della fede. Questo momento si può superare grazie a qualche grido che sveglia e che richiama ad immettere nuovo olio di preghiera, nuovo olio di fede, nei giorni che devono condurre, appunto, al giorno finale, al giorno dell’immissione nel mistero di Dio. Un testo molto bello, quello di San Matteo, che ci ricorda che la vigilanza ha il suo senso, l’attenzione alle opere di amore ha un senso, soprattutto la preghiera ha un senso. È grazie alla preghiera, infatti, che ci si può svegliare da quel torpore che, altrimenti, annebbia la coscienza, anche quella più esperta e navigata.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Siamo in un tempo in cui vediamo bene come odio, gelosie, guerre, creino moltissimi morti, che vengono poi dimenticati. Penso a tutti coloro che muoiono in contesti di guerra e non vengono nemmeno recuperati o sepolti in fretta in fosse comuni o ai tanti morti custoditi dal mare, specialmente dal Mediterraneo che è, contemporaneamente, scuola di vita per molti ma tomba per altri. Credo sia molto bella l’immagine dei morti che, anche se sono dimenticati, anche se non hanno ricevuto degna sepoltura, non vengono dimenticati da Dio e sono destinati a comparire davanti a Lui. Dio chiama tutti alla vita eterna, anche quelli che sono morti a causa dell’odio e delle divisioni tra gli uomini, anche quelli che sono morti per la violenza, la guerra, la carestia, la fame. Tutti hanno diritto ad avere un posto presso Dio e Dio fa risorgere tutti perché non desidera che nemmeno un’anima vada perduta. Ecco la bellissima contemplazione della vita che ci deve guidare. Ecco la bellissima immagine di vita che si deve scolpire nei nostri cuori. Credo che sia proprio un grande respiro quello che ci viene proposto oggi. Respiro di consolazione, perché ci dice che nessuna anima va perduta. Mai. Dio che è davvero più forte, custodisce tutti e ama tutti, non dimenticando mai nessuno e non tralasciando mai coloro che, nella vita, sono i più dimenticati, soli, dispersi.

2025-11-08T11:59:50+01:00