Project Description
In questa catechesi prendiamo in considerazione il tema della Chiesa. Come sappiamo il Credo niceno-costantinopolitano ha riassunto in questo modo le affermazioni fondamentali sul tema della Chiesa: “Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”. Cercheremo di approfondire le determinazioni che queste affermazioni sottendono utilizzando molto il testo del Catechismo della Chiesa universale a cui si riferiscono i numeri che vedrete citati.
Affermazioni preliminari
811 « Questa è l’unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica ». Questi quattro attributi, legati inseparabilmente tra di loro, indicano tratti essenziali della Chiesa e della sua missione. La Chiesa non se li conferisce da se stessa; è Cristo che, per mezzo dello Spirito Santo, concede alla sua Chiesa di essere una, santa, cattolica e apostolica, ed è ancora lui che la chiama a realizzare ciascuna di queste caratteristiche.
812 Soltanto la fede può riconoscere che la Chiesa trae tali caratteristiche dalla sua origine divina. Tuttavia le loro manifestazioni storiche sono segni che parlano chiaramente alla ragione umana. « La Chiesa – ricorda il Concilio Vaticano – a causa della sua eminente santità […], della sua cattolica unità, della sua incrollabile stabilità, è per se stessa un grande e perenne motivo di credibilità e una irrefragabile testimonianza della sua missione divina ».
Prima ancora di entrare nelle singole realtà, trovo molto utile che il CCC ponga queste due affermazioni che vi ho sottolineato. Anzitutto il fatto che la Chiesa è costituita tale da Cristo nella potenza dello Spirito, per volere del Padre. Dunque queste quattro caratteristiche possono essere comprese solo nell’ottica della fede. Come vedremo chi si pone da un punto di vista della non fede, non arriverà mai e non potrà mai comprendere la bellezza e la portata di queste affermazioni.
In secondo luogo sottolineo il fatto che è lo Spirito che dona alla Chiesa di avere queste quattro caratteristiche. Il che significa che la Chiesa non è una, santa o cattolica o apostolica per ciò che fanno gli uomini, ma per l’azione di Dio che brilla in essa. Questa mi sembra essere la sottolineatura più profonda per capire poi bene il contenuto delle affermazioni concrete. Poiché su questi temi siamo variamente messi alla prova da chi non ha fede, abbiamo anche già le risposte da dare: chi non crede difficilmente comprenderà nel profondo l’essere della Chiesa. Con queste premesse entriamo nel vivo delle singole proposizioni.
La Chiesa Una
«Il sacro mistero dell’unità della Chiesa»
813 La Chiesa è una per la sua origine: « Il supremo modello e il principio di questo mistero è l’unità nella Trinità delle Persone di un solo Dio Padre e Figlio nello Spirito Santo ». La Chiesa è una per il suo Fondatore: « Il Figlio incarnato, infatti, […] per mezzo della sua croce ha riconciliato tutti gli uomini con Dio, […] ristabilendo l’unità di tutti i popoli in un solo popolo e in un solo corpo ». La Chiesa è una per la sua « anima »: « Lo Spirito Santo, che abita nei credenti e tutta riempie e regge la Chiesa, produce quella meravigliosa comunione dei fedeli e tanto intimamente tutti unisce in Cristo, da essere il principio dell’unità della Chiesa ». È dunque proprio dell’essenza stessa della Chiesa di essere una.
814 Fin dal principio, questa Chiesa « una » si presenta tuttavia con una grande diversità, che proviene sia dalla varietà dei doni di Dio sia dalla molteplicità delle persone che li ricevono. Nell’unità del popolo di Dio si radunano le diversità dei popoli e delle culture.
815 Quali sono i vincoli dell’unità? Al di sopra di tutto la carità, che « è il vincolo di perfezione » (Col 3,14). Ma l’unità della Chiesa nel tempo è assicurata anche da legami visibili di comunione:
— la professione di una sola fede ricevuta dagli Apostoli;
— la celebrazione comune del culto divino, soprattutto dei sacramenti;
— la successione apostolica mediante il sacramento dell’Ordine, che custodisce la concordia fraterna della famiglia di Dio.
