martedì 05 maggio

Settimana della 5 domenica di Pasqua – martedì

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi le due Scritture si illuminano a vicenda mentre ci mostrano il caso molto simile di Paolo e del Signore Gesù.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 22, 23-30
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Poiché i Giudei continuavano a urlare, a gettare via i mantelli e a lanciare polvere in aria, il comandante fece portare Paolo nella fortezza, ordinando di interrogarlo a colpi di flagello, per sapere perché mai gli gridassero contro in quel modo. Ma quando l’ebbero disteso per flagellarlo, Paolo disse al centurione che stava lì: «Avete il diritto di flagellare uno che è cittadino romano e non ancora giudicato?». Udito ciò, il centurione si recò dal comandante ad avvertirlo: «Che cosa stai per fare? Quell’uomo è un romano!». Allora il comandante si recò da Paolo e gli domandò: «Dimmi, tu sei romano?». Rispose: «Sì». Replicò il comandante: «Io, questa cittadinanza l’ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!». E subito si allontanarono da lui quelli che stavano per interrogarlo. Anche il comandante ebbe paura, rendendosi conto che era romano e che lui lo aveva messo in catene. Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.

SALMO Sal 56 (57)

Sei tu la mia lode, Signore, in mezzo alle genti.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora. R

Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. R

Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria. R

VANGELO Gv 10, 31-42
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto veder molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Vangelo

Il Vangelo registra molte volte l’ostilità che Gesù vive e il tentativo che molto spesso lo riguarda di essere arrestato, lapidato, ucciso. Tentativi che il Signore fugge sempre, perché, come dice il Vangelo stesso, “non è ancora la sua ora”. Solo nell’ora della passione il Signore vive tutto ciò che gli uomini, nella loro crudeltà e cattiveria, gli hanno fatto vivere. Il Vangelo di oggi registra anche alcune parole di Gesù che sono di opposizione benevola a quello che avviene. Gesù, con il garbo che lo contraddistingue ma, al tempo stesso, con la forza della sua parola, si oppone a quello che avviene e chiede sempre il perché ci sia qualcuno che tenta di stendere le mani su di lui. Spiegando sempre che il suo modo di vivere, il suo modo di parlare, i segni che egli compie sono perché ogni uomo possa avere accesso al mistero del Padre. Ecco che, mentre il livore di alcuni si accende, in altri si accende lo spirito di fede. Costoro sono quelli che ripensano alla storia della rivelazione, alla predicazione di Giovanni il Battista, alle grandi opere della fede avvenute prima di loro. Sono uomini e donne dello Spirito che sanno leggere, in quello che accade, la presenza del Signore, come la Parola ci ha insegnato ieri.

Atti

Anche a San Paolo succede quello che è capitato al Signore. Anche nella vita di Paolo sappiamo che tutto questo accadde non solo una volta. Sono diversi gli episodi di arresto di Paolo, di persecuzione della sua persona, di violenza che egli deve subire. Paolo offre tutto ad imitazione del Signore, sopportando ogni cosa, certo non rinunciando mai a far valere i suoi diritti. Come abbiamo sentito, dichiarandosi cittadino di Roma, egli richiama i privilegi della sua condizione, tra cui anche il diritto a non essere torturato e ad avere un processo giusto, secondo il diritto. Abbiamo anche sentito la reazione di coloro che lo hanno arrestato. Tutti si devono fermare per non commettere qualcosa vietato dalla legge. A volte la vita degli uomini di Dio si salva anche così, anche passando attraverso i cavilli della legge, anche passando attraverso le cose del tempo, anche passando attraverso le decisioni degli uomini.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Oggi possiamo meditare sulla disposizione interiore del discepolo che vuole seguire il Signore e su come Dio si avvalga anche delle cose che gli uomini predispongono per far vivere la sua Chiesa.

La predisposizione interiore del credente deve sempre aprire il cuore e suscitare la volontà di aderire a ciò che il Signore permette di vivere, perché tutto si compia a sua imitazione. La disposizione interiore del discepolo è quella che suscita la ferma volontà di aderire in tutto e per tutto alla vita di Cristo, quindi anche alla sua passione, alla sua sofferenza. Il credente mette sempre nelle mani di Dio tutte queste cose, sapendo bene che da esse nascerà qualcosa di buono. Ad imitazione di Paolo anche noi tutti siamo chiamati ad accettare quello che avviene nelle nostre vite e ad offrirlo a Cristo, perché giovi alla nostra salvezza e, al tempo stesso, diventi benedizione per noi ed esempio per gli altri.

Se questa deve essere la disposizione interiore dei singoli fedeli, ecco che gli uomini di Dio, pur desiderando una piena conformazione a Cristo, non hanno mai accettato passivamente quello che accadeva, ma hanno cercato di traghettare la Chiesa al meglio delle loro possibilità e delle loro forze, per preservarla e per salvaguardarla soprattutto da chi desiderava mettere le mani su di essa. Gli uomini di Dio si sono sempre avvalsi di ogni strumento per salvare la vita della Chiesa, la vita di altri uomini, la loro stessa vita, mettendosi sempre in comunione con il Crocifisso risorto. Così capiamo che i cristiani non sono gente che non pensa, che desidera soffrire, che accetta passivamente tutto quello che capita. I cristiani sono uomini attivi, sempre svegli, spesso scaltri, che cercano di sfruttare ciò che avviene, perché la corsa del Vangelo e la vitalità della Chiesa non si fermino mai. Anche noi tutti siamo chiamati a vivere così, per rendere sempre ragione della speranza che è in noi e per vivere sempre appieno la vita che è il primo e fondamentale dono del Padre. Mettiamoci anche noi in questa disposizione, che fu anche la disposizione di Maria. Ella per prima, fin dall’Annunciazione, volle cercare di vivere tutto ciò che il Signore le donava di vivere, con animo grato e purificato. Eppure anch’essa ha vissuto momenti di decisione che l’hanno portata a capire bene come salvare la sua vita e come procedere nel suo interiore itinerario. Chiediamo anche a lei di intercedere per noi perché tutti possiamo giungere alla medesima meta presso Dio.

2026-05-02T14:11:20+02:00