Sabato 21 marzo

Settimana della quarta domenica di Quaresima – Sabato

La spiritualità di questo giorno

Eccoci al quarto sabato di Quaresima, come sempre inserito nel percorso di recupero della coscienza battesimale al quale già abbiamo accennato nelle scorse settimane.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gl 3, 1-5
Lettura del profeta Gioele

Così dice il Signore Dio: «Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave in quei giorni effonderò il mio spirito. Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo. Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile. Chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamato».

SALMO Sal 88 (89)

Effondi il tuo Spirito, Signore, sopra il tuo popolo.

Tu hai un braccio potente,
forte è la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
amore e fedeltà precedono il tuo volto. R

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele. R

EPISTOLA Rm 8, 12-17b
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo.

VANGELO Mt 19, 13-15
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

La Scrittura

Effonderò il mio spirito sopra ogni uomo…

Non avete ricevuto uno spirito da schiavi…

Lasciate che i bambini vengano a me…

Ho già spiegato come il gesto dell’imposizione delle mani è un gesto spirituale che evoca la trasmissione dello Spirito. Le Scritture di oggi ne sono la riprova, soprattutto il Vangelo che non è solo una pagina di tenerezza, un gesto del Signore che ispira ad essere buoni ed accoglienti con i bambini! Quella del Signore è un’azione di fede. Egli accoglie i bambini, che nessuno al tempo curava con attenzione, perché anche essi hanno il dono della fede. Anche i bambini possono avere il dono dello Spirito di Dio. Quando lo Spirito di Dio entra nell’anima innocente, libera da precomprensioni di un bambino, può fare certamente grandi cose. È per questo che il Signore chiede esplicitamente che i bambini possano andare da lui. Non c’è niente che debba fermarli, non c’è niente che debba trattenerlo. Tutti i bambini possono andare da lui perché possano ricevere quella illuminazione dello spirito che rende possibile ogni cosa nella vita.

Da questa consapevolezza era animato anche il profeta, che, infatti, ha sottolineato che tutti possono ricevere lo Spirito di Dio e tutti possono essere animati dalla sua benevola presenza. Tutti, nessuno escluso. Tutti possono, nel suo nome, ricevere quello Spirito che diventa luce ai propri passi. Nessuno escluso! Perché lo spirito non fa distinzioni, arriva nel cuore di tutti, opera nel cuore di tutti, apre le porte di ciascuno a quella manifestazione di Dio che il Padre, da sempre, ha pensato per ciascuno. Poiché al tempo si riteneva che solo alcune anime di uomini particolarmente amati da Dio potessero ricevere il suo Spirito – erano assolutamente escluse le donne e i bambini – il profeta alza la sua voce e, con fermezza e determinazione, fa capire che non ci sono limiti all’azione di Dio. Dio agisce in tutti, indipendentemente da qualsiasi distinzione umana.

Così anche San Paolo, che ci ha ricordato che, proprio perché animati dallo Spirito di Dio noi possiamo cercare di compiere il bene. Se non fossimo animati dal suo Spirito, ci diventerebbe impossibile agire per il bene, operare per il bene, camminare sulle vie del bene. Tutto diventa possibile solo se noi sappiamo di essere sotto l’azione dello Spirito di Dio e lo invochiamo.

Il Battesimo invoca su di noi lo Spirito di Dio e ci inabita, così che noi possiamo ottenere il perdono di qualsiasi colpa, compreso il peccato originale, diventando figli di Dio e membra della Chiesa. Sono i tre effetti che il Battesimo opera nel cuore di chi lo riceve con fede.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Varrebbe davvero la pena, oggi, di chiederci se noi tutti sappiamo di essere sotto il “dominio dello Spirito”. Frase pregnante di San Paolo che ci fa chiedere, con più semplicità, se noi crediamo veramente che lo Spirito di Dio abita già in noi e ci attira a sé con il suo calore, con la sua forza, con il suo amore. Forse preghiamo lo Spirito di Dio, forse invochiamo per altri lo Spirito di Dio, ma dimentichiamo di essere anche noi colmi del suo Spirito, che abbiamo ricevuto solennemente il giorno del Battesimo e della Cresima e per il quale abbiamo pregato molte volte, rinnovandone la presenza dentro di noi. Potremmo dire anche così, in questo lungo percorso sul tema delle relazioni che sta segnando quest’anno: poiché la vita di fede è tutta una vita di relazione, poiché avere fede ci mette in relazione con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo, possiamo davvero chiedere al Padre attraverso il Figlio il dono dello Spirito di Dio, che poi prende possesso dei nostri cuori con il bene che ci invita ad operare. È un modo per far rivivere gli effetti del Battesimo dentro di noi.

Credo che oggi dobbiamo chiedere al Padre di rinnovare in noi la consapevolezza di essere già colmi del suo Spirito. Senza il dono dello Spirito, senza la sua guida, tutto si spegne e perde il suo sapore, colore, luce.

Facciamo rivivere gli effetti di amore che lo Spirito accende in noi con una nuova invocazione allo Spirito che accende nei cuori il dono di amore e il desiderio di dimorare, per sempre, in Dio.

Perché la Parola rimanga in noi

  • Sono consapevole di avere già il dono dello Spirito di Dio dentro di me?
  • Come lo invoco e come lascio che lo Spirito operi dentro di me?
2026-03-13T13:33:42+01:00