Il Catechismo ci dice che la Chiesa è una per il suo fondatore e per la sua anima. Perché queste precisazioni? Dobbiamo ricordare che il tema dell’unità della Chiesa è sempre stato molto discusso. Le eresie dei primi secoli della Chiesa, alle quali abbiamo più volte accennato, hanno spesso messo in discussione questo tema. La riflessione non ancora molto sviluppata e il diritto non ancora codificato, hanno dato numerosi problemi alla vita delle singole comunità. Ecco perché il Concilio ha sentito di dover intervenire sull’argomento: la Chiesa è una e indivisibile per volontà del suo fondatore. Come sapete bene la Chiesa è piena di divisioni che, nel corso della storia, anche attuale, si sono variamente prodotte. C’è sempre chi, per proprio pensiero, per potere, per fama o per altri motivi ancora, cerca di ledere l’unità della Chiesa. Ledere il corpo di Cristo è sempre contrario alla fede. L’unità della Chiesa non dovrebbe mai essere messa in discussione da chi, battezzato nel nome di Cristo, si sente figlio della Chiesa e parte attiva di essa. Professione di fede, culto comune e carità sono i cardini fondamentali della Chiesa. Se provate a pensare queste realtà sono proprio quelle a cui noi stessi facciamo riferimento per il nostro vivere insieme. Non c’è altro spunto di riflessione che questo per vivere l’unità della Chiesa. Il che ha anche delle conseguenze molto pratiche, anche a livello liturgico. Se è il culto che unisce, celebrare insieme il mistero di Cristo, specie nelle grandi feste o solennità, è davvero ciò che più conta per tutto il popolo di Dio.
La Chiesa Santa
823 « Noi crediamo che la Chiesa […] è indefettibilmente santa. Infatti Cristo, Figlio di Dio, il quale col Padre e lo Spirito è proclamato “il solo Santo”, ha amato la Chiesa come sua Sposa e ha dato se stesso per essa, al fine di santificarla, e l’ha unita a sé come suo corpo e l’ha riempita col dono dello Spirito Santo, per la gloria di Dio ». La Chiesa è dunque « il popolo santo di Dio », 293 e i suoi membri sono chiamati « santi ».
824 La Chiesa, unita a Cristo, da lui è santificata; per mezzo di lui e in lui diventa anche santificante. Tutte le attività della Chiesa convergono, come a loro fine, « verso la santificazione degli uomini e la glorificazione di Dio in Cristo ». È nella Chiesa che si trova « tutta la pienezza dei mezzi di salvezza ». È in essa che « per mezzo della grazia di Dio acquistiamo la santità».
825 « La Chiesa già sulla terra è adornata di una santità vera, anche se imperfetta ». Nei suoi membri, la santità perfetta deve ancora essere raggiunta. « Muniti di tanti e così mirabili mezzi di salvezza, tutti i fedeli d’ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a quella perfezione di santità di cui è perfetto il Padre celeste.
Il tema della santità della Chiesa è certamente quello più critico. Lo sappiamo molto bene che moltissime persone attaccano proprio su questo tema. Specie i grandi scandali che non sono mai mancati e che non mancano anche nel nostro tempo, sembra si addicano perfettamente a sostenere la tesi per cui la Chiesa è tutt’altro che santa. Qui sta il punto. Che cosa significa santità? Perché la Chiesa è santa? Non per la santità dei suoi membri. Almeno non di tutti! Nella versione comune delle cose, confondiamo la santità con l’inerranza, il non peccare dei singoli membri. Cosicché la santità della Chiesa viene a coincidere con la capacità di vivere cammini di santità dei suoi membri. Poiché questo è impossibile nella totalità dei casi, poiché ci saranno sempre errori e scandali, ecco che alcuni attaccano la santità della Chiesa. Santità della Chiesa significa invece un’altra cosa. La Chiesa è santa perché santo è il suo fondatore che è Gesù Cristo. La santità a cui siamo chiamati non è la santità di chi resiste ad ogni tentazione e vive tendendo alla perfezione. Benché questo sia anche l’ideale di vita da proporre ai fedeli tutti, è chiaro che la Chiesa riflette la santità di Cristo. È santa non per quello che fanno i suoi membri, che sono tutti i battezzati, ma per l’azione di Cristo che rifulge in essa. Ogni giorno, in tutte le chiese, la celebrazione della S. Messa è occasione per approfondire questo cammino di santificazione. È la presenza del Signore, soprattutto nella celebrazione eucaristica, che rende santa la Chiesa tutta. Se vogliamo possiamo esprimerci come i padri antichi: la Chiesa non brilla di luce propria. La luce propria è di Cristo, che è il sole. La Chiesa è più paragonabile alla luna che brilla di luce riflessa. La Chiesa riflette la santità di Cristo, la Chiesa si lascia riempire dalla santità di Cristo e trasmette questa santità a tutti.
La seconda sottolineatura che viene dal Catechismo, è che la santità della Chiesa che, in questo caso è anche la santità dei suoi membri, è già in atto ma non è perfetta. La santità è un cammino. Noi tutti siamo dentro un cammino di santificazione. Siamo più o meno avanti in questo cammino. Siamo più o meno attenti ad esso. Tutti, però, come battezzati, siamo dentro un cammino imperfetto di santità che diventerà perfetto solo nella vita eterna. Così anche la Chiesa, nell’eternità, purificata da Cristo definitivamente e dentro una storia di santificazione completamente nuova, brillerà della santità perfetta. Non mancano, però, anche adesso, nel tempo, segni di santità in atto, segni di santità in cammino. Noi tutti ne siamo testimoni e conosciamo bene cammini di santificazione costanti ai quali tutti noi siamo richiamati e ai quali dobbiamo appellarci.
