Venerdì 05 dicembre

Settimana della 3 domenica di avvento – venerdì 

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo la settimana liturgica, infatti domani, con un giorno di anticipo, celebreremo Sant’Ambrogio, dal momento che, nel giorno domenicale, non possiamo celebrare le memorie dei Santi. Per concludere questa settimana riassumerei le Scritture intorno allo slogan: Contro i falsi profeti”.

La Parola di questo giorno

EZECHIELE 13, 1-10
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, profetizza contro i profeti d’Israele, profetizza e di’ a coloro che profetizzano secondo i propri desideri: Udite la parola del Signore: Così dice il Signore Dio: Guai ai profeti stolti, che seguono il loro spirito senza avere avuto visioni. Come volpi fra le macerie, tali sono i tuoi profeti, Israele. Voi non siete saliti sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa della casa d’Israele, perché potessero resistere al combattimento nel giorno del Signore. Hanno avuto visioni false, vaticini menzogneri coloro che dicono: “Oracolo del Signore”, mentre il Signore non li ha inviati. Eppure confidano che si avveri la loro parola! Non avete forse avuto una falsa visione e preannunciato vaticini bugiardi, quando dite: “Oracolo del Signore”, mentre io non vi ho parlato? Pertanto dice il Signore Dio: Poiché voi avete detto il falso e avuto visioni bugiarde, eccomi dunque contro di voi, oracolo del Signore Dio. La mia mano sarà sopra i profeti dalle false visioni e dai vaticini bugiardi; non faranno parte dell’assemblea del mio popolo, non saranno scritti nel libro della casa d’Israele e non entreranno nella terra d’Israele, e saprete che io sono il Signore Dio. Ingannano infatti il mio popolo dicendo: “Pace!”, e la pace non c’è; mentre il popolo costruisce un muro, ecco, essi lo intonacano di fango».

SALMO Sal 5

Guidami, Signore, nella tua giustizia.

Sii attento alla voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché a te, Signore, rivolgo la mia preghiera.
Al mattino ascolta la mia voce;
al mattino ti espongo la mia richiesta
e resto in attesa. R

Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo.
Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne. R

Io, invece, per il tuo grande amore,
entro nella tua casa;
mi prostro verso il tuo tempio santo
nel tuo timore.
Guidami, Signore, nella tua giustizia;
spiana davanti a me la tua strada. R

PROFETI Sof 3, 9-13
Lettura del profeta Sofonia

Così dice il Signore Dio: «Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo. Da oltre i fiumi di Etiopia coloro che mi pregano, tutti quelli che ho disperso, mi porteranno offerte. In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi contro di me, perché allora allontanerò da te tutti i superbi gaudenti, e tu cesserai di inorgoglirti sopra il mio santo monte. Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero. Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti».

VANGELO Mt 17, 10-13
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

La Scrittura

Dicono “pace” ma pace non c’è…

Lascerò un popolo umile e povero…

Il Figlio dell’uomo dovrà molto soffrire…

Il profeta Ezechiele pone un problema che ha da sempre attanagliato Israele: come si fa a capire se un uomo profetizza a nome di Dio o se parla da sé stesso? Perché è chiaro che i profeti sono un dono di Dio ad ogni tempo, mentre un uomo che parla da sé è un uomo che vuole usare della fede per servire i propri scopi e non certo quelli di Dio. Ezechiele pronuncia una parola attualissima. Egli infatti dice che il falso profeta va continuamente proponendo la pace, ma nei fatti la pace non c’è. Il riferimento è chiaro. Israele è stato, da sempre, un popolo in guerra. Sono pochissimi i tempi nei quali Israele non vive in guerra ma in pace. Il profeta che parla di pace è un profeta atteso, tuttavia occorre vedere se la sua parola si realizza. Ezechiele vorrebbe essere un profeta di pace, ma non può esserlo. È un profeta che porta, a nome di Dio, una parola forte, una parola rude, una parola che dice come non c’è e non ci sarà pace. Ancor di più: il profeta dice che la pace non ci sarà perché essa è un dono di Dio per coloro che la meritano. Per un popolo che non la merita non ci potrà essere pace. Il giudizio è molto forte e tagliente: praticamente Ezechiele sta dicendo che chi promette pace al suo popolo è un falso profeta che porta una parola che non è di Dio. Non è questo il tempo per la pace, dal momento che i cuori sono lontani da Dio.

