Martedì 18 novembre

Settimana della 1 domenica di avvento – martedì 

La spiritualità di questo giorno

Come ho detto ieri, cerchiamo, nelle Scritture, tracce per una meditazione che sia esprimibile anche in un titolo che riassume in sé il cuore di tutte e tre le Scritture. Per oggi vi suggerisco questo: L’incontro di domani già nelle scelte di oggi”.

La Parola di questo giorno

EZECHIELE 1, 13-28b
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni, Ezechiele disse: «Tra quegli esseri si vedevano come dei carboni ardenti simili a torce, che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. Gli esseri andavano e venivano come una saetta. [Io guardavo quegli esseri, ed ecco sul terreno una ruota al fianco di tutti e quattro. Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutte e quattro la medesima forma; il loro aspetto e la loro struttura erano come di ruota in mezzo a un’altra ruota. Potevano muoversi in quattro direzioni; procedendo non si voltavano. Avevano dei cerchioni molto grandi e i cerchioni di tutt’e quattro erano pieni di occhi. Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. Dovunque lo spirito le avesse sospinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote. Quando essi si muovevano, anch’esse si muovevano; quando essi si fermavano, si fermavano anch’esse e, quando essi si alzavano da terra, anch’esse ugualmente si alzavano, perché nelle ruote vi era lo spirito degli esseri viventi.] Al di sopra delle teste degli esseri viventi era disteso una specie di firmamento, simile a un cristallo splendente, e sotto il firmamento erano le loro ali distese, l’una verso l’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell’Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d’un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste. Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve qualcosa come una pietra di zaffìro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembravano i suoi fianchi in su, mi apparve splendido come metallo incandescente e, dai suoi fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore simile a quello dell’arcobaleno fra le nubi in un giorno di pioggia. Così percepii in visione la gloria del Signore».

SALMO Sal 96 (97)

Tutta la terra conosca la potenza del nostro Dio.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli. R

A lui si prostrino tutti gli dèi!
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi. R

PROFETI Gl 2, 1-2
Lettura del profeta Gioele

Così dice il Signore Dio: «Suonate il corno in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, perché è vicino, giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine. Come l’aurora, un popolo grande e forte si spande sui monti: come questo non ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri, di età in età».

VANGELO Mt 7, 21-29
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

La Scrittura

Era circondato di splendore simile all’arcobaleno…

Giorno di tenebra e oscurità…

Non vi ho mai conosciuti…

Ezechiele, nel primo capitolo che stiamo leggendo, ha delle visioni molto complesse. Quest’oggi ci viene presentata la visione degli “ophanim”, cioè delle ruote piene di occhi. Descrizione complessa sia nella sua narrazione che nell’immaginazione che essa scatena. Come si capisce meglio dalla seconda parte della lettura, Ezechiele si serve di queste narrazioni per parlare della gloria di Dio. Dio è il “totalmente altro” rispetto all’uomo: ecco perché la sua visione non può essere descritta ma solo immaginata. Il suo splendore è simile a quello dell’arcobaleno, cioè un insieme di luci, di colori, che generano sensazioni di pace, esattamente come quando dopo un temporale estivo si vede spuntare l’arcobaleno. Questa visione di Dio che è totalmente altro rispetto all’uomo e alla storia dell’uomo, indica però, al tempo stesso, che Dio è dentro la storia degli uomini. Non è “altro” nel senso di essere staccato dalla storia dei viventi. Egli è presente nella sua creazione ed accompagna ogni suo aspetto ma, soprattutto, la vita dell’uomo.

