mercoledì 12 agosto

Settimana della 11 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Direi che, per riassumere le Scritture di oggi, potremmo usare un titolo: contro la fede privata. Il Papa nello scorso mese di giugno, mentre era in visita a Madrid, per la festa del Corpus Domini ha invitato tutti a fare in modo che la fede non sia un fatto privato, ma sia una pubblica testimonianza.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Cr 29, 1-12a. 15-24a
Lettura del secondo libro delle Cronache

In quei giorni. Ezechia divenne re a venticinque anni; regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abia, figlia di Zaccaria. Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Davide, suo padre. Nel primo anno del suo regno, nel primo mese, aprì le porte del tempio e le restaurò. Fece venire i sacerdoti e i leviti e, dopo averli radunati nella piazza d’oriente, disse loro: «Ascoltatemi, leviti! Ora santificatevi e poi santificate il tempio del Signore, Dio dei vostri padri, e portate fuori l’impurità dal santuario. I nostri padri sono stati infedeli e hanno commesso ciò che è male agli occhi del Signore, nostro Dio, che essi avevano abbandonato, distogliendo lo sguardo dalla dimora del Signore e voltandole le spalle. Hanno chiuso perfino le porte del vestibolo, spento le lampade, non hanno offerto più incenso né olocausti nel santuario al Dio d’Israele. Perciò l’ira del Signore si è riversata su Giuda e su Gerusalemme ed egli ha reso gli abitanti oggetto di terrore, di stupore e di scherno, come potete vedere con i vostri occhi. Ora ecco, i nostri padri sono caduti di spada; i nostri figli, le nostre figlie e le nostre mogli sono andati per questo in prigionia. Ora io ho deciso di concludere un’alleanza con il Signore, Dio d’Israele, perché si allontani da noi l’ardore della sua ira. Figli miei, non siate negligenti, perché il Signore ha scelto voi per stare alla sua presenza, per servirlo, per essere suoi ministri e per offrirgli incenso». [Si alzarono allora i leviti. Essi riunirono i fratelli e si santificarono; quindi entrarono, secondo il comando del re e le prescrizioni del Signore, per purificare il tempio del Signore. I sacerdoti entrarono nell’interno del tempio del Signore per purificarlo; portarono fuori, nel cortile del tempio del Signore, ogni impurità trovata nell’aula del Signore. I leviti l’ammucchiarono per portarla fuori nel torrente Cedron. Il primo giorno del primo mese cominciarono la purificazione; nel giorno ottavo del mese entrarono nel vestibolo del Signore e purificarono il tempio del Signore in otto giorni. Finirono il sedici del primo mese. Quindi entrarono negli appartamenti reali di Ezechia e gli dissero: «Abbiamo purificato tutto il tempio del Signore, l’altare degli olocausti con tutti gli utensili e la tavola dei pani dell’offerta con tutti gli utensili. Abbiamo rinnovato e consacrato tutti gli utensili che il re Acaz con empietà aveva messo da parte durante il suo regno. Ecco, stanno davanti all’altare del Signore». Allora il re Ezechia, alzatosi, riunì i capi della città e salì al tempio del Signore. Portarono sette giovenchi, sette arieti, sette agnelli e sette capri per offrirli per la casa reale, per il santuario e per Giuda, in sacrificio per il peccato. Il re ordinò ai sacerdoti, figli di Aronne, di offrirli in olocausto sull’altare del Signore. Sgozzarono i giovenchi, quindi i sacerdoti ne raccolsero il sangue e lo sparsero sull’altare. Sgozzarono gli arieti e ne sparsero il sangue sull’altare. Sgozzarono gli agnelli e ne sparsero il sangue sull’altare. Quindi fecero avvicinare i capri per il sacrificio per il peccato, davanti al re e all’assemblea, che imposero loro le mani. I sacerdoti li sgozzarono e ne sparsero il sangue sull’altare, quale sacrificio per il peccato, in espiazione per tutto Israele.]

SALMO Sal 47 (48)

Forte, Signore, è il tuo amore per noi.

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re. R

Dio nei suoi palazzi
un baluardo si è dimostrato.
Ecco, i re si erano alleati,
avanzavano insieme.
Là uno sgomento li ha colti,
doglie come di partoriente. R

Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l’ha fondata per sempre. R

O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra. R

VANGELO Lc 12, 8b-12
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Cronache

È esattamente il contenuto della prima Scrittura, con questa lunga descrizione di ciò che fece il re Ezechia quando si dispose a rinnovare la liturgia del tempio. Abbiamo sentito di tutte le sue opere di riedificazione dopo l’esilio, della purificazione rituale che egli fece fare di tutti gli ambienti del tempio, del rinnovamento di tutti gli utensili utilizzati nel tempio. Non ci fu cosa che non venne rinnovata, purificata, benedetta. Anche il rito che egli fece offrire per chiedere perdono a Dio dei propri peccati, andò in questa medesima direzione. Il rito, solennissimo, servì proprio per chiedere a Dio il perdono collettivo delle colpe e per avere un luogo dedicato alla gloria del suo nome e al culto.

Vangelo

Anche il Vangelo, sebbene con ben altre parole, ci ha detto la stessa cosa. Gesù ci ha ricordato che il riconoscimento del nome di Dio non deve essere un fatto privato, qualcosa che è per la coscienza del singolo, nel suo cuore e basta. Così come ha espresso anche una lode per coloro che sapranno perseverare nella fede, mentre un durissimo giudizio è stato espresso per tutti coloro che rinnegano il nome benedetto di Dio, comportandosi come nemici dello Spirito Santo. La fede, insegna anche il Signore Gesù, ha un suo carattere di pubblicità. Non è qualcosa che debba rimanere nascosta nei cuori. È sempre qualcosa che rimane e deve rimanere pubblica. La fede non è una dimensione del cuore, ma una dimensione che totalizza la persona. In ogni suo aspetto.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Questa Parola di Dio mi sembra più che mai adatta al nostro tempo. Noi cerchiamo di fare della fede un fatto privato, una questione di coscienza che uno risolve nel suo cuore, così come vuole, così come può. Pare che, per molti, la fede non abbia una dimensione pubblica, che si esprime nella comunione visibile con le altre persone o nella comunione dei gesti che caratterizzano la vita di fede. Mi pare che oggi moltissimi parlino e si confrontino su ogni cosa, tranne che sulla fede. Per molti la fede rimane un fatto privato, singolare, indiscutibilmente non oggettivo e, quindi, qualcosa di cui non vale mai la pena parlare. Le Scritture di oggi ci hanno ampiamente detto il contrario ed hanno anche voluto essere una esplicita correzione di coloro che pensano in questo modo. Cosa chiedere oggi al Signore? La forza di non vergognarci mai della fede che professiamo. La forza di non rinchiuderci mai dentro i confini della nostra fede personale e nemmeno di quelli comunitari. La fede, per sua natura, è testimonianza da dare a tutti. Avere fede significa, in qualche modo, essere disposti a dire pubblicamente le ragioni del proprio credere. Chiediamo questa grazia al Signore. Chiediamola anche per intercessione della Beata Vergine Maria, che onoreremo alla fine della settimana nella sua assunzione beata al cielo. Chiediamola tutti insieme, certi che la forza del credere viene anche dal sentirci, insieme, figli e figlie di Dio chiamati a onorare il Padre con un’unica voce.

2026-08-06T15:42:47+02:00