La terza sottolineatura. Il cammino di persone sante, il cammino di coloro che la Chiesa ha già riconosciuto santi, diventa appello alla nostra santità. Il cammino e l’intercessione di alcuni modelli di vita, dicono a tutti noi che è possibile diventare santi. Ecco perché la Chiesa, a buon diritto, ci richiama alla santificazione costante. Anche noi dobbiamo lasciarci richiamare da coloro che sono già santi, per vivere bene il nostro personale cammino che è anche il nostro personale contributo alla santificazione della Chiesa.
La Chiesa Cattolica
830 La parola « cattolica » significa « universale » nel senso di « secondo la totalità » o « secondo l’integralità ». La Chiesa è cattolica in un duplice senso.
È cattolica perché in essa è presente Cristo. « Là dove è Cristo Gesù, ivi è la Chiesa cattolica». In essa sussiste la pienezza del corpo di Cristo unito al suo Capo, e questo implica che essa riceve da lui « in forma piena e totale i mezzi di salvezza » che egli ha voluto: confessione di fede retta e completa, vita sacramentale integrale e ministero ordinato nella successione apostolica. La Chiesa, in questo senso fondamentale, era cattolica il giorno di pentecoste e lo sarà sempre fino al giorno della Parusia.
831 Essa è cattolica perché è inviata in missione da Cristo alla totalità del genere umano.
Penso che il secondo richiamo sia alla portata di tutti. Noi viviamo nella Chiesa cattolica che è una Chiesa missionaria, una Chiesa chiamata a portare alle genti tutte l’annuncio di salvezza che si è avverato in Cristo. Di questa missionarietà siamo partecipi anche noi con la nostra piccola testimonianza.
Il primo richiamo è quello più significativo. La Chiesa è cattolica perché riceve da Cristo i mezzi della salvezza, ovvero la confessione della fede retta, la pratica dei sacramenti e il sacerdozio. Credo che occorre partire da questo ultimo dato. Come vedremo anche a proposito della apostolicità della Chiesa, il sacerdozio ordinato è la chiave di volta per dire l’autenticità di una esperienza ecclesiale. Dove c’è successione apostolica e continuità nella trasmissione del sacerdozio dagli apostoli ai giorni nostri, ecco che c’è esperienza di Chiesa. Proprio perché c’è questo dato, allora è possibile la vita sacramentale. Proprio perché c’è la vita sacramentale è possibile continuare a rinnovare la propria professione di fede. Queste realtà sono sempre da prendere mai separate tra loro. La Chiesa è cattolica, ovvero universale, per questi motivi. Questo è anche il discriminante per capire perché altre forme di vita ecclesiale non sono cattoliche. Le divisioni provocate nel corso dei secoli hanno sì dato origine a svariate forme di Chiese, che, però, non possono avere il titolo della cattolicità. Noi siamo cattolici perché riceviamo da Cristo tutti i segni della salvezza, tutte le realtà necessarie alla salvezza.
«Fuori della Chiesa non c’è salvezza»
846 Come bisogna intendere questa affermazione spesso ripetuta dai Padri della Chiesa? Formulata in modo positivo, significa che ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa che è il suo corpo: Il santo Concilio « insegna, appoggiandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, che questa Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo, presente per noi nel suo corpo, che è la Chiesa, è il Mediatore e la Via della salvezza; ora egli, inculcando espressamente la necessità della fede e del Battesimo, ha insieme confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano mediante il Battesimo come per la porta. Perciò non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare ».
847 Questa affermazione non si riferisce a coloro che, senza loro colpa, ignorano Cristo e la Chiesa.
Anche queste affermazioni del CCC mi sembrano già molto chiare. Per un battezzato, per uno che ha conosciuto la rivelazione di Cristo, per uno che è venuto a conoscenza del messaggio di salvezza di Cristo, la salvezza può venire solo da Cristo e, quindi, dalla Chiesa. Non è possibile rinunciare a questo. Rinunciare sarebbe come mettersi fuori dalla via di salvezza voluta da Cristo. Ovviamente coloro che non conoscono la via di Cristo e la sua rivelazione, non hanno colpa del loro stato di vita e, dunque, possono giungere alla salvezza anche se non seguono una pratica ecclesiale. Dunque per noi tutti che siamo battezzati perseverare nella via della Chiesa è necessario per la salvezza.
La Chiesa Apostolica
857 La Chiesa è apostolica, perché è fondata sugli Apostoli, e ciò in un triplice senso:
— essa è stata e rimane costruita sul « fondamento degli Apostoli » (Ef 2,20), testimoni scelti e mandati in missione da Cristo stesso;
— custodisce e trasmette, con l’aiuto dello Spirito che abita in essa, l’insegnamento, il buon deposito, le sane parole