martedì 17 marzo

Settimana della quarta domenica di Quaresima – martedì

Introduzione

Anche oggi vogliamo lasciare che le bellissime pagine della Genesi ci aiutino a continuare a riflettere sulla dimensione fraterna delle relazioni.

La Parola di Dio 

GENESI 25, 27-34
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende. Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva Giacobbe. Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito. Disse a Giacobbe: «Lascia mi mangiare un po’ di questa minestra rossa, perché io sono sfinito». Per questo fu chiamato Edom. Giacobbe disse: «Vendimi subito la tua primogenitura». Rispose Esaù: «Ecco, sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?». Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe. Giacobbe diede a Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.

SALMO Sal 118 (119), 97-104

I tuoi precetti, Signore, mi danno intelligenza.

Quanto amo la tua legge!
La medito tutto il giorno.
Il tuo comando mi fa più saggio dei miei nemici,
perché esso è sempre con me. R

Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più intelligenza degli anziani,
perché custodisco i tuoi precetti. R

Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero,
per osservare la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu a istruirmi. R

Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse,
più del miele per la mia bocca.
I tuoi precetti mi danno intelligenza,
perciò odio ogni falso sentiero. R

PROVERBI 23, 29-32
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, per chi i guai? Per chi i lamenti? Per chi i litigi? Per chi i gemiti? A chi le percosse per futili motivi? A chi gli occhi torbidi? Per quelli che si perdono dietro al vino, per quelli che assaporano bevande inebrianti. Non guardare il vino come rosseggia, come scintilla nella coppa e come scorre morbidamente; finirà per morderti come un serpente e pungerti come una vipera.

VANGELO Mt 7, 6-12
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

La Parola di Dio

Vendimi la primogenitura…

Figlio mio, per chi i guai?…

Non date le cose sante ai cani…

La difficile relazione tra i fratelli è il tema della prima lettura. Un racconto bellissimo che ci fa capire come, spesso, le relazioni difficili tra fratelli diventino anche il punto di partenza per rendere complesse le relazioni in una intera famiglia. Il racconto procede per gradi. Anzitutto ci mostra i due temperamenti differenti dei ragazzi. È chiaro, è normale, è naturale. Ogni persona ha il suo carattere, ha i suoi talenti, ama fare una cosa piuttosto che un’altra. Se questa è la base, se questo è il punto di partenza, è però vero che, poi, questo modo di fare e di vivere coinvolge anche i genitori. Ecco che Isacco si affeziona maggiormente ad Esaù e Rebecca a Giacobbe. Anche questo potrebbe sembrare normale per un verso, perché se è vero che i figli sono tutti uguali, è anche vero che le affinità scattano in base a ciò che avviene. La Scrittura di oggi ci fa riflettere proprio su quelle “affinità elettive” che sono all’opera dentro ciascuno di noi. È per questo che non ci stupiamo più di tanto del comportamento di Isacco e di Rebecca. Anche noi viviamo le stesse dinamiche, anche noi viviamo le medesime cose. Ci sono delle affinità elettive che non vengono cercate ma che, semplicemente, scattano o non scattano in base a molte cose.  Può essere giusto o può sembrare che non sia giusto, ma, di fatto, la vita è così. Qual è però il limite? Il limite è che non ci si accorga di quello che avviene e, soprattutto, che si prenda parte attiva nella storia di una persona piuttosto che di un’altra. Lo vedremo molto bene: il grande limite di questa famiglia è proprio che Rebecca interverrà in essa a sostegno del figlio più giovane, mentre non avrebbe dovuto prendere parte alcuna. Del resto anche Giacobbe prenderà parte per il maggiore. Quando non si vigila sulle affinità queste debordano e portano a fare ciò che non si dovrebbe mai fare. Quando non si pone un limite a quello che è di per sé naturale, ecco che cominciano i problemi. Problemi che riguarderanno tutta la famiglia. La mancanza di ascolto, la mancanza di vigilanza porterà Isacco a fare una domanda spropositata: non si vende la primogenitura. Porterà il fratello ad un atto di disprezzo insensato per il mondo antico: vendere la primogenitura è un po’ come rifiutare la propria storia. Del resto acquisirla significa prendersi anche tutti gli oneri ad essa connessi. Come vedremo questo sarà l’origine di un caos familiare senza pari. Un caos dal quale si uscirà solo gradualmente e con l’aiuto di Dio, con l’aiuto della fede. Prima che le relazioni che si rovinano si ristabiliscano, occorrerà far passare molti decenni nei quali non mancheranno veri colpi di scena e autentiche novità. È questo il contenuto della saga di Giuseppe che tra poco partirà.

Per noi e per il nostro cammino di fede

In questo modo possiamo rileggere anche le nostre vicende di famiglia. Abbiamo famiglie molto corrette, abbiamo famiglie molto unite, abbiamo famiglie molto rispettose del ruolo di ciascuno, delle scelte di ciascuno. In queste famiglie si cerca anche quell’unione che rende il cammino di ciascuno molto più serio e sereno.

Abbiamo però anche famiglie divise, famiglie nelle quali è quasi impossibile cercare lo spirito dell’unità, famiglie nelle quali le gelosie, le ripicche, i confronti, hanno consumato tutto e tutti. Abbiamo anche famiglie che non sanno stare insieme, alcune che non possono minimamente pensare di stare insieme…

Al di là di quello che è la nostra famiglia, del suo modo di vivere le relazioni, credo che tutti siamo invitati a chiederci se, in famiglia, stiamo vivendo relazioni serie, autentiche, che, magari, ci permettono di recuperare anche qualcosa del passato che ha contribuito a rovinare il clima, a dividere le persone, a rovinare i rapporti. Molto spesso le nostre famiglie celano molto bene sventure di questo genere. Molto spesso, anche nelle famiglie che ci sembrano unite, concordi, rispettose, si cela ogni genere di ripicca, di confronto, di menzogna che va al di dà dell’immaginabile. Credo che il suggerimento di questa Parola di Dio, allora, sia proprio quello di donare tempo alle famiglie per cercare di capire cosa possiamo fare, in questo momento della storia della nostra famiglia, per migliorare i nostri rapporti per vivere sempre più secondo quella legge dello Spirito che il Signore ci ha voluto donare.

Non vergogniamoci di quello che accade! Non mettiamo limiti alla provvidenza. Anche la famiglia più divisa, anche la famiglia più litigiosa, anche la famiglia i cui membri sono su posizioni assai distanti l’uno dall’altro, può migliorare.

Se poi dovessimo scoprire che, come nella famiglia di Isacco, tutti i rapporti stanno andando a rotoli, non perdiamo l’occasione di mettere mano a quello che stiamo vivendo. Non c’è mai tempo da perdere! E, d’altronde, il tempo speso per rimettere in sesto la propria famiglia, non è mai tempo perso, ma è sempre tempo che Dio dona per tornare sui binari giusti.

Maria, madre di ogni famiglia, ci renda disponibili per questo lavoro e ci aiuti a cercare di vivere bene tutte quelle dimensioni che ci possono aiutare a vivere con gioia un serio ritorno all’unità che è sempre una realtà benedetta da Dio. Ricordiamo il Vangelo: non diamo le cose sante ai porci! Manteniamo alta la stima per la famiglia. Tutti ne avremo beneficio.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Cosa posso fare per migliorare le relazioni nella mia famiglia?
  • Quale criterio di unità posso cercare di vivere io per primo e di far vivere agli altri?
2026-03-13T13:24:25+01:00