Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – mercoledì
La spiritualità di questo giorno
Lasciarsi guarire il cuore: vorrei che si potessero rileggere queste due Scritture e la memoria che celebriamo, alla luce di questo tema, essendo ormai anche alla vigilia del Corpus Domini.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 11, 1-9
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ancora una piaga manderò contro il faraone e l’Egitto; dopo di che egli vi lascerà partire di qui. Vi lascerà partire senza condizioni, anzi vi caccerà via di qui. Di’ dunque al popolo che ciascuno dal suo vicino e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d’argento e oggetti d’oro». Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani. Inoltre Mosè era un uomo assai considerato nella terra d’Egitto, agli occhi dei ministri del faraone e del popolo. Mosè annunciò: «Così dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso l’Egitto: morirà ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame. Un grande grido si alzerà in tutta la terra d’Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane abbaierà, né contro uomini, né contro bestie, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra l’Egitto e Israele. Tutti questi tuoi ministri scenderanno da me e si prostreranno davanti a me, dicendo: “Esci tu e tutto il popolo che ti segue!”. Dopo, io uscirò!». Mosè, pieno d’ira, si allontanò dal faraone. Il Signore aveva appunto detto a Mosè: «Il faraone non vi darà ascolto, perché si moltiplichino i miei prodigi nella terra d’Egitto».
SALMO Sal 77 (78)
Il Signore guida come gregge il suo popolo.
Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. R
Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R
Colpì ogni primogenito in Egitto,
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto. R
VANGELO Lc 4, 38-41
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Esodo
Partiamo dal testo dell’Esodo: preannunzia quella che, comunemente, chiamiamo la decima piaga. Quella più terribile per la quale rimaniamo anche molto perplessi e stupefatti da quello che il testo sacro racconta. In effetti il tema spirituale è tutto giocato sul tema dell’ “indurimento del cuore”. Il faraone e tutti gli egiziani hanno “il cuore indurito”. È una tipica espressione del libro dell’Esodo che indica la chiusura totale nei confronti del mistero di Dio. L’Esodo non risparmia certo critiche al popolo di Israele, di cui critica ampiamente i vizi e le abitudini, ma è ancor più critico nei confronti del popolo egiziano che non si lascia in nessun modo toccare dalla parola di Mosè. Il testo, tra l’altro, evidenziava molto bene che Mosè godeva di grande stima presso la corte del faraone. Era cresciuto a quella corte, aveva incontrato molti dei personaggi “politici” del tempo; tutti sapevano chi era e, in fondo, lo ammiravano. Nessuno, però, prestava attenzione alla sua vita spirituale, alla sua parabola spirituale e alle parole che Mosè diceva, insieme ad Aronne. Nessuna pietà nasceva per il popolo oppresso, nessuna decisione di cambiamento di vita. Il cuore indurito è tutte queste cose messe insieme. In sintesi potremmo dire che, secondo l’Esodo, ha il cuore indurito chi non si lascia in nessun modo toccare dalla Parola che Dio rivela attraverso i suoi uomini che chiamano alla conversione. Ha il cuore indurito chi non si mette mai in discussione, chi va avanti come se nulla fosse, chi non cambia mai.
Vangelo
È l’esatto opposto del Vangelo. Qui abbiamo persone che si lasciano toccare il cuore, in un duplice senso. Anzitutto nel senso di un’umanità che si lascia interpellare dalla malattia e dalla sofferenza. Come il testo diceva, molti portarono i loro malati al Signore, perché interrogati, forse anche perché stanchi della malattia e della sofferenza di qualche congiunto. C’è una partecipazione umana grande alle vicende dei malati che spinge molti uomini di quel tempo a portare i malati a Gesù, dopo che egli ha guarito la suocera di Simone, dimostrando così di avere potere sulla salute dell’uomo.
In secondo luogo occorre aggiungere che questi uomini si lasciano toccare il cuore dalla parola di Gesù. In qualche modo ascoltano ciò che Gesù rivela, sono toccati dal suo mistero, si interrogano su quello che sta accadendo intorno a loro. È l’esatto opposto di quello che veniva descritto nella prima lettura. Là il cuore indurito, qui il cuore che si lascia plasmare. Là il cuore che rifiuta, qui il cuore che accoglie e medita.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Anche San Carlo Lwanga e i suoi compagni sperimentano qualcosa del genere. Convertiti dall’annuncio dei missionari, anche questi uomini africani hanno aderito alla predicazione del Signore, si sono lasciati toccare il cuore da quello che sentirono ed udirono. Non contò, per loro, la minaccia di qualche restrizione, punizione, tortura. Tutto sopportarono per amore del Signore e tutto ebbe a concorrere alla loro salvezza. Quando ci si lascia toccare il cuore, il Maestro interiore, che è lo Spirito di Dio, sa scrivere cose bellissime e nuove nell’anima di chi si lascia plasmare da questa dolce forza di amore.
Di qui la domanda per noi. Noi ci lasciamo toccare il cuore dal Signore oppure no? Perché non è detto che, dal momento che abbiamo fede, allora sappiamo lasciarci toccare il cuore da ciò che Dio rivela anche attraverso ciò che avviene. Potremmo anche noi tutti avere il cuore indurito, potremmo anche noi essere sordi ai richiami di Dio, così come abbiamo letto a proposito del popolo egiziano. Anche noi abbiamo il cuore indurito quando andiamo avanti senza mai cambiare. Anche noi abbiamo il cuore indurito quando non ci lasciamo interrogare dalla presenza di Dio che parla a ciascuno di noi. Anche noi abbiamo il cuore indurito quando andiamo avanti senza mai farci domande. Anche noi possiamo essere come gli egiziani: convinti che quello che già abbiamo fatto, quello che già sappiamo, quello che già abbiamo meditato, basti! La correzione è anche per noi! Non basta mai quello che sappiamo! Il cuore si indurisce se non coltiviamo la presenza di Dio! Chiediamo al Signore di saper accedere a quest’arte per non cadere nella tentazione di chi ha il cuore indurito.