mercoledì 25 febbraio

Settimana della prima domenica di Quaresima – mercoledì

Introduzione

In questo terzo giorno feriale della Quaresima, quasi con un crescendo rispetto ai primi due giorni, siamo di fronte al primo caso di omicidio, ovvero al desiderio di sopprimere l’altro.

La Parola di Dio 

GENESI 4, 1-16
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo. Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai». Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà». Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

SALMO Sal 118 (119), 9-16

Pietà di me, o Dio; purificami con la tua parola.

Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Osservando la tua parola.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi. R

Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.
Benedetto sei tu, Signore:
insegnami i tuoi decreti. R

Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca.
Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze. R

Voglio meditare i tuoi precetti,
considerare le tue vie.
Nei tuoi decreti è la mia delizia,
non dimenticherò la tua parola. R

PROVERBI 3, 19-26
Lettura del libro dei Proverbi

Il Signore ha fondato la terra con sapienza, ha consolidato i cieli con intelligenza; con la sua scienza si aprirono gli abissi e le nubi stillano rugiada. Figlio mio, custodisci il consiglio e la riflessione né mai si allontanino dai tuoi occhi: saranno vita per te e ornamento per il tuo collo. Allora camminerai sicuro per la tua strada e il tuo piede non inciamperà. Quando ti coricherai, non avrai paura; ti coricherai e il tuo sonno sarà dolce. Non temerai per uno spavento improvviso, né per la rovina degli empi quando essa verrà, perché il Signore sarà la tua sicurezza e preserverà il tuo piede dal laccio.

VANGELO Mt 5, 17-19
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

La Parola di Dio

Caino alzò la mano contro il fratello Abele…

Il Signore sarà la tua sicurezza…

Non sono venuto ad abolire ma a dare compimento…

La storia di Caino e Abele è tremendamente attuale. Noi tutti capiamo benissimo ciò che il testo biblico ci sta dicendo. Fu così fin dalle origini, fu così da sempre. Da sempre gli uomini arrivano ad un punto nel quale non sanno più controllare le situazioni, rimangono schiacciati dal peso che esse generano. Il tentativo primo è quello di sopprimere coloro che non si riescono a controllare, a governare, coloro sui quali non ci si riesce ad imporre per altra via, coloro che diventano non più fratelli, ma rivali. Il male che si annida nel cuore dell’uomo, porta sempre a pensare che l’altro possa anche essere soppresso, possa essere distrutto, possa essere messo da parte in tutti i modi possibili, fino a quello dell’omicidio. Certo ci sono tanti tentativi di fare la stessa cosa senza giungere all’eliminazione fisica della persona. Tutti hanno le stesse tentazioni. È per questo che occorre vigilare sul cuore, diceva il testo, altrimenti è possibile a tutti essere assaliti da diverse forme di male, perché il male è sempre alla porta del cuore e sempre richiama l’uomo, perché appare come la soluzione più immediata e più facile di qualsiasi problema. Il testo è una fine analisi psicologica dell’uomo. C’è sempre qualcuno che viene spinto a considerare la presenza dell’altro non un dono, ma qualcosa di insopportabile, tanto da arrivare poi a desiderare la sua soppressione fisica. Il testo è anche molto fine, perché ci ricorda che l’omicida, interrogato da Dio, cerca scuse per il suo gesto: “Sono forse il custode di mio fratello?” indicandoci così che l’uomo tende, in qualche modo, a giustificare tutto, compresa la soppressione di un suo simile. Il testo vuole insegnarci, in positivo, che ogni uomo è custode del fratello, ogni uomo è custode di chi gli sta accanto, ogni uomo è chiamato a prendersi cura della vita dell’altro come della propria e a cercare di vivere in comunione con gli altri come invito a scoprire la bellezza della vita e dei suoi giorni, anche quando le relazioni con gli altri si fanno più pesanti e difficili.

Che cosa può dare sicurezza a questo progetto che Dio richiama all’umanità? Solo Lui stesso. Ce lo diceva il libro dei Proverbi, che ci ha aiutato a capire che solo chi ha fede può davvero comprendere e può davvero seguire un progetto che è alternativo rispetto a quello che l’uomo può pensare. Il cristiano, proprio perché si sente figlio di Dio, rispetta l’altro e non cerca in nessun modo di alzare la sua mano contro di lui. Proprio perché l’altro è dato come fratello, come aiuto simile, come compagno di viaggio.

In questo senso capiamo anche il Vangelo. Se già dovrebbe essere la legge di natura a iscrivere nel cuore dell’uomo il rispetto per l’altro, è ancor più vero che Cristo viene a ricordare che il rispetto per la persona è la forma minima di umanità alla quale non possiamo sottrarci. Difatti l’omicida, chi stende la mano contro il fratello, non è solo un cattivo credente, ma è anche un “uomo povero”, cioè un uomo che non sa vivere la sua umanità, un uomo che non sa far brillare il segreto della sua condivisione, della sua vicinanza, della sua presenza accanto all’altro. La fede chiede tutto questo perché porta a compimento anche quello che, semplicemente, dovrebbe già essere iscritto nel cuore dell’uomo. La fede è sempre promozione dell’umanità e mai avvilimento di essa. La fede porta alla perfezione anche ciò che è puramente umano. Dio viene, appunto, per dare compimento, non per imporre leggi che non si capiscono o che non si possono vivere! È proprio per questo motivo che alcune forme estreme, come la pena di morte, non dovrebbero mai essere accettate. Il rispetto per la persona deve sempre essere inviolabile!

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che tutti, anche se non l’abbiamo poi portato a compimento, in taluni casi, abbiamo desiderato la soppressione dell’altro. In alcuni casi difficili, in alcuni momenti difficili, io credo che avremmo davvero voluto uscire da situazioni complesse cancellando l’altro. È quello che accade anche quando, banalmente, facciamo finta di non vedere l’altro e i suoi bisogni.

Abbiamo desiderato la soppressione dell’altro quando non gli abbiamo riconosciuto il diritto di parola e abbiamo azzittito la sua voce. Abbiamo desiderato la soppressione dell’altro quando non abbiamo riconosciuto il diritto ad esprimersi, perché ci sembrava già di vivere e di possedere una relazione. Abbiamo vissuto in modo decisamente non cristiano, quando abbiamo tolto il saluto, negato lo sguardo, ritratto la mano per il gesto di pace…

In quante famiglie si vive così. In quante amicizie che decadono capitano queste cose! In quante assemblee liturgiche ci si guarda con sospetto, si ritira la mano per il saluto di pace… insomma, siamo davvero tutti in mezzo a queste dinamiche. Anche se non abbiamo mai ucciso nessuno! Come pure anche nelle dinamiche affettive propriamente dette o nelle famiglie, si vive qualcosa del genere. Certo è preoccupante che proprio noi, i cristiani, ci limitiamo a tutto questo e non facciamo in modo che la nostra fede si rinnovi così profondamente come invece dovrebbe. Il bello di queste letture è proprio questo: esse ci provocano da vicino su temi che ci riguardano, perché impariamo a conoscere e a vigilare su noi stessi. Oggi vigiliamo su questa dinamica e ogni volta che vorremmo sopprimere l’altro in qualche modo, ricordiamoci di questo richiamo. Ne guadagnerà la bellezza di questo giorno.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Come vivo questa dinamica umana?
  • Quando desidero sopprimere l’altro?
2026-02-22T09:51:17+01:00