È l’uomo che, sovente, non vuole farsi accompagnare da Dio. Gioele ha parole molto dure per coloro che non vogliono vivere nel tempo in relazione con Dio. Tutti costoro sono coloro che vedranno il giorno del Signore, il giorno finale della storia, come un giorno di tenebre, anziché di luce, perché dovranno riconoscere che la loro vita è stata lontana dalla luce di Dio che, pure, ha brillato nel mondo. Proprio perché Dio è presente nella storia, come ci ha detto Ezechiele è necessario riconoscerlo con un atto della libertà. Infine il Vangelo, con un linguaggio molto più semplice e immediato, ci dice le stesse cose. Gesù è l’apparire della gloria di Dio. La sua persona, la sua umanità cela la sua divinità che si svela nelle sue parole e nei suoi gesti. Tuttavia, per avere accesso alla sua rivelazione, occorre riconoscere il Signore, non semplicemente stare in sua compagnia saltuariamente. Ecco perché anche l’evangelista ci parla di un incontro finale con il Signore che potrebbe anche essere incontro nel quale occorrerà prendere coscienza della distanza che si è tenuta dal mistero che si rivela. Accogliere il mistero che si dona chiede sempre un atto della libertà.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Come dicevo nel titolo di questa meditazione, è nelle scelte di oggi che si cela ciò che avverrà domani. È nelle scelte del tempo che si decide il nostro appartenere all’eternità di Dio o il nostro distaccarci da essa. È nelle scelte libere del tempo che ci avviciniamo alla visione della gloria di Dio o che ci allontaniamo da essa. Il richiamo sia dei profeti che del Vangelo è per la nostra libertà. La nostra fede, che è chiamata alla conoscenza di Dio e all’eternità, si gioca nel concreto delle scelte possibili ogni giorno alla nostra libertà. Sono le scelte della vita comune, anche quelle più banali, le scelte nelle quali si vede qual è la nostra “opzione fondamentale”, ovvero cosa pensiamo della vita, dell’esistenza, di Dio e dell’eternità. Se, infatti, noi crediamo come ci hanno detto le Scritture ad una rivelazione di Dio che ci chiama all’eternità, allora le scelte di ogni giorno saranno indirizzate al possesso della vita eterna. Le scelte di ogni giorno saranno scelte fatte secondo Dio, per iniziare a vivere ora, nel tempo, ciò che la fede promette e per avere un giorno, dopo la nostra morte, parte a quella gloria di Dio che è possibile solo immaginare. Se, al contrario, la nostra vita procederà senza fede, se non ci sarà apertura al mistero di Dio, se non ci sarà apertura del cuore verso l’Altissimo, allora le scelte della nostra vita non potranno dire nulla di più di ciò che esse vogliono dire nel loro significato immediato e materiale. Ovviamente se non c’è fede nella vita eterna, se non c’è desiderio della vita con Dio, tutto sarà limitato al tempo. Magari si potrebbe anche guardare con una certa curiosità alle cose della fede, ma rimanendone estranei. Ciò comporterà un non aver parte della comunione con Dio nella vita oltre il tempo, nella vita oltre questa vita, nella vita in Dio.

Dipende da noi, dipende da cosa cerca la nostra libertà, dipende da quello che stiamo scegliendo adesso, cosa vogliamo raccogliere un giorno.

Ecco perché, ancora una volta, la virtù centrale anche di questo ultimo tempo del Giubileo, è la speranza. Proprio perché abbiamo speranza ci apriamo alla fede. Proprio perché desideriamo l’incontro con Dio, alimentiamo alle Scritture la nostra speranza. Proprio perché vogliamo vedere il volto di Dio andiamo avanti, attaccandoci con tenacia a quello che la nostra speranza ci propone. Solo nell’ottica della speranza trovano senso tutti i segni della fede. Solo nella speranza cristiana coltivata, celebrata, testimoniata, trovano senso molte delle cose che diciamo e facciamo. Tutto, però, dipende da quelle scelte che stiamo facendo ora. La gloria di Dio che anche noi potremo vedere, si rivelerà a noi tanto quanto noi avremo cercato questa visione in vita, con le piccole scelte di tutti i giorni.

Ecco il valore della libertà. Ecco l’importanza della libertà. Ecco il richiamo perché la nostra libertà non si giochi solo in cose immediate, magari anche vuote, ma abbia sempre un respiro molto ampio e si senta sempre chiamata a quella visione di gloria che potrà interessare anche noi se noi saremo consapevoli della responsabilità che viene richiesta anche alla nostra vita.

Preghiamo oggi perché tutti possiamo capire che dalle scelte che facciamo nel concreto dei nostri giorni dipende la nostra partecipazione alla vita eterna, per non correre il rischio di sentirci dire, un giorno: “Non vi conosco! Non so di dove siete!”. Anche se siamo stati in parrocchia tutti i giorni della nostra vita!

Perchè la Parola dimori in noi

  • Cosa evocano in me le visioni ascoltate?
  • La visione della gloria di Dio di Ezechiele, suscita in me il desiderio di contemplazione?
  • Come potrei giudicare le mie scelte in ordine alla vita eterna?
2025-11-15T23:30:11+01:00