sabato 03 ottobre

Settimana della 5 domenica dopo il martirio di San Giovanni Battista – sabato

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo la settimana con queste letture che ci pongono una domanda seria: chi è Dio per noi?

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 16, 13-17
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Celebrerai la festa delle Capanne per sette giorni, quando raccoglierai il prodotto della tua aia e del tuo torchio. Gioirai in questa tua festa, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo schiavo e la tua schiava e il levita, il forestiero, l’orfano e la vedova che abiteranno le tue città. Celebrerai la festa per sette giorni per il Signore, tuo Dio, nel luogo che avrà scelto il Signore, perché il Signore, tuo Dio, ti benedirà in tutto il tuo raccolto e in tutto il lavoro delle tue mani, e tu sarai pienamente felice. Tre volte all’anno ogni tuo maschio si presenterà davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che egli avrà scelto: nella festa degli Azzimi, nella festa delle Settimane e nella festa delle Capanne. Nessuno si presenterà davanti al Signore a mani vuote, ma il dono di ciascuno sarà in misura della benedizione che il Signore, tuo Dio, ti avrà dato».

SALMO Sal 98 (99)

Esaltate il Signore, nostro Dio.

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi allo sgabello dei suoi piedi.
Egli è santo!
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
Samuele tra quanti invocavano il suo nome. R

Invocavano il Signore ed egli rispondeva.
Parlava loro da una colonna di nubi:
custodivano i suoi insegnamenti
e il precetto che aveva loro dato. R

Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio che perdona,
pur castigando i loro peccati.
Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio! R

EPISTOLA Rm 12, 3-8
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, per la grazia che mi è stata data, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto conviene, ma valutatevi in modo saggio e giusto, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento; chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.

VANGELO Gv 15, 12-17
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Deuteronomio

L’immagine del Primo Testamento è molto diffusa. Dio è colui che certamente ci protegge ma è colui che bisogna andare a cercare, è colui al quale bisogna offrire qualcosa, è colui che chiede di avere dei giorni per sé, perché le feste siano a lui riservate. Questa immagine è diffusa in ogni religione. Certamente molti uomini hanno conservato questa idea nelle loro coscienze e forse anche qualcuno tra noi crede questo.

Vangelo

La vera immagine di Dio è quella che lui stesso dà. L’immagine di colui che ama fino alla fine, l’immagine di colui che manda il figlio perché il mondo si salvi, l’immagine di colui che ama, sempre, fino alla fine, al di là di quello che è pensabile. Dio è amore non in teoria, ma in pratica. Dio si rivela come l’Amore nell’opera di Cristo che viene per redimere ogni uomo e per amare ogni uomo oltre ogni possibile limite e oltre ogni ragionevole confine. Dio è amore infinito e incondizionato.

Romani

Il cristiano dovrebbe avere sempre nel cuore e dovrebbe affezionarsi a questa immagine. Per questo, qualsiasi cosa faccia, dovrebbe vivere una vita come frutto di amore e come donazione di amore. Il cristiano, qualsiasi cosa faccia nella sua vita, dovrebbe sempre avere bene in mente questo e dovrebbe fare proprio questo. Chi vive in questo modo anche la sua partecipazione alla vita della Chiesa, non solo salva sé stesso, non solo mette a frutto quello che è capace di vivere e di fare, ma anche edifica tutta quanta la comunità.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Siamo alla fine di una settimana ma anche alla vigilia della festa di San Francesco del quale ricorrono gli 800 anni dalla morte. Siamo poi anche alla vigilia della settimana, per noi forte ed intensissima, degli esercizi spirituali che aprono un po’ il nostro anno pastorale dal punto di vista spirituale. Abbiamo, quindi, moltissimi richiami e moltissimi spunti di riflessione. Incominceremo anche a dedicarci più da vicino al tema pastorale dell’anno, grazie al quale rifletteremo spesso sull’identità del cristiano e su cosa ci viene chiesto come cristiani. Anche alla luce di tutto questo proviamo a chiederci:

  • Quale immagine di Dio mi appartiene? Se devo dire qualcosa sull’immagine di Dio che mi sono creato, cosa dico?

Credo sia molto opportuno verificare se abbiamo l’immagine di un Dio che è misericordia o se abbiamo ancora l’immagine di un Dio che chiede per sé, l’immagine di un Dio che, certo, dona anche all’uomo le cose che l’uomo chiede, ma, in cambio, pretende qualcosa. Questa immagine, che come ho messo in luce nel commento è tipica del Primo Testamento, non è mai passata di moda. Quante persone si rivolgono a Dio così, chiedendo tanto ma anche donando qualcosa! Quasi per pagare! Non dovrebbe essere questa la nostra immagine di Dio. Dio è amore e noi tutti siamo stati cresciuti alla scuola di questo amore e continuamente siamo in comunione con questo Dio amore che sostiene e guida ciascuno di noi. Ma siamo davvero sicuri di averla fatta nostra? Ecco l’occasione degli esercizi ci si presenta propizia per riflettere ulteriormente e per lasciarci conquistare, ancora una volta, dal Dio amore che chiama ciascuno di noi all’amicizia e all’alleanza con Lui.

Chiediamo, già fin d’ora, la protezione e l’aiuto della Beata Vergine Maria del Rosario per cercare di vivere bene i prossimi esercizi spirituali e per farli vivere bene anche alla nostra comunità. Non siamo chiamati solo come singoli a portare frutto, ma anche come intera Chiesa! Approfittiamo di questa sosta spirituale. Vedremo lo Spirito di Dio operare dentro di noi cose meravigliose!

2026-09-26T11:33:55+02:00