Domenica 22 febbraio

All’inizio della Quaresima

Introduzione

  • È possibile parlare di relazione con il demonio?
  • In che senso abbiamo una relazione con il demonio?

In questa Quaresima, mentre siamo nel vivo di questo anno che dedichiamo alle relazioni, vorrei che, domenica dopo domenica, rileggessimo i Vangeli che sono sempre gli stessi ogni anno e quindi molto noti, da questo punto di vista, interrogandoci su cosa il Signore ha da dirci mentre vive la relazione con il Demonio, la Samaritana, i figli di Abramo, il cieco nato, Lazzaro ed entrando nella città Santa nella domenica delle Palme.

La Parola di Dio 

LETTURA Is 58, 4b-12b
Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore: «Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore? Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni».

SALMO Sal 102 (103)

Misericordioso e pietoso è il Signore.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R

Quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R

Egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli. R

EPISTOLA 2Cor 5, 18 – 6, 2
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

VANGELO Mt 4, 1-11
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Vangelo

Partiamo dal Vangelo che ci parla della relazione tra Cristo e il demonio. È una relazione fortemente attestata nel Vangelo, non solo in questa pagina. Questa pagina di inizio Quaresima è, però, la più emblematica. Il demonio appare al Signore, lo incontra personalmente, gli parla ed addirittura, come leggiamo, lo trasporta in diversi luoghi della terra.

Il motivo è molto semplice: Gesù ha assunto l’umanità e, come tutti gli uomini, sperimenta quel mistero che è la tentazione che c’è per tutti. La sua umanità perfetta richiede al demonio stesso di essere sulla scena. Non poteva certo mandare un demone qualsiasi ma, con il Figlio di Dio, con il Dio tre volte Santo, non poteva che apparire lui, per tentare, per sfidare l’impossibile. Dunque Cristo, che non ha voluto sottrarsi a nessuna conseguenza del mistero della incarnazione, da Lui scelto per redimere il mondo, sperimenta nella verità e nella sua essenza, il mistero della tentazione.

In secondo luogo, emerge con lampante chiarezza che il demonio conosce perfettamente la natura di Cristo e la Scrittura ispirata da Dio. “Se tu sei il Figlio di Dio…”, così iniziano le tentazioni. Il demonio dice già di conoscere chi è Gesù, solo che cerca di mettere in dubbio la sua stessa consapevolezza di esserlo, osando proporgli ciò che Cristo non fa: la sfida con Dio. In questo modo, mentre riconosce la natura di Cristo, il demonio rivela la sua natura. Egli non è solo il tentatore, ma è anche il divisore. L’opera del demonio è sempre questa. Il demonio vorrebbe dividere, addirittura, il Figlio dal Padre. Così sarà fino all’ultimo, fino a quell’ultimo straziante grido di Cristo in Croce che anche noi contempleremo il venerdì santo, quando sembrerà che, finalmente, sia avvenuta questa divisione. Eppure sarà la gloria della risurrezione del giorno di Pasqua verso la quale noi tutti siamo già in cammino, a svelare la comunione profonda, mistero insondabile, che lega Cristo al Padre.

Questa dimensione di divisione viene ricercata attraverso un uso puntuale della Sacra Scrittura. Scrittura che viene sempre citata anche da Gesù per rispondere all’opera del demonio. Il modo di citare le Scritture dei due è, però, profondamente diverso. Mentre il demonio cita pezzi della Scrittura che servono per portare avanti il sospetto e per generare divisione, Cristo cita la Scrittura nel suo contesto, nel suo insieme, nella sua verità. Mentre il demonio estrapola versetti secondo il suo gusto e per il suo utilizzo, Cristo cita la Scrittura nella sua essenza per prendere sempre più le distanze dal demonio.

In terzo luogo appare evidente il contenuto delle tre tentazioni. Numero, ovviamente, simbolico, numero che ci dice che Cristo ha sperimentato la tentazione nella sua potenza massima. La tentazione è quella che viene dagli appetiti non regolati di cui la fame è simbolo. Simbolo per dire che qualsiasi cosa sregolata della vita produce un male per l’anima che, soccombendo sotto il peso di questa tentazione, vive poi in modo disordinato qualsiasi cosa della vita. Cristo vittorioso sulla tentazione del cibo insegna che mettere un freno al proprio appetito e regolare la propria fame, diventa un modo per prendere dominio sui propri sensi, non soccombendo sotto di essi.

Cristo che rifiuta di gettarsi per sperimentare la protezione degli angeli, ricorda che il compito di Dio non è quello di mettere la vita dell’uomo al riparo da qualsiasi cosa che la turbi, ma accompagnare qualsiasi vita in qualsiasi forma di male, solitudine, problema, difficoltà. Al demonio che utilizza il salmo per sfidare Dio in modo banale, si oppone la forza di Cristo che ricorda che Dio non va sfidato, non va messo alla prova. Egli è da sempre vicino all’uomo, come tutta la Scrittura insegna e testimonia.

Infine, nel Cristo che rifiuta l’adorazione del demonio brilla il richiamo alle anime perché non cedano al mistero della tentazione che c’è per tutti. Si resiste alla tentazione solo invocando il nome di Dio. Non è la forza, non è la volontà che possono resistere alla tentazione, ma è la forza della fede che permette all’uomo di incamminarsi su altre vie, su altri sentieri, nei quali sperimentare da vicino la protezione di Dio e il suo essere Padre per ogni uomo.

Così Cristo insegna a riconoscere la presenza del demonio e a vincerla. La vittoria che Cristo riporta mettendo in fuga il demonio, ricorda che è sempre e a tutti possibile questa vittoria, se si impugnano le stesse armi: l’arma della fede e del nutrimento che viene dalla Scrittura; l’arma del digiuno, ovvero del dominio dei sensi.

