Celebrazione Penitenziale Pasqua 2020

Celebrazione Penitenziale Pasqua 20202020-04-05T04:18:34+02:00

PREGHIERA PENITENZIALE IN OCCASIONE DELLA SANTA PASQUA 2020

… da casa…

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen!

Questa preghiera penitenziale vuole essere un aiuto a comprendere la grazia del perdono di Dio anche in un momento nel quale non possiamo accedere alla celebrazione sacramentale. Possiamo però desiderare, come ci ha detto il Papa, il perdono di Dio e anche quella “indulgenza plenaria” che il Papa stesso ha concesso venerdì 27 marzo a chi si è unito, almeno con l’intenzione, alla celebrazione da lui presieduta in piazza San Pietro. A questa preghiera fanno seguito due possibili tracce per l’esame di coscienza, che potranno poi essere riprese in sede di confessione, appena sarà possibile.

Preghiamo.

Manda su di noi il tuo Santo Spirito, che purifichi con la penitenza i nostri cuori e ci trasformi in sacrificio a Te gradito; nella gioia di una vita nuova, loderemo sempre il tuo nome misericordioso. Per Cristo nostro Signore.

Amen

Lett:    Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 1-6)

1«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

Esame ci coscienza: vedi le 2 tracce proposte, sul CREDO  e sui COMANDAMENTI

CREDO IN DIO PADRE ONNIPOTENTE… 

  • Come sto vivendo il mio cammino di fede in questo momento? 
  • Avverto la presenza di Dio sul mio cammino di vita? 
  • La mia preghiera è lode al Padre Creatore? 
  • Ringrazio per il dono della mia vita e per quella di chi amo? 
  • So che tutto è nelle mani di Dio? 
  • Mi fido della sua provvidenza? 
  • Dubito dell’esistenza o della vicinanza di Dio? 

CREDO IN UN SOLO SIGNORE GESU’ CRISTO… 

  • Il Vangelo è mia fonte di costante ispirazione per la vita e per il mio cammino di fede? 
  • Quanto tempo dedico alla conoscenza di Cristo? 
  • In questa quaresima ho trovato il tempo per pregare davanti alla Croce? 
  • Prego Gesù con semplicità, riverenza, rispetto e docilità di cuore? 
  • In questa quaresima ho saputo accompagnare Gesù, specie il venerdì di memoria della sua passione, con qualche esercizio di preghiera?

CREDO NELLO SPIRITO SANTO… 

  • So pregare lo Spirito Santo e attendere l’ispirazione che viene da Lui? 
  • Conosco i suoi 7 doni e li invoco presenti per la mia vita? 
  • Cerco di ravvivare in me quella forza di amore che sono poi chiamato a testimoniare agli altri? 
  • In questo tempo di “forzata convivenza e immobilità” che testimonianza di amore e benevolenza ho dato? 

CREDO LA REMISSIONE DEI PECCATI… 

  • Come mi confesso generalmente? 
  • Quanto spesso mi confesso? 
  • So vivere un esame di coscienza e so chiedere perdono a Dio delle mie colpe anche in altri momenti rispetto al Sacramento? 
  • Desidero il perdono di Dio e mi sento bisognoso di esso? 
  • Ci sono peccati che non ho mai confessato? 

CREDO LA CHIESA… 

  • Prego per la chiesa? 
  • Mi rendo disponibile per la vita della chiesa con qualche volontariato? 
  • Critico la chiesa in maniera malevola? 
  • Prego per il Papa e per il Vescovo? 

CREDO LA RISURREZIONE DELLA CARNE… 

  • Credo nella vita eterna? 
  • Il pensiero di un’altra vita mi ispira ad avere uno stile di vita adeguato per questa vita? 
  • Mi adopero perché il mio stile di vita sia autenticamente cristiano? 
  • Vivo con il desiderio di “vedere Dio”? 
  • In questi giorni di precarietà siamo tuti richiamati alla vigilanza: come vivo questa virtù? 
  • Credo nella comunione dei santi e nella presenza spirituale delle persone care che già sono morte? 
  • Come vivo il ricordo dei defunti? 

PER CONFESSARSI BENE (quando sarà possibile) 

  1. Preparare la confessione con un serio esame di coscienza a partire dalla parola di Dio. 
  2. CONFESSIO LAUDIS: cominciare la confessione ringraziando per il bene e il bello che c’è nella mia vita 
  3. CONFESSIO VITAE: metto nelle mani di Dio con sincerità e fiducia il mio peccato 
  4. CONFESSIO LAUDIS: lodo il Signore e mi prendo un impegno per vincere il vizio che è in me. 

