Settimana della 2 domenica dopo Pentecoste – martedì
La spiritualità di questo giorno
Le due letture di oggi sono collocate in uno schema narrativo opposto a quello di ieri.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 15, 22-27
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Mosè fece partire Israele dal Mar Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto senza trovare acqua. Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perché erano amare. Per questo furono chiamate Mara. Allora il popolo mormorò contro Mosè: «Che cosa berremo?». Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e l’acqua divenne dolce. In quel luogo il Signore impose al popolo una legge e un diritto; in quel luogo lo mise alla prova. Disse: «Se tu darai ascolto alla voce del Signore, tuo Dio, e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t’infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitto agli Egiziani, perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!». Poi arrivarono a Elìm, dove sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l’acqua.
SALMO Sal 102 (103)
Benedici il Signore, anima mia!
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R
Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. R
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno. R
VANGELO Lc 5, 12-16
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.
Esodo
Partiamo dal testo dell’Esodo anche oggi. Sappiamo bene, perché l’Esodo lo rivela molto spesso, che la vita nel deserto, all’epoca dell’Esodo, fu molto difficile. Non ci mettiamo poi molto a capire che la mancanza di acqua diventa la prima preoccupazione. Ecco, quindi, l’episodio di Mara. Se vogliamo uno dei tanti luoghi dove la fede di Israele è stata messa alla prova. Un luogo simbolo, proprio perché è uno di quei luoghi dove è venuta a mancare l’acqua. Al tempo stesso questo è anche uno dei luoghi dove Dio rivela la sua presenza e la sua potenza. La sua presenza perché dimostra di ascoltare la preghiera del suo popolo. La sua potenza perché prende anche posizione, interviene perché nessuno muoia. Il segno del legno che gettato nella sorgente la rende potabile, è un segno di vicinanza e di sostegno non indifferente. Ancor più lo è il finale del testo. Israele si accampa in un luogo che è un’oasi splendida, dove non solo non manca acqua, ma dove possono crescere anche settanta palme. È un simbolo di pienezza e di prosperità. Come dire: chi si fida di Dio, riceve sempre con abbondanza i frutti della sua presenza e della sua benevolenza. Dunque prosperità, gioia, condivisione, allegria sono i cardini della lettura.
Vangelo
È il Vangelo che ci stupisce. Gesù è cercato da tutti e lui se ne va! È cercato da tutti, anche perché, come abbiamo letto ieri, egli attira tutti a sé e, ora che potrebbe godersi il piacere di stare con folle immense e di evangelizzarle, ecco che se ne sta solo, si ristora in un deserto. Potremmo dire che è senza logica questo modo di fare! Potremmo dire che è senza senso? In effetti un senso c’è, eccome. Gesù viene per radunare gli uomini e per portare loro all’incontro con il Padre. Per fare questo, però, Gesù stesso ha bisogno di silenzio, solitudine, comunione con il Padre. Come dire che la fede non è mai e non può mai essere solo attivismo. Senza una sosta con il Padre, senza l’ascolto prolungato della sua presenza, della sua rivelazione, della sua parola, non si va da nessuna parte. Nemmeno il figlio di Dio ha potuto farlo! La logica apparentemente senza senso, dimostra di avere un pieno senso! La logica così diversa da quella che abbiamo visto ieri, rivela tutta la sua fecondità.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Penso che tutti, oggi, possiamo rivederci un poco nella prima lettura. Anche noi siamo, in fondo, un po’ come gli ebrei, ci lamentiamo di tutto, siamo pronti a prendercela per niente, siamo critici rispetto a tutto ciò che viviamo, che ci capita. Non abbiamo certo più di tanto la voglia, l’interesse, l’attenzione a fermarci in spirito di silenzio e di ristoro. Non abbiamo certo il desiderio di stare a lungo con il Signore. Per noi tutti conta molto di più fare qualcosa di pratico, di utile, di visibile…
Ben venga, allora, questo richiamo che, all’inizio dell’estate, ci ricorda che non conta sempre il sapersi dare da fare. Conta anche lo stacco, il riposo, il cercare un giusto equilibrio con le cose, la natura, gli uomini.
La spiritualità di questo giorno vuole farci sperimentare la freschezza, la bellezza, la ricchezza dell’oasi della fede. Oasi della fede è la liturgia che, se celebrata con amore, diventa riposo dell’anima. Oasi della fede è la S. Eucarestia, che, se celebrata con attenzione e con partecipazione, dice quale direzione prendere perché nessun uomo si senta mai solo.
Oasi della fede è il silenzio, perché il silenzio del cuore può diventare luogo della rivelazione e della pienezza della presenza di Dio.
Vi invito quindi a scoprire la vostra oasi della fede. Avremo certamente molto da guadagnare a frequentare e a rispettare le oasi della fede che il Signore stesso ci dona.
Scegliete prima qual è l’oasi che voi frequentate. Sarete in grado di capire cosa il Signore ci suggerisce per portare avanti il nostro cammino di relazione con Lui.