Lettura

Così anche Isaia che ci ricordava che il digiuno non è solo quello alimentare, ma, soprattutto, quello che riguarda il rispetto degli altri uomini. Il rispetto dell’altro nella parola e nei gesti, il servizio degli altri nelle opere della carità, l’opporsi sincero ad ogni forma di ingiustizia, diventano il richiamo fondamentale per vivere bene qualsiasi espressione di adesione a Dio nella verità.

Epistola

Così anche l’epistola che ci invitava a non rimandare il giorno della conversione. Qualsiasi giorno è propizio per la propria conversione e la Quaresima ci vuole offrire 40 giorni propizi per vivere al meglio la nostra conversione del cuore. “Ora” è il giorno della salvezza. Questo primo giorno di Quaresima è già giorno di conversione e di salvezza, per chi lo accoglie, per chi crede, per chi non si rassegna al male.

Perchè la Parola dimori in noi

Noi dunque come viviamo la relazione con il demonio?

Ci sono diversi modi con cui il demonio tenta di entrare in relazione con noi tutti e cerca di fare in modo che noi gli apriamo la porta della coscienza e dell’anima.

Il primo modo è quello più comune, che vale per tutti, ed è quello della tentazione. Tutti noi abbiamo molte tentazioni, dal momento che non c’è giorno in cui noi non avvertiamo il fascino, il richiamo, forse anche la bellezza di ciò che le tentazioni ci propongono. Il punto non è cercare di non vivere le tentazioni, giacché non siamo noi a farcele venire, ma è il demonio che ce le propone. Caso mai il tema diventa come noi possiamo riconoscere la tentazione e resistere alla tentazione. Per riconoscere la tentazione occorre la finezza dello Spirito. Ecco, allora, anche per noi, il richiamo alla Parola di Dio. Il digiuno quaresimale deve riempirsi di Parola, perché noi sapremo riconoscere le tentazioni che il demonio propone solo se saremo illuminati dalla Parola. È il richiamo che anche il Papa ci propone nel suo messaggio, perché questo tempo che inizia sia tempo di ascolto della Parola e tempo per fare in modo che la Parola scenda nel cuore e lo illumini. La Quaresima chiede che si dedichi tempo alla conversione del cuore. È questo il senso anche del richiamo alla penitenza che propone sempre il tema del digiuno, come dicevamo in varie forme, perché possiamo assaporare la presenza di Dio e la guida del suo Spirito di amore.

  • Quali sono le tentazioni più ricorrenti della mia vita? Dove mi presto al gioco subdolo del demonio che vuole entrare in relazione con me?

Esiste un secondo modo con cui il demonio entra in relazione con noi, ed è quello della vessazione. Ci sono luoghi che, per la malvagità intrinseca di chi li frequenta, permettono una maggiore presenza del demonio. Sono anche i luoghi dove, come è facile capire, si sperimenta con maggior forza la tentazione. Tutti i luoghi dove il nome di Dio viene biasimato, tutti i luoghi che, in qualche maniera, propongono un rinnegare la sua presenza e la sua opera, tutti i luoghi dove si invoca la presenza di qualche forma di male, sono luoghi che si espongono a questo rischio e alcuni sono davvero luoghi infestati dal demonio. È questa anche la forma che sperimenta chi, essendosi piegato al male, vede molte cose della vita fallire, non procedere per il verso giusto, non custodire nulla di quel richiamo alla presenza di Dio che, invece, vale per sempre, per tutti, in ogni luogo. Ecco il senso e il richiamo alla benedizione dei luoghi, come facciamo per la benedizione delle case e degli ambienti della vita comunitaria.

  • Mi tengo lontano da questi luoghi?
  • I luoghi che frequento hanno la benedizione di Dio?

Il terzo modo con cui il demonio entra in relazione con l’uomo è il caso della possessione, molto frequentemente attestato dal Vangelo. Come, del resto, esistono in ogni epoca persone che sono abitate dalla presenza del demonio. Quando si invoca il male su di sé, quando si partecipa alla chiromanzia, al ricorso ai maghi e, spesso, alla magia occulta e nera, quando si è abitati da odii invincibili e per molte altre cause ancora, si lascia che il demonio stesso abiti nell’anima. Se è vero che sono relativamente pochi i casi di possessione demoniaca propriamente detti e riconosciuti, è altrettanto vero che la possibilità c’è sempre ed è vero che occorre prestare la massima attenzione al caso.

Ecco, quindi, l’impegno che diventa invito per questa prima domenica di Quaresima. Facciamo davvero in modo che non ci sia spazio per il demonio in noi. Cerchiamo soprattutto di riconoscere la tentazione, ma soprattutto lasciamoci riconciliare con Dio. Ecco l’impegno alla penitenza, ecco l’impegno a praticare il testo sacro. A tutti consiglio la lettura feriale della Parola di Dio che, con il libro della Genesi, ci aiuterà a camminare ancora sul tema delle relazioni. Come pure consiglio a tutti di valorizzare qualsiasi forma di unità, perché dove si prega uniti il demonio non arriva.

A tutti, con forza, richiamo ancora la S. Messa feriale, perché dove c’è l’Eucarestia non arriva il demonio e dove ci sono luoghi frequentati da anime che partecipano all’altare di Cristo, l’effetto della presenza del maligno è incredibilmente indebolito.

Così vi chiedo di camminare per questi 40 giorni, sapendo che ognuno di essi sarà giorno favorevole per la conversione.

Così sia! Buon cammino.

2026-02-22T09:50:41+01:00