Ci sarà un tempo in cui sperimentare la pace? Ci sarà un tempo in cui sperimentare i beni che vengono da Dio? Risponde a questa domanda la seconda lettura profetica, il profeta Sofonia. Egli capisce che le sventure che stanno gravando su Israele faranno perire molti. Alla fine ci sarà solo un piccolo popolo, un piccolo resto. Sarà da questo resto che ripartirà con fervore una possibilità di ritorno. Dopo il tempo della purificazione, dopo il tempo della solitudine e dell’abbandono sorgerà finalmente un tempo diverso. Pochi sperimenteranno questo tempo: solo coloro che la pazienza di Dio avrà purificato.

Gesù viene proprio per questo, viene nella sofferenza, viene nel dolore per portare a compimento la redenzione di tutti. Senza la sua redenzione, senza il mistero del suo dolore, la sua opera non sarebbe stata possibile. La sua sofferenza diviene fonte di speranza perché è proprio grazie a questa sofferenza che Dio raduna il suo popolo disperso. È nella Pasqua del Signore che egli richiama a sé l’uomo. Quell’uomo troppe volte fuggito da Lui, quell’uomo troppe volte lontano dalla sua misericordia, verrà raggiunto nel suo intimo, nel suo peccato, nelle sue mancanze. Ed è qui, in una coscienza rinnovata, che nascerà il desiderio di tornare a Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Il problema dei falsi profeti non è stato solo un problema di Israele ma è anche un nostro problema. Anche noi dobbiamo metterci a confronto con esperienze religiose che vorrebbero avere un certo risultato ma non lo raggiungono. Anche noi vorremmo raggiungere ciò che alcuni profeti vanno dicendo, ma non ce la facciamo. Come mai? Perché? Ci sono anche tra noi “falsi profeti”. Lo vediamo bene. Nella sete di spiritualità che c’è anche nel nostro mondo, ci sono realtà che propongono le cose più disparate e vediamo bene come molta gente, nel desiderio di sentire qualcosa o di fare qualcosa, si lasci affascinare da questo genere di maestri. Cosa dire? Certamente che molti falsi maestri sono tra noi. Moltissimi propongono itinerari, formazioni, quando non sono metodi o altro ancora per avere i doni che più cerchiamo, tra cui, certamente, c’è quello della pace. Noi vediamo bene quanta fatica si fa ad ottenere pace per il mondo. Siamo sempre alla ricerca di questo bene che, come constatiamo, non è mai in possesso all’umanità. Come mai? Perché? Io credo che il motivo sia questo: noi non cerchiamo questo bene in Dio e nei suoi profeti. Perché anche al giorno d’oggi sono presenti i profeti di Dio, uomini e donne che, con coraggio, ripropongono la sofferenza del Signore come punto di riferimento unico per la storia della salvezza. Ogni via di salvezza e, soprattutto, la via della pace, troppo spesso nascosta agli occhi degli uomini, passa solo di qui, passa solo per questa via, per la testimonianza che Cristo dona agli uomini.

L’invito di oggi è quello a smascherare i falsi profeti che sono tra noi, che significa anche le false vie, le false proposte spirituali, i falsi percorsi… c’è tutto un mondo di interessi che ruota attorno anche a quelle realtà che, invece, dovrebbero essere la testimonianza perfetta della gratuità, dell’amore per la verità, del desiderio del bene. Dovremmo essere proprio noi a reagire contro questo mondo di falsi profeti. Dovremmo essere proprio noi a richiamare dove la Verità si dona e cioè in Cristo. Preparare la festa del Natale significa esattamente questo: metterci in cammino per raggiungere quella luce che è il dirsi di Dio nella storia, il donarsi di Dio ad ogni uomo, il desiderio di mettersi in ascolto di quella Parola che vuole essere luce per tutti. Non si tratta di apprezzare o di disprezzare altre forme di fede o tradizioni religiose di vario genere e tipo. Si tratta di dire dove appare la Verità nel suo donarsi. Si tratta di dire dove Cristo si rende presente. Non è questione né di opinioni né di sensibilità. Si tratta di riconoscere dove Cristo si è storicamente reso presente, dove e come si è voluto incarnare e come ha preso su di sé la fragilità di ogni uomo. Solo riconoscendo questa via della pace e solo seguendo questa via della pace potremo, forse, arrivare un giorno ad avere quella realtà che non deve mai essere appannaggio di chi parla a nome personale o interessato.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Mi rendo conto dei falsi profeti che sono tra noi?
  • Come smaschero i falsi profeti di oggi?
  • Cosa faccio per camminare sulla via della pace dando testimonianza della Verità che è Cristo?
2025-11-29T08:39:15+01:00