 

La misericordia. 

La misericordia divina è una grande luce di amore e di tenerezza, è la carezza di Dio sulle ferite dei nostri peccati 

Il perdono. 

Dio mai si stanca di perdonarci, il problema è che noi ci stanchiamo di chiedere di perdono; non ci dobbiamo stancare mai, Lui è il padre amoroso che sempre perdona, che ha misericordia per tutti noi». 

Papa Francesco 

1. IO SONO IL SIGNORE TUO DIO… 

  • Come sto vivendo il mio cammino di fede in questo momento? 
  • Avverto la presenza di Dio sul mio cammino? 
  • Quali idoli sono presenti nella mia mente? (denaro, potere, sensualità…) 

2. NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO… 

  • Insulto il nome di Dio? 
  • Attribuisco a Dio responsabilità che andrebbero attribuite agli uomini? 
  • Mi lascio tentare dalla figura pagana di un dio che deve proteggere l ‘uomo dai mali del mondo? 

3. RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE… 

  • In questa quaresima così particolare, come ho vissuto la preghiera e la vita di fede? 
  • Che desiderio vivo nel poter – speriamo presto—celebrare i sacramenti? 
  • Il “ricordo di Dio” mi coinvolge tutti i giorni? 
  • Prego al mattino, alla sera, faccio l’esame di coscienza?

4. ONORA IL PADRE E LA MADRE… 

  • Come vivo le relazioni? 
  • Mi ricordo degli anziani e mi rendo disponibile per qualche servizio? 
  • Sono generoso verso i componenti della mia famiglia, specialmente quelli che hanno più bisogno? 

5. NON UCCIDERE… 

  • Come giudico? 
  • Il mio giudizio si lascia ispirare dalla carità? 
  • Ho “sparlato” in modo malevolo di qualcuno? 

6. NON COMMETTERE ADULTERIO… 

9. NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI 

  • Come vivo la mia affettività e la mia sessualità? 
  • Sono stabile nei miei affetti? 
  • Sono fedele? 
  • Conosco e rispetto gli insegnamenti della morale della chiesa? 
  • Partecipo alla visione e diffusione di immagini immorali? 
  • Sono responsabile nel trasmettere la vita? 
  • Tratto il mio corpo come tempio dello Spirito Santo? 
  • Come mi regolo sulle questioni delicate di responsabilità in questi ambiti ?

7. NON RUBARE… 

10. NON DESIDERARE LE COSE DEGLIA LTRI 

  • Bramo il possesso delle cose? 
  • Invidio le cose degli altri? 
  • Vivo il mio lavoro con ricerca ossessiva della mia carriera? 
  • Sono generoso e so vivere una sincera condivisione di quello che ho con gli altri? 
  • Come vivo l’elemosina e il sostegno dei poveri? 
  • Sono onesto? 

8. NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA… 

  • Cosa dicono di me le mie parole? 
  • Insulto o offendo deliberatamente? 
  • So dare alle cose il giusto peso? 
  • Vivo di emozioni o so mettere ordine nel mio cuore? 
  • Lo spirito di rivalità e di calunnia entra anche nella mia vita? 

PER CONFESSARSI BENE (quando sarà possibile) 

  1. Preparare la confessione con un serio esame di coscienza a partire dalla parola di Dio. 
  2. CONFESSIO LAUDIS: cominciare la confessione ringraziando per il bene e il bello che c’è nella mia vita 
  3. CONFESSIO VITAE: metto nelle mani di Dio con sincerità e fiducia il mio peccato 
  4. CONFESSIO LAUDIS: lodo il Signore e mi prendo un impegno per vincere il vizio che è in me. 

 

La misericordia. 

La misericordia divina è una grande luce di amore e di tenerezza, è la carezza di Dio sulle ferite dei nostri peccati 

Il perdono. 

Dio mai si stanca di perdonarci, il problema è che noi ci stanchiamo di chiedere di perdono; non ci dobbiamo stancare mai, Lui è il padre amoroso che sempre perdona, che ha misericordia per tutti noi». 

