Settimana della 7 domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore – martedì
La spiritualità di questo giorno
Anche oggi ci lasciamo ammaestrare dalla lettera di Tito.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA Tt 1, 10 – 2, 1
Lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, vi sono, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori. A questi tali bisogna chiudere la bocca, perché sconvolgono intere famiglie, insegnando, a scopo di guadagno disonesto, quello che non si deve insegnare. Uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: «I Cretesi sono sempre bugiardi, brutte bestie e fannulloni». Questa testimonianza è vera. Perciò correggili con fermezza, perché vivano sani nella fede e non diano retta a favole giudaiche e a precetti di uomini che rifiutano la verità. Tutto è puro per chi è puro, ma per quelli che sono corrotti e senza fede nulla è puro: sono corrotte la loro mente e la loro coscienza. Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli e incapaci di fare il bene. Tu però insegna quello che è conforme alla sana dottrina.
SALMO Sal 42 (43)
La tua verità, Signore, sia luce al mio cammino.
Fammi giustizia, o Dio,
difendi la mia causa contro gente spietata;
liberami dall’uomo perfido e perverso. R
Tu sei il Dio della mia difesa:
perché mi respingi?
Perché triste me ne vado,
oppresso dal nemico? R
Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora. R
Verrò all’altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.
A te canterò sulla cetra, Dio, Dio mio. R
Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio. R
VANGELO Lc 22, 67-70
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Gli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi, dissero al Signore Gesù: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».
Tito
Il giudizio di Paolo è molto tagliente, forse, potremmo anche dire, molto duro. San Paolo non ha problemi ad esporsi e a dire che ci sono molti, tra coloro che pure sono pervenuti alla fede cristiana, che sono “insubordinati, chiacchieroni e ingannatori”. Caratteristiche che sono l’esatto contrario di quelle che abbiamo sentito ieri a proposito della maturità della persona. San Paolo sa bene che la comunità cristiana è formata da molte persone, da molti volti, da molti modi diversi di intendere la vita e di comportarsi, oltre che da persone che, come accade in tutti i gruppi, hanno idee diverse, pretese diverse, sogni diversi. Anche doti diverse, ovviamente! Paolo invita a non prendere parte ai discorsi di costoro. C’è quasi il rischio di contaminarsi. Ovviamente Paolo non vuole ritenersi superiore a nessuno, ma sta invitando tutti i cristiani ad essere prudenti. Se, per imprudenza, si diventa compagni di costoro, si finirà per perdere il proprio percorso di maturità umana per essere nell’immaturità come tutti costoro. Paolo sollecita, quindi, una decisione sensata. Una decisione che sappia prendere le mosse da qualsiasi percorso di vita e lo sappia trasformare in qualcosa di serio, duraturo, profondo, corrispondente alla vocazione ricevuta.
Vangelo
Chi può fare questo? Chi può esprimere un giudizio di questo genere e sostenere un percorso di questo genere? Solo chi continuamente guarda al Signore crocifisso e risorto. È esattamente quello che ha fatto Paolo. L’Apostolo ha pronunciato anche parole durissime, ma ha avuto sempre uno sguardo di contemplazione al mistero di Cristo. Il giudizio di Paolo non nasce dal suo modo di vedere le cose. Paolo non applica il suo metro per giudicare la bontà o la falsità di una cosa. Paolo vive in ogni cosa quello sguardo di fede che il Signore è venuto a donare e a sollecitare per quanto sta alla responsabilità dell’uomo. Paolo fa questo: ogni giorno cerca di vivere con responsabilità la sua chiamata e, per questo, sa bene come comportarsi avendo sempre lo sguardo rivolto al Signore.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Mi sembra che il nostro modo di giudicare, normalmente, sia un po’ diverso. Noi giudichiamo secondo quello che ci sta a cuore, secondo quello che è il nostro metro, secondo quello che è dentro la nostra “anima”, cioè conforme al nostro modo di vivere. Difficilmente facciamo riferimento alla fede. Difficilmente abbiamo nella mente e nel cuore la passione, la morte e la risurrezione del Signore e difficilmente giudichiamo alla luce di quell’evento che è all’origine della nostra stessa fede. Qui è l’errore: se perdiamo questa contemplazione, tutto diventerà umano, troppo umano. Abbiamo sempre necessariamente bisogno di metterci in contatto con Cristo se vogliamo davvero fare in modo che il nostro giudizio non sia solo l’esternazione dei nostri pensieri, ma abbia quel carattere di verità che dovrebbe avere. Ricordiamoci del tema dell’identità del cristiano che stiamo cercando di approfondire in tutto l’anno pastorale. Il cristiano è colui che vive bene anche il tema del giudizio, perché non giudica secondo le apparenze, ma facendo sempre riferimento al Vangelo