martedì 30 giugno

Settimana della 5 domenica dopo Pentecoste – martedì

La spiritualità di questo giorno

Dopo la solennità dei santi Pietro e Paolo riprendiamo il cammino feriale della settimana. Fare le cose in piena luce e secondo verità: questa una possibile sintesi delle due letture.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 25, 5-10
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si sposerà con uno di fuori, con un estraneo. Suo cognato si unirà a lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere di cognato. Il primogenito che ella metterà al mondo, andrà sotto il nome del fratello morto, perché il nome di questi non si estingua in Israele. Ma se quell’uomo non ha piacere di prendere la cognata, ella salirà alla porta degli anziani e dirà: “Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere di cognato”. Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno. Se egli persiste e dice: “Non ho piacere di prenderla”, allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e proclamerà: “Così si fa all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello”. La sua sarà chiamata in Israele la famiglia dello scalzato».

SALMO Sal 127 (128)

Dono del Signore sono i figli.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. R

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. R

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita! R

VANGELO Lc 8, 16-18
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Deuteronomio

Anzitutto il Deuteronomio che ci ha parlato di una legge molto particolare di Israele. Al di là dell’interesse storico, dal momento che questa legge non è più valida e soprattutto non è nei sentimenti cristiani, la cosa che mi sembra giusto segnalare per la nostra meditazione è il carattere di ufficialità, di pubblicità che deve avere la situazione. Se uno non vuole aiutare la cognata rimasta vedova, deve essere noto a tutti. Se uno non vuole prendersi l’incarico di dare una stabilità alla casa del fratello che non vive più, ciò deve essere noto a tutti. Deve essere noto che un uomo ha rifiutato di vivere la legge di Dio, deve essere noto che un uomo ha rifiutato di aiutare il fratello e di permettere alla sua memoria di vivere, deve essere noto che uno si è rifiutato di fare del bene. D’accordo che per noi questa legge non ha nessun senso, oltre che nessun significato, ma occorre proprio riflettere sul fatto che chi può fare il bene deve farlo in modo che tutti sappiano che un determinato bene è stato fatto. Non per vantarsene, non per insuperbirsi, ma per diffondere il bene che si può fare. Il concetto è questo: se fai del bene e lo diffondi altri ti seguiranno. Se non fai del bene, o se fai del bene ma non diffondi il suo profumo, ricordati che altri saranno impediti a fare il bene che possono.

Vangelo

Così anche il Vangelo. Il paragone usato da Gesù è molto semplice. Quando uno accende una sorgente di luce artificiale, pone questa sorgente in modo che possa dare il massimo della luce che produce. Sarebbe stolto produrre luce per tenerla nascosta. Non servirebbe a niente. Così è anche per quanto riguarda le realtà più importanti della vita, anche della vita di fede. La fede stessa è una luce, ma se la si nasconde a che cosa serve? Fare del bene è una luce, ma se ci si tiene nascosti, se non si diffonde il bene, a che cosa serve compiere il bene? Agire in piena luce è la condizione per aiutare anche altri ad accedere al bene che si può fare. Non compiere il bene nella luce è impedimento a che tutti conoscano e vivano il bene che è alla loro portata. Senza voler porre alcuno spavento, poi, il Signore aggiunge anche che lo stesso giudizio universale avverrà in piena luce e porterà ad emergere le vere intenzioni dei cuori. Ecco perché non bisogna avere paura del bene che si può fare. Occorre solo compierlo con determinazione e retta intenzione. Questo è ciò che è gradito a Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche a noi è chiesto di vivere nella luce, come figli della luce, senza temere la luce… le espressioni del Vangelo sono molte e molto varie. In sostanza ci viene chiesto di non essere timorosi nel compiere il bene, ma anche nemmeno timorosi di dirlo. Il bene si raccomanda da sé. Non occorre insuperbirsi ed esaltarsi per il bene che si fa ma, d’altronde, nemmeno tenere nascosto il bene che si sa fare. Occorre contagiare tutti nel vivere il bene così come occorre contagiare tutti nella ricerca della verità. Non basta avere trovato la verità di Dio per sé: occorre testimoniarla e accendere questa luce anche nel cuore degli altri. Se proviamo a pensarci potrebbe essere questo un altro modo per continuare a vivere la festa dei santi Pietro e Paolo che abbiamo celebrato solo ieri. Anche San Pietro e San Paolo hanno contribuito enormemente a svelare la Verità di Dio e il loro bene è diventato profumo per tutta la Chiesa. Chiediamo al Signore questa grazia, per saper vivere con frutto anche questi nostri giorni estivi. Chiediamo al Signore la forza di ricercare sempre la sua luce e di vivere nella sua luce. Quella luce che profuma già di eternità.

2026-06-26T14:31:42+02:00