martedì 12 maggio

Settimana della 6 domenica di Pasqua – martedì

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi le due Scritture si illuminano a vicenda mentre ci mostrano il caso molto simile di Paolo e del Signore Gesù.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 28, 11-16
Lettura degli Atti degli Apostoli

Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l’insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell’isola. Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni. Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma. I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio. Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.

SALMO Sal 148

Risplende nell’universo la gloria del Signore.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere. R

I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le ragazze,
i vecchi insieme ai bambini
lodino il nome del Signore. R

Perché solo il suo nome è sublime:
la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.
Ha accresciuto la potenza del suo popolo.
Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d’Israele, popolo a lui vicino. R

VANGELO Gv 14, 1-6
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Vangelo

Anche la pagina del Vangelo di oggi appartiene al contesto della Passione, essendo il proseguimento di quella che abbiamo letto ieri. Il Signore sta dando le ultime consegne. A Tommaso che esprime, a nome di tutti, le sue difficoltà per capire ciò che sta per accadere alla sua vita, il Signore ricorda che il suo ritorno al Padre renderà possibile l’accesso di tutti al medesimo mistero. Lui che è “via, verità e vita” permetterà a chi lo segue, a chi crede nel suo nome, a chi vive in conformità al suo insegnamento, di condividere la medesima meta di gloria.

Il Vangelo di oggi vuole anche infondere coraggio in tutti i credenti. La meta finale è segnata da Dio perché è sua volontà l’averci partecipi del suo mistero. Ecco perché Egli prepara una dimora, un posto per ciascuno di noi, per tutti gli uomini. Chi si lascia guidare dal comandamento dell’amore, come sentivamo ieri, è il candidato a questa meta di gloria che, un giorno, ci vedrà tutti partecipi.

Atti

Anche la pagina degli Atti ci mostra questa Parola in atto. Paolo è stanco del viaggio, lungo, difficile, complesso. Egli non sa bene cosa lo attende, ma sa che la testimonianza che egli renderà a Dio a Roma potrebbe anche essere la sua ultima testimonianza. Paolo è solo e tutto ciò che capita lo rende un poco afflitto. Come riprende coraggio Paolo? Solo con la condivisione della fede con “i fratelli”, cioè con chi è già parte della Chiesa anche in Italia. Abbiamo sentito che, nei luoghi dove approda e poi a Roma, la notizia del suo arrivo fa sì che qualcuno della comunità si rechi a lui incontro e, per così dire, lo accolga. È questa accoglienza che dà nuovo coraggio a Paolo che riparte ogni volta per giungere dove Dio lo vuole. Arrivato a Roma vede la meta del suo viaggio e, come sappiamo, nell’arresto domiciliare che gli viene concesso, troverà forza per pregare, per scrivere, per predicare.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi tutti, oggi, possiamo “prendere coraggio” sostenuti dai due punti cardine della Parola di Dio.

La Parola ci ha detto che il coraggio del cristiano viene, anzitutto, dalla condivisione del cammino con altri fratelli e sorelle che, con noi, credono, sperano, lottano, si dirigono insieme verso la meta comune. Forse non consideriamo mai abbastanza la forza che dovrebbe venire a noi dal sentirci parte di una comunità cristiana. Forse non sempre apprezziamo la Chiesa di cui facciamo parte, tanto che la critichiamo come fosse qualcosa di esterno a noi e non qualcosa che ci appartiene. Credo che sia molto bello il richiamo che riceviamo. Noi siamo chiamati a capire che la comunità diventa fonte di ispirazione, fonte di pace, fonte di bene se la abitiamo con quella fede che essa stessa ci ha dato. Noi, infatti, non siamo divenuti credenti da soli né abbiamo mai potuto darci la grazia dei sacramenti da soli. Abbiamo ricevuto il dono della fede e tutti i doni di grazia da una comunità che ci ha accolto, ci ha amati, ci ha condotto nel cammino. Ecco un primo motivo di ringraziamento al Signore e un primo motivo per prendere coraggio.

Accanto, poi, al secondo. Tutti noi siamo invitati a prendere coraggio perché c’è un posto per noi presso Dio, c’è un posto per noi presso il Padre, c’è un posto per noi in Paradiso. Questa certezza arriva direttamente dalla parola del Signore, che ci prepara questo posto. Tutti noi dovremmo guardare alla vita eterna non tanto come qualcosa da conquistare ma come una grazia alla quale partecipare, come ad uno stato al quale saremo ammessi in forza della promessa del Signore. Facciamo bene a domandarci cosa dobbiamo fare nella vita, come dobbiamo credere: sono domande che, al pari di ogni uomo, non possiamo non avere. Dentro queste domande, però, ci deve anche essere lo spazio per la contemplazione del mistero di Dio che chiama ciascuno di noi alla salvezza eterna e realizza per noi l’accesso ad essa. Non quindi solo il nostro sforzo, non solo le nostre domande, ma la grazia di Dio che opera in noi prima di tutto e sopra tutto.

Cerchiamo di approfondire e di condividere questi motivi di gioia. Attingeremo coraggio per i nostri giorni.

2026-05-09T09:10:05+02:00