giovedì 22 gennaio 2026

Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – giovedì 

Introduzione

Non abbiamo santi particolari da ricordare oggi. La Parola di Dio ci aiuta a comprendere, con l’esempio pratico di Samuele, quanto può fruttare la Parola di Dio dentro il cuore dell’uomo.

La Parola di Dio 

LETTURA Sir 44, 1; 46, 13a. 19 – 47, 1
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Samuele, amato dal suo Signore, prima dell’ora del suo sonno eterno attestò davanti al Signore e al suo unto: «Né denari né sandali ho preso da alcuno», e nessuno poté contraddirlo. Ancora dopo che si fu addormentato profetizzò, predicendo al re la sua fine; anche dal sepolcro levò la sua voce per cancellare con una profezia l’iniquità del popolo. Dopo di lui sorse Natan, per profetizzare nei giorni di Davide.

SALMO Sal 4

Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
amerete cose vane e cercherete la menzogna? R

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto,
esaminate il vostro cuore. R

Offrite sacrifici legittimi
e confidate nel Signore.
Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?». R

VANGELO Mc 4, 1-20
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Vangelo

Conosciamo molto bene questa parabola del Signore che non solo ci insegna che ogni uomo è, in fondo, un tipo di terreno diverso nel quale può fruttificare la Parola del Signore, ma ci dice anche cosa frena il fruttificare della Parola. Sono le preoccupazioni della vita, l’inganno che, spesso, essa contiene, la rincorsa di molti beni… molte cose materiali a frenare quel seme della Parola che, invece, vorrebbe portare in tutti il massimo del frutto. Il terreno può essere buono ma, se deve portare frutto, deve essere custodito. Il terreno può anche essere ben preparato, ma se non si continua a vigilare su di esso potrebbe anche darsi che non porti quel frutto che, invece, potrebbe dare. È l’attenzione continua, è la cura continua a poter far dare il frutto per il quale ogni terreno è stato previsto dalla bontà del Signore.

Siracide

Il medaglione di oggi propostoci dal Siracide ben si sposa con questa pagina del Vangelo. Abbiamo il ricordo di un grande uomo, un grande profeta: Samuele. Egli custodì in tutto il suo cuore e, per questo, la Parola in Lui poté portare molto frutto. Samuele respinse ogni tentativo di corruzione – era anche giudice – respinse ogni lusinga del potere – non si piegò mai al volere del sovrano – ebbe a cura la Parola che aveva udito fin da ragazzo e che in lui aveva trovato un terreno particolarmente fertile. Il Siracide ci ricordava anche che egli fu in grado di profetizzare anche dopo la sua morte. È celebre la chiamata che re Saul fece fare di lui dal regno dei morti. Dunque un uomo dalla fede grandissima, un uomo tutto dedicato a Dio, un uomo che seppe distinguersi con tutto il suo modo di essere e rimane un punto di riferimento per tutti i credenti. Un uomo che ci insegna, ancora una volta, che quando il terreno viene ben custodito, il frutto arriva in modo sovrabbondante.

Perchè la Parola dimori in noi

In un tempo “normale”, “feriale” come quello che stiamo vivendo, credo sia doveroso chiederci che cura abbiamo del terreno che è la nostra anima, che cura abbiamo del terreno che è il nostro cuore. Mentre siamo in una parte dell’anno che non ha grandi feste, non ha grandi celebrazioni da proporci, credo che sia giusto vigilare su come continuiamo ad accogliere la Parola di Dio e su come la viviamo. Penso sia anche giusto domandarci quanto abbiamo a cuore che la Parola di Dio non diventi solo guida nei tempi forti, quando i richiami alla vita di fede sono più numerosi. Credo che, molti di noi, vivano un buon rapporto con la Parola nei momenti in cui siamo invitati a prepararci alle grandi feste ma poi, per il resto, lasciamo cadere l’invito. Ben venga, dunque, questo giorno feriale nel quale, invece, siamo invitati a riflettere su come viviamo ed accogliamo quella Parola che salva, rigenera, feconda anche il nostro cuore.

Al Signore chiediamo di essere sapienti custodi di quel terreno che è il nostro cuore, per portare il frutto abbondante promesso a ciascuno di noi.

2026-01-16T22:07:22+01:00