venerdì 24 aprile

Settimana della 3 domenica di Pasqua – venerdì

Credere in Colui che Dio manda.

Rimettere tutto nelle mani di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 9, 10-16
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. C’era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Anania: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».

SALMO Sal 31 (32)

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno. R

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia. R

«Ti istruirò e ti insegnerò la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti darò consiglio».
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! R

VANGELO Gv 6, 22-29
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo ». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Vangelo

L’affermazione viene dal Vangelo e, di per sé, si riferisce a Gesù. Dio, il Padre, manda il Figlio, Gesù Cristo, perché Egli possa rivelare il suo amore, la sua vicinanza, la sua condiscendenza. È questo il tema centrale del Vangelo. Abbiamo sentito che la gente cerca Gesù e cerca anche i suoi discepoli per questo motivo. Cerca direttamente il Signore per stare con Lui e anche per i segni che egli ha dato. Cerca i discepoli perché attraverso di essi vuole arrivare a Lui. Gesù conosce il desiderio sincero di chi vuole cercarlo per accedere alla rivelazione del Padre, ma conosce anche il desiderio non ancora purificato di chi vuole cercarlo solo per i miracoli che compie. Ecco perché, ancora una volta e con paterna bontà, il Signore si sofferma per spiegare come educare il proprio desiderio. Quando Gesù dice che l’opera che Dio chiede consiste nel “credere in Colui che Egli ha mandato” intende dire che Dio cerca solo questo dall’uomo, cerca cuori che sappiano adorarlo, amarlo, cercarlo perché Egli è il Padre di tutti e non per i miracoli. Miracoli che sono utili alla fede, ma non essenziali. Ancora una volta Gesù insegna che il miracolo è dato come un segno, ma non va cercato per sé stesso. Il miracolo è un aiuto a credere, nulla di più.

Atti

La pagina più bella è, però, quella degli Atti degli Apostoli. Abbiamo un cristiano sincero, una figura bellissima, Anania, al quale la voce di Dio chiede di andare ad accogliere Saulo. Anania, sapendo bene chi è Saulo e, soprattutto, cosa va a fare a Damasco, vorrebbe declinare l’invito. Se proprio occorre cedere, si cederà quando il persecutore verrà, ma a che scopo andare a cercarlo? Ovviamente Anania ragiona in termini molto concreti e non sapendo cosa sta già avvenendo nel cuore di Paolo. Eppure la voce di Dio lo manda, perché, come dice, “egli sarà per me strumento eletto”. Forse è per queste parole che Anania cambia opinione. Forse è perché comprende che Dio può tutto – in questo sta la fede finissima e certa di Anania -, forse perché non osa dire di no al Signore… Fatto sta che Anania si dispone anche ad accogliere quell’uomo di cui tutti avevano paura e di cui nessuno si fidava. Anania comprende che se un uomo viene mandato da Dio, non tocca all’uomo sindacare sul perché Dio abbia scelto quell’uomo. Solo occorre contemplare l’opera di Dio. È esattamente quello che Anania si dispone a fare. Una bellissima figura di mediazione, una bellissima figura di credente, una bellissima figura di uomo che, nel nome del Signore, sa prendere decisioni importanti e sa rimettersi tutto nelle mani di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Vorrei che anche noi ci chiedessimo:

  • Per che cosa cerchiamo il Signore?
  • Come accogliamo gli uomini di Dio?

Sono due domande centrali anche per noi. Proviamo a rispondere in maniera semplice, ma diretta. Perché preghiamo? Perché andiamo in chiesa? Perché cerchiamo il Signore? Ciascuno potrà rispondere secondo il suo cuore, secondo quello che pensa, secondo quello che è anche il suo cammino interiore. Tutti, però, siamo invitati a guardare seriamente dentro di noi, per capire se davvero cerchiamo il Signore perché abbiamo fede e perché desideriamo conoscerlo, o se lo cerchiamo solo per ottenere cose, solo perché siamo incerti nel cammino, solo perché vogliamo favori, privilegi, aiuti…

Certo, poi, c’è anche la seconda domanda: come accogliamo chi ci parla di Dio? Come accogliamo gli uomini e le donne di Dio? Tutti ne conosciamo: non solo preti e suore, ma anche chi ci parla di Dio con una testimonianza, con un esempio, con uno stile di vita. Tutti noi abbiamo ricevuto e riceviamo continuamente messaggi, testimonianze, esempi che ci parlano di Dio, insieme – è vero – al loro contrario. Non dobbiamo lasciare che la voce dei testimoni di Dio si spenga! Non dobbiamo fare in modo che le contro testimonianze spengano le testimonianze! Ecco perché siamo chiamati a farci questa domanda. Se noi accogliamo gli uomini di Dio e la testimonianza che essi portano, anche noi renderemo più sicura e più fervente la nostra fede. Se non accoglieremo questa testimonianza, la Parola di Dio farà più fatica a prendere posto in noi. Chiediamoci, quindi, come accogliamo coloro che portano una testimonianza di fede, per non spegnere mai la chiamata alla fede e alla testimonianza di essa che è già dentro di noi.

2026-04-17T14:26:49+02:00