Papa Francesco 

Intercessioni:

  • Perdonami, Signore, per tutte le volte in cui non mi sento degno del tuo amore e del tuo perdono, Kyrie Eleison.
  • Perdonami, Signore, per tutte le volte in cui rimando sempre la data della confessione e non mi accosto, con umiltà, alla grazia del Sacramento, kyrie eleison.
  • Perdonami, Signore, per tutte le volte in cui non mi fido di Te e pongo sicurezza solo nelle mie forze, kyrie eleison.
  • Perdonami, Signore, per tutte le volte in cui mi trattengo dell’essere generoso, cordiale, confidando nella Tua presenza e nel Tuo amore, kyrie Eleison.
  • Perdonami, Signore, per tutte le volte in cui non comprendo che il peccato mi distanzia da Te e dalla mia comunità, kyrie Eleison.
  • Perdonami, Signore, per tute le volte in cui non mi lascio disturbare dal povero, kyrie Eleison.
  • Perdonami, Signore, per tute le volte in cui non vedo altro che me e non mi lascio interrogare da coloro che incontro nel mio cammino di vita, kyrie eleison.

 

Preghiera conclusiva di ringraziamento:

O Dio, sorgente di ogni bene, che hai tanto amato il mondo da donare il tuo unico Figlio per la nostra salvezza, noi ti invochiamo per mezzo di Lui che con la sua passione ci ha redenti e con la sua risurrezione ci ha donato la vita e ci ha glorificati. Guarda me (questa famiglia riunita nel tuo nome), infondi in me (noi) la venerazione e l’amore filiale per Te, la fede nel cuore e la giustizia nelle opere, la verità nelle parole, a rettitudine nelle azioni, perché, al termine della vita, possa (possiamo) ottenere l’eredità promessa nel tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

Benediciamo il Signore, rendiamo grazie a Dio!

Per la lettura personale: intervista a Enzo Bianchi sulla riconciliazione

«Dimenticare le colpe? Quello lo può fare solo Dio. Il perdono non può essere cancellazione, né oblio, né gesto di vanità o di arroganza. È un percorso arduo, faticoso. È un dono elargito senza opportunismo, nel nome della fiducia nei confronti dell’uomo». Un’assunzione di responsabilità condivisa, per costruire una giustizia davvero al servizio di una società fondata sui valori più alti: la solidarietà, la pace, la pietà. È una sfida intellettuale impegnativa quella che lancia padre Enzo Bianchi dal palcoscenico di Torino Spiritualità, dove ieri mattina, nel Cortile di Palazzo Carignano, ha dialogato con Gustavo Zagrebelsky sull’idea del perdono, del perdono concesso al “nemico”, inteso come realizzazione estrema della gratuità. «Il perdono non è un patteggiamento di pena — dice il priore di Bose — ma è il fondamento dei rapporti più limpidi e profondi. È reciprocità. È la riconciliazione, è l’andare oltre che offre una possibilità di futuro. E che si applica all’intera vicenda umana, dal privato di un tradimento tra marito e moglie a una grande vicenda storica come il conflitto tra Israele e Palestina». Padre Bianchi, come distinguere il perdono dall’impunità? «Il perdono non cancella la colpa ma è il riconoscimento che la persona è più grande del male che ha compiuto. È un atteggiamento costruttivo, che porta a sfuggire il rancore e rinunciare alla vendetta». Zagrebelsky teme che la deresponsabilizzazione produca una società di eterni bambini perennemente ricondotti allo stato di fanciullezza, che dalla storia dei loro errori non sono in grado di imparare nulla. È d’accordo? «Questa idea non mi convince e credo non aiuti il futuro. Non è la fanciullezza la malattia della nostra società, ma l’illegalità. In questo paese da almeno dieci anni è accettato come un fatto naturale che abbiano diritto di esistenza il sopruso e la mancanza di regole. È questa la causa dell’imbarbarimento». Può esistere felicità senza responsabilità? «No. Se parliamo della beatitudine evangelica, essa non può che realizzarsi nella responsabilità non solo di sé ma anche dell’altro, dell’altro che è mio fratello. Questa condivisione di responsabilità è la strada che fa crescere tutti e realizza una società matura». Lei sostiene che una vera “communitas” contrassegnata dalla qualità della convivenza sociale e dalla solidarietà non può escludere “ciecamente” il perdono dal concetto e dalla prassi della giustizia. Come distinguere questa idea dall’iper-garantismo? «La giustizia contiene in sé il concetto di perdono. La filosofia del diritto lo sta elaborando. L’idea di perdono non esclude quella di memoria. La colpa va ricordata, non dimenticata né cancellata. Il fine di una società umana costruita sull’amore deve lavorare per la riconciliazione e per la riabilitazione di chi ha peccato».