Settimana dopo Pentecoste – mercoledì
La spiritualità di questo giorno
Terzo giorno feriale di questa settimana speciale. Oggi non sono previste celebrazioni di Santi in modo particolare. Anche oggi prendiamo le Scritture nel loro insieme, dal momento che ci sembrano anche distanti e differenti l’una dall’altra.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 19, 7-15
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Mosè tornò dal Signore e riferì le parole del popolo. Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano per sempre anche a te». Mosè riferì al Signore le parole del popolo. Il Signore disse a Mosè: «Va’ dal popolo e santificalo, oggi e domani: lavino le loro vesti e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai, alla vista di tutto il popolo. Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: “Guardatevi dal salire sul monte e dal toccarne le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte. Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato o colpito con tiro di arco. Animale o uomo, non dovrà sopravvivere”. Solo quando suonerà il corno, essi potranno salire sul monte». Mosè scese dal monte verso il popolo; egli fece santificare il popolo, ed essi lavarono le loro vesti. Poi disse al popolo: «Siate pronti per il terzo giorno: non unitevi a donna».
SALMO Sal 117 (118)
Canterò per sempre l’amore del Signore.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
Il suo amore è per sempre». R
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R
Nel pericolo ho gridato al Signore:
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.
Il Signore è per me, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?
Il Signore è per me, è il mio aiuto,
e io guarderò dall’alto i miei nemici. R
VANGELO Lc 8, 42b-48
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Le folle si accalcavano attorno al Signore Gesù. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò. Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Tutti negavano. Pietro allora disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me». Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!».
Esodo
La prima lettura ci fa quasi paura. È il comando di Mosè per la comunità che deve incontrare la rivelazione di Dio. Abbiamo sentito la forza del comando. Nessuno deve non solo salire sul monte, ma nemmeno toccarlo! Cosa che sembra quasi esagerata. Peggio ancora nell’ulteriore indicazione di Mosè: non solo dovrà essere messo a morte l’uomo che tenta di salire sul monte, ma anche l’animale che si avventurerà su di esso. Cosa che ci fa chiedere: perché mai? Che consapevolezza potrà mai avere un animale di quello che Dio rivela? Ovviamente dobbiamo leggere queste parole nel loro contesto e non fuori da esso. Mosè, in questo modo, intende proteggere la sacralità di Dio e la santità della rivelazione. Le prescrizioni così dure di Mosè intendono dire che la fede è un cammino per gente seria, per uomini che prendono sul serio la rivelazione di Dio, per uomini che intendono vivere bene quanto il loro stesso volere rivela. Ovviamente capiamo anche la prescrizione del tenersi lontani dal rapporto con le donne. La purità sessuale è, per eccellenza, il richiamo alla purezza dell’anima. La purezza dei costumi diventa il richiamo alla purezza del cuore che è necessario custodire per incontrare Dio. In fondo anche noi abbiamo questa idea.
Vangelo
Nel Vangelo troviamo un caso bellissimo e, apparentemente, opposto. Abbiamo una donna “impura” per definizione. La perdita di sangue, dal momento che il sangue è una realtà che ha a che fare con la stessa vita, rende impuri. Ebbene, questa donna impura, questa donna che è anche umanamente disperata perché ha speso tutti i suoi averi per curarsi senza che vedesse in lei alcun cambiamento, è depositaria di un incontro con Cristo che è unico, particolare, assolutamente nuovo. Dio si china su di essa, sulle sue ferite umane e spirituali, consola una donna che da tutti era emarginata e allontanata. Insomma, una donna sola, non compresa, eliminata dalla società dei puri, merita di avere quello che molti puri avrebbero desiderato e che, invece, non ebbero. Così, se possiamo dire, il Vangelo ribalta il Primo Testamento. Insegna che tutti gli uomini hanno diritto ad avere un contatto con Dio. Tutti gli uomini hanno diritto ad avere accesso al suo mistero. Tutti gli uomini possono fare esperienza di quel Dio che si prende cura di tutti e che tutti conduce alla salvezza.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Capiamo così il senso delle due Scritture nel loro insieme. Dio ama rivelarsi ai suoi figli, Dio ama stare presso i suoi figli, Dio ama essere per loro maestro, pastore, guida, nessuno escluso, nemmeno una donna che ha perdite continue di sangue si deve sentire esclusa dalla salvezza. Per il tempo era una concezione rivoluzionaria. Al posto del terrore reverenziale che Mosè aveva istituito nel popolo di Dio, ecco la rivelazione della misericordia, che tutti salva, non lasciando indietro nessuno. Credo che oggi occorra fare due cose.
La prima: gioire perché dobbiamo vedere noi stessi al centro di questa misericordia, di questa rivelazione di amore. Capiamo così che il Signore cerca ciascuno di noi, il nostro cuore come sede presso la quale abitare, noi che siamo figli della Chiesa, noi che siamo proprietà principale di Dio, potremmo dire recuperando le meditazioni dei giorni precedenti, siamo chiamati a gioire perché il Signore entra in relazione con noi e salva ciascuno di noi nella gioia e con la tenerezza.
In secondo luogo credo che tutti dobbiamo pensare alla bellezza del ministero di annuncio che la Chiesa porta nel mondo. La Chiesa deve far conoscere quel Dio che un tempo si rivelò al popolo di Israele con forza e con segni terribili; in Gesù Cristo il medesimo Dio si rivela con i tratti dell’amore, della misericordia, della vicinanza a tutti, del perdono.
Chiediamo al Signore questa grazia, perché sia chiaro anche a noi che il Signore ci è vicino con questo modo di fare. Dio che aiuta l’uomo in molti modi, aiuti anche noi a percepire la bellezza di questa rivelazione e la grazia che, in essa, è donata.