Settimana della 6 domenica dopo Pentecoste – mercoledì
La spiritualità di questo giorno
Perché ci sono alcuni prodigi che pare siano accaduti solo nei tempi antichi e ora non accadono più? Vorrei che tenessimo questa domanda nel cuore mentre rileggiamo i due testi biblici.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gs 3, 1-13
Lettura del libro di Giosuè
In quei giorni. Giosuè si levò di buon mattino; si mossero da Sittìm e giunsero al Giordano, lui e tutti gli Israeliti. Lì pernottarono prima di attraversare. Trascorsi tre giorni, gli scribi percorsero l’accampamento e diedero al popolo quest’ordine: «Quando vedrete l’arca dell’alleanza del Signore, vostro Dio, e i sacerdoti leviti che la portano, voi vi muoverete dal vostro posto e la seguirete; vi sia però tra voi ed essa una distanza di circa duemila cubiti: non avvicinatevi. Così potrete conoscere la strada dove andare, perché prima d’oggi non siete passati per questa strada». Giosuè ordinò al popolo: «Santificatevi, poiché domani il Signore compirà meraviglie in mezzo a voi». E ai sacerdoti Giosuè disse: «Sollevate l’arca dell’alleanza e attraversate il fiume davanti al popolo». Essi sollevarono l’arca dell’alleanza e camminarono davanti al popolo. Il Signore disse a Giosuè: «Oggi comincerò a renderti grande agli occhi di tutto Israele, perché sappiano che, come sono stato con Mosè, così sarò con te. Da parte tua, ordina ai sacerdoti che portano l’arca dell’alleanza: “Una volta arrivati alla riva delle acque del Giordano, vi fermerete”». Disse allora Giosuè agli Israeliti: «Venite qui ad ascoltare gli ordini del Signore, vostro Dio». Disse ancora Giosuè: «Da ciò saprete che in mezzo a voi vi è un Dio vivente: proprio lui caccerà via dinanzi a voi il Cananeo, l’Ittita, l’Eveo, il Perizzita, il Gergeseo, l’Amorreo e il Gebuseo. Ecco, l’arca dell’alleanza del Signore di tutta la terra sta per attraversare il Giordano dinanzi a voi. Sceglietevi dunque dodici uomini dalle tribù d’Israele, un uomo per ciascuna tribù. Quando le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l’arca del Signore di tutta la terra si poseranno nelle acque del Giordano, le acque del Giordano si divideranno: l’acqua che scorre da monte si fermerà come un solo argine».
SALMO Sal 113A (114)
Il Dio vivente è in mezzo a noi.
Quando Israele uscì dall’Egitto,
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
Giuda divenne il suo santuario,
Israele il suo dominio. R
Il mare vide e si ritrasse,
il Giordano si volse indietro.
Che hai tu, mare, per fuggire,
e tu, Giordano, per volgerti indietro? R
Trema, o terra, davanti al Signore,
davanti al Dio di Giacobbe,
che muta la rupe in un lago,
la roccia in sorgenti d’acqua. R
VANGELO Lc 9, 10-17
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono al Signore Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
Giosuè
Anzitutto il testo di Giosuè. Lo sappiamo molto bene che l’attraversamento del Giordano rappresenta qualcosa di fortemente simbolico per il popolo di Israele. Non è solo il guado di un fiume ma è, soprattutto, l’ingresso nella terra dei padri. Il giorno in cui Giosuè dispose il popolo ad attraversare il Giordano non fu un giorno qualunque. Significava terminare, finalmente, l’Esodo, ritornare nella terra dei padri, sperimentare la promessa di Dio, terminare il tempo della precarietà e del cammino. Tutte cose che noi possiamo capire solo in teoria, non avendo sperimentato nulla del genere. Noi non comprenderemo mai l’esperienza di Israele perché non possiamo viverla. Però capiamo bene che quell’attraversamento deve essere stato qualcosa di straordinario. Come le acque del Mar Rosso si erano aperte per lasciar passare il popolo che lasciava la terra della schiavitù, così ora le acque di questo fiume si aprivano per lasciare che il medesimo popolo, purificato dal tempo del deserto, entrasse di nuovo nella terra dei padri, la terra data come promessa ad Abramo per la sua discendenza.
Vangelo
Così anche il Vangelo che ci parla di una predicazione, di molti segni della benevolenza di Dio che si fa vicino al suo popolo e, soprattutto, ai malati, a coloro che hanno maggior bisogno di cure. Poi ci confrontiamo con il miracolo della moltiplicazione dei pani. Capiamo bene che il Signore ha voluto sostenere chi, quel giorno, era con lui. Capiamo bene che anche questa moltiplicazione dei pani era un modo per educare tutti al senso eucaristico dell’esistenza. Capiamo che è stato un modo per avvicinare tutti a quello che egli stesso avrebbe fatto alla fine della sua vita istituendo il sacramento del suo corpo e del suo sangue. Ma al di là di queste cose, rimane la domanda.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Perché alcune cose sono capitate solo nei tempi antichi? Perché alcuni prodigi possiamo solo leggerli? Perché siamo invitati a credere a queste pagine mentre non vediamo realizzarsi nulla del genere tra di noi? Forse alcuni risponderanno perché a quei tempi c’era gente di fede, che ha meritato di vedere questi segni, mentre oggi non c’è più fede e, dunque, certi segni non capitano più. Può essere vero, ma capiamo che non può essere solo questa la risposta.
Forse altri più scettici risponderanno che queste pagine sono solo un modo di narrare, un modo di dire, non è che dobbiamo prenderle alla lettera. Anche in questo c’è qualcosa di vero e la scienza biblica ci aiuta a capirlo sempre meglio e sempre più nel profondo. Ma anche a questo proposito noi capiamo bene che non può essere solo questa la risposta da dare.
Credo invece che le due Scritture ci indichino a quali condizione si possono vedere, oggi e sempre, i segni della presenza di Dio. La prima condizione è che ci sia stupore. Anche oggi siamo chiamati a stupirci per le piccole grandi cose che capitano e che ci parlano di solidarietà, di amore, di vicinanza, di conversione. Senza lo stupore per le cose piccole ma significative della vita, non ci accorgeremo mai della presenza di Dio.
La seconda cosa è che anche oggi ci si sappia affidare a Dio. Oggi confidiamo moltissimo in noi stessi, siamo molto diversi da quel popolo che, di fronte a un fiume, si domandava come fare per attraversarlo. O diversi dai discepoli che si domandavano come sfamare una folla così grande. Oggi ci affidiamo ai calcoli, alle strategie, agli studi di possibilità, di fattibilità per diverse realtà dell’esistenza… confidiamo molto in noi stessi, nelle nostre analisi, in quello che sappiamo e che possiamo fare… lasciando così poco spazio a Dio.
È a queste due condizioni che anche oggi diventa possibile scorgere, vivere, interpretare l’opera di Dio. In questo giorno estivo chiediamo questa grazia, per saper vivere bene ciò che la Scrittura ci chiede, ma direi più in generale per saper vivere bene la nostra vita. Solo così aumenteremo quel senso di fede che dà senso a tutti i nostri giorni. Quelli più ordinari e anche quelli più straordinari.