Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – venerdì
La spiritualità di questo giorno
Tre donne sono le protagoniste di oggi nelle Scritture.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Sam 28, 3-19
Lettura del primo libro di Samuele
In quei giorni. Samuele era morto e tutto Israele aveva fatto il lamento su di lui; poi l’avevano seppellito a Rama, sua città. Saul aveva bandito dalla terra i negromanti e gli indovini. I Filistei si radunarono e andarono a porre il campo a Sunem. Saul radunò tutto Israele e si accampò sul Gèlboe. Quando Saul vide il campo dei Filistei, ebbe paura e il suo cuore tremò. Saul consultò il Signore e il Signore non gli rispose, né attraverso i sogni né mediante gli urìm né per mezzo dei profeti. Allora Saul disse ai suoi ministri: «Cercatemi una negromante, perché voglio andare a consultarla». I suoi ministri gli risposero: «Vi è una negromante a Endor». Saul si camuffò, si travestì e partì con due uomini. Arrivò da quella donna di notte. Disse: «Pratica per me la divinazione mediante uno spirito. Èvocami colui che ti dirò». La donna gli rispose: «Tu sai bene quello che ha fatto Saul: ha eliminato dalla terra i negromanti e gli indovini. Perché dunque tendi un tranello alla mia vita per uccidermi?». Saul le giurò per il Signore: «Per la vita del Signore, non avrai alcuna colpa per questa faccenda». Ella disse: «Chi devo evocarti?». Rispose: «Èvocami Samuele». La donna vide Samuele e proruppe in un forte grido e disse a Saul: «Perché mi hai ingannata? Tu sei Saul!». Le rispose il re: «Non aver paura! Che cosa vedi?». La donna disse a Saul: «Vedo un essere divino che sale dalla terra». Le domandò: «Che aspetto ha?». Rispose: «È un uomo anziano che sale ed è avvolto in un mantello». Saul comprese che era veramente Samuele e s’inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò. Allora Samuele disse a Saul: «Perché mi hai disturbato evocandomi?». Saul rispose: «Sono in grande angustia. I Filistei mi muovono guerra e Dio si è allontanato da me: non mi ha più risposto, né attraverso i profeti né attraverso i sogni; perciò ti ho chiamato, perché tu mi manifesti quello che devo fare». Samuele rispose: «Perché mi vuoi consultare, quando il Signore si è allontanato da te ed è divenuto tuo nemico? Il Signore ha fatto quello che ha detto per mezzo mio. Il Signore ha strappato da te il regno e l’ha dato a un altro, a Davide. Poiché non hai ascoltato la voce del Signore e non hai dato corso all’ardore della sua ira contro Amalèk, per questo il Signore ti ha trattato oggi in questo modo. Il Signore metterà Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i tuoi figli sarete con me; il Signore metterà anche le schiere d’Israele in mano ai Filistei».
SALMO Sal 49 (50)
Viene il nostro Dio e non sta in silenzio.
Al malvagio Dio dice:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa. R
Capite questo, voi che dimenticate Dio,
perché non vi afferri per sbranarvi
e nessuno vi salvi.
A chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio». R
VANGELO Lc 10, 38-42
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Samuele
Anzitutto la prima di esse, la donna del Primo Testamento. È una donna “indovina”, una donna che pratica la magia e, come tale, già sospetta. Possiamo capire che il confine tra magia e idolatria sia molto sottile e che, per il contesto culturale nel quale è nata questa narrazione, le due cose siano anche molto vicine l’una all’altra, pericolosamente vicine. Ecco perché il re, Saul, ha proibito a donne di questo genere di rimanere “attive”. Ha impedito i loro riti, le riunioni a cui erano abituate. Si capisce molto bene che, nella cultura antica, le loro case dovevano essere sempre frequentate! Ecco il perché questa donna cerca di negare, per l’uomo che non sa chi è, quel rito che egli chiede. Eppure c’è anche della verità in lei. Questa donna parla davvero con i morti! Tutto le risulta chiaro dal momento che evoca il grande profeta, Samuele, che le svela chi è l’uomo che ha davanti e anche cosa deve dire. È un testo molto bello, nel quale potremmo vedere il valore spirituale di questa donna che si mette a servizio di uno sconosciuto, rischiando anche la sua vita.
Vangelo
Le altre due donne sono molto note, quasi ci sono familiari! Sono due donne che amano Cristo e che vivono per lui due forme diverse di servizio.
La prima è Marta, donna forte, capo della casa. Il suo servizio di amore si trasforma in opere. È lei che accoglie il Signore quando si reca a Betania, è lei a provvedere tutto quello che è necessario per il suo soggiorno, è lei che si adopera in ogni modo possibile, perché desidera che ogni passaggio dalla sua casa sia indimenticabile.
Maria è la sorella che partecipa anche di questo servizio concreto, ma il suo servizio primo e migliore è quello dell’ascolto. È lei che si mette in ascolto di Cristo, è lei che si mette in atteggiamento di umile docilità nei confronti della parola del Signore, è lei che cerca, in ogni modo, di mettersi a quella scuola della parola che coinvolge i discepoli del Signore. È lei che sa dare un ordine e un limite alle cose. Sa quando è tempo di ascoltare e quando è tempo di agire. Sa quando è tempo di mettersi alla sequela del Signore e quando è il tempo di mettersi al suo servizio concreto. Forse ha una personalità più matura di quella di Marta, forse ha una fede maggiore di quella della sorella, forse ha maturato un desiderio di essere di esempio in quello che fa. Fatto sta che è lei che merita la lode del Signore.
Tre donne diverse che hanno in comune una sola cosa: il volersi mettere a servizio di Dio e degli altri. Anche la veggente di Endor, con tutto quello che di strano evoca questo brano, ci sta dicendo proprio questo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Noi come vogliamo metterci al servizio del Signore?
Siamo nel bel mezzo dell’estate, che è tempo per tante cose. Poiché non c’è un tempo propizio per il servizio di Dio ma è sempre tempo per mettersi al servizio del Signore, proviamo a chiederci cosa possiamo fare per vivere bene il servizio di Dio. Proviamo a chiederci come possiamo, anche in questi giorni estivi, metterci al servizio degli altri.
Partendo, però, anche noi da un giusto ordine e, quindi, domandandoci anzitutto quale ascolto della Parola possiamo garantire a Dio in questo tempo. Mi pare che il tempo estivo sia il tempo in cui facciamo più fatica a vivere la fede. Forse il clima di rilassatezza che coinvolge tutti, coinvolge anche la fede e, quindi, ci sentiamo meno desiderosi di stare con il Signore e meno desiderosi di metterci in quell’atteggiamento di ascolto umile e fiducioso che dovrebbe caratterizzare ogni tempo della vita e della storia della nostra anima.
Da questo servizio, poi, discenderanno le altre forme di servizio che possiamo compiere. Senza questa prima e più importante forma, rischiamo di diventare come Marta: tutti presi da molte cose, ma senza un ordine da dare alla vita! Stiamo attenti. Il rischio dell’attivismo contagia facilmente anche noi!