Ultima settimana dell’anno liturgico – Sabato
Introduzione
Ultimo giorno dell’anno liturgico, giorno che ci permette di chiudere un tratto del cammino desiderando già di intravedere la prossima meta, il prossimo tratto da percorrere sempre insieme con il Signore che è guida e maestro.
La Parola di Dio
LETTURA Dt 31, 24 – 32, 1
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Quando Mosè ebbe finito di scrivere su un libro tutte le parole di questa legge, ordinò ai leviti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore: «Prendete questo libro della legge e mettetelo a fianco dell’arca dell’alleanza del Signore, vostro Dio. Vi rimanga come testimone contro di te, perché io conosco la tua ribellione e la durezza della tua cervice. Se fino ad oggi, mentre vivo ancora in mezzo a voi, siete stati ribelli contro il Signore, quanto più lo sarete dopo la mia morte! Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri scribi; io farò udire loro queste parole e prenderò a testimoni contro di loro il cielo e la terra. So infatti che, dopo la mia morte, voi certo vi corromperete e vi allontanerete dalla via che vi ho detto di seguire. La sventura vi colpirà negli ultimi giorni, perché avrete fatto ciò che è male agli occhi del Signore, provocandolo a sdegno con l’opera delle vostre mani». Poi Mosè pronunciò innanzi a tutta l’assemblea d’Israele le parole di questo cantico, fino all’ultima: «Udite, o cieli: io voglio parlare. Ascolti la terra le parole della mia bocca!».
SALMO Sal 28 (29)
Date gloria al Signore nel suo tempio santo.
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R
La voce del Signore è sopra le acque,
tuona il Dio della gloria,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore siede re per sempre.
Il Signore darà potenza al suo popolo,
il Signore benedirà il suo popolo con la pace. R
EPISTOLA Rm 2, 12-16
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, tutti quelli che hanno peccato senza la Legge, senza la Legge periranno; quelli invece che hanno peccato sotto la Legge, con la Legge saranno giudicati. Infatti, non quelli che ascoltano la Legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la Legge saranno giustificati. Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il mio Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.
VANGELO Mc 13, 5a. 33-37
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
Vangelo
Ecco già il primo invito alla vigilanza. Questa sera inizieremo, con le Messe vigiliari, il tempo di Avvento. È un tempo di straordinaria intensità e tutto dedicato, come ben sappiamo, alla vigilanza. La Chiesa, nella sua sapienza, già anticipa a queste ore del mattino questo richiamo, permettendoci così di capire che la vigilanza è un atteggiamento spirituale che dovrebbe riguardarci sempre e non solo quando abbiamo un tempo, come quello di Avvento, che più da vicino ci richiama questa verità.
Deuteronomio
Perché vigilare sempre ce lo spiega molto bene la lettura del Deuteronomio. Mosè sa bene che, quando sarà finito l’esodo, terminerà anche la tensione spirituale che tiene in vita i pellegrini. I pellegrini, fino a quando non raggiungono la meta, sono per forza in tensione. Non vedono l’ora di arrivare alla meta, non vedono l’ora di giungere a quella fine del viaggio che ha motivato il loro percorso e il loro procedere, magari anche lentamente, tra le asperità del cammino. Quando si arriva alla meta la tensione cala, lo scopo sembra raggiunto, vengono meno le grandi dimensioni che hanno tenuto in essere tutto il cammino. Mosè lo sa bene ma sa anche che l’insediamento nella terra non sarà senza il pericolo di essere oppressi dalla quotidianità e persi rispetto al cammino spirituale. Ecco perché raccomanda, con tutta la forza che ha e con tutta l’insistenza che può, di farsi carico di quello che accadrà nella terra, di non rimanere inerti nelle cose del tempo, di trovare una dimensione che aiuti a tenere desto il cammino, per non perdere tutto quello che è avvenuto nel corso del tempo. Mosè sa bene che il suo richiamo cadrà quasi nel nulla, ma non si rassegna. Invita, appunto, alla vigilanza. Vigilanza che deve avere anche dei momenti di maggiore intensità ma che deve essere una costante del cammino quotidiano.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Già in questi giorni abbiamo avuto modo di ricevere alcuni inviti alla vigilanza. Oggi dobbiamo proprio acconsentire a che questo richiamo entri dentro di noi, si espanda nel nostro cuore, ci aiuti ad entrare nel tempo di Avvento sorretti dalla certezza che occorrono anche tempi più dedicati al richiamo di alcune dimensioni o di alcune verità della fede che, ovviamente, valgono sempre ma che occorre in qualche modo “rispolverare”. Se è vero che noi dobbiamo essere sempre vigilanti, è però anche vero che occorre camminare in questa virtù in alcuni momenti del cammino. Se è vero che occorre camminare sempre vigilando su ciò che accade nella nostra coscienza e nella nostra anima, è però vero che occorre anche avere dei momenti nei quali il richiamo diviene più forte, più intenso, maggiormente in grado di spronarci.
Iniziare il tempo di Avvento è tutto questo. È vero che i giorni feriali non sono mai senza il rischio di cadere sotto il peso della noia, sotto la fatica della quotidianità, sotto il carico delle cose da fare. Ecco perché è bene scuoterci di dosso quella pigrizia o quella fatica che possono entrare dentro di noi e rovinare tutto quanto il cammino.
A Maria, che già veneriamo come Madre anche in questo tempo di Avvento, affidiamo i nostri desideri e i nostri propositi, per iniziare con slancio e con spirito di freschezza questo cammino dell’anno nuovo che inizia.