Settimana della 7 domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore – mercoledì
La spiritualità di questo giorno
La Parola di Dio di oggi è molto difficile e ci mette davvero in crisi.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA Tt 2, 2-10
Lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e nella pazienza. Anche le donne anziane abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti né schiave del vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, per formare le giovani all’amore del marito e dei figli, a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non venga screditata. Esorta ancora i più giovani a essere prudenti, offrendo te stesso come esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi. Esorta gli schiavi a essere sottomessi ai loro padroni in tutto; li accontentino e non li contraddicano, non rubino, ma dimostrino fedeltà assoluta, per fare onore in tutto alla dottrina di Dio, nostro salvatore.
SALMO Sal 36 (37)
La salvezza dei giusti viene dal Signore.
Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore. R
Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo
e si compiace della sua via. R
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
I giusti avranno in eredità la terra
e vi abiteranno per sempre. R
VANGELO Lc 23, 28-31
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Vangelo
Anzitutto, il duro rimprovero di Gesù alla città di Gerusalemme e alle sue donne. Siamo nel contesto della prossima morte del Signore, c’è già chi piange di fronte a quello che Gesù dice e vive. Gesù invita, però, a non piangere per lui, ma a piangere su sé stessi, sui propri figli, perché non hanno accolto la sua rivelazione, la sua parola, il suo amore. La vita diventa triste quando scorre lontano dall’amore di Dio, lontano dalla fede. Ecco il motivo che dovrebbe spingere le donne di Gerusalemme a piangere. Esse hanno di fronte a sé una generazione che non ha fede, che non vive per niente i richiami di Dio, che non sa riconoscere il Figlio di Dio nella persona del Cristo. È un monito duro che vorrebbe svegliare tutti a prendere posizione di fronte a sé stessi. È un richiamo a fare in modo che ciascuno sappia cosa dire davanti a Dio che viene come giudice.
Tito
È di fronte alla lettera a Tito che noi proviamo le maggiori resistenze. Infatti siamo in un clima culturale diametralmente opposto a questo! Non si educa certo una giovane con questi criteri. Essere la signora della casa, essere madre ed educatrice dei propri figli, essere donna premurosa perché sposa fedele… Sono tutte cose che a noi suonano un po’ come cose di un altro tempo. Sono tutte cose che, noi tutti, facciamo molto in fretta a bollare come cose di altri tempi che sappiamo, che possiamo anche condividere, ma che sono per un altro tempo! Dimentichiamo, invece, che la Parola di Dio è per ogni tempo e che al di là delle mode di ogni epoca, c’è una verità da seguire. Questa verità ci ricorda che, spesso, è proprio la donna ad essere l’ago della bilancia di una casa. L’educazione passa attraverso di lei. La santità di un matrimonio, la tenuta di un matrimonio, passano attraverso di lei. Ecco perché San Paolo osa ricordare cose che sono vere in ogni epoca storica e in ogni contesto sociale, al di là delle differenze delle epoche e dei contesti culturali che si vivono nel mondo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Oggi abbiamo due spunti di riflessione diversi.
Il primo: credo che ci siano molte donne, molte mamme, molte nonne che provano dolore e che forse anche piangono, magari di nascosto, nel segreto delle loro vite, perché i figli e i nipoti hanno perso la strada della fede. Ne conosco davvero molte che esprimono tutto il loro dolore e tutto il loro rammarico perché nella loro casa si sta perdendo la fede. Come non condividere questa posizione? Come non dare un appoggio a questo sfogo e a questo dolore? Mettiamo, anzitutto, nelle mani di Dio questo pianto segreto e cerchiamo di mettere tutte queste famiglie nelle mani di Dio che tutto vede, tutto comprende, tutto conosce.
In secondo luogo credo che sia bene pregare riflettendo sulla figura della donna. Nel nostro contesto culturale, nel nostro modo di intendere la vita dobbiamo calare questi criteri. Il criterio di chi intende custodire la famiglia. Il criterio di chi intende, anzitutto, crearla. La figura di una donna che ama la famiglia, che ama la casa, che ha in grande stima il matrimonio, che diventa educatrice attenta e premurosa dei figli, è tutt’altro che passata! Si tratta di trovare modalità diverse di vivere questo carisma. Si tratta di trovare un modo onesto per vivere questa dimensione dentro quello che la nostra epoca ci consegna e ci invita a vivere. Chiediamo questa grazia al Signore, perché possiamo davvero essere anche noi uomini e donne che si educano a rispettare la famiglia. Preghiamo per essere noi per primi tra coloro che vivono ancora l’ideale del matrimonio cristiano, non consegnandosi e non avallando qualsiasi altro progetto umano. Noi siamo figli di Dio e, come tali, dobbiamo sempre avere bene in mente qual è la meta verso la quale siamo diretti e come dobbiamo vivere i nostri sinceri sforzi.
A Maria chiediamo questa grazia, per imparare ad educare e ad educarci con questi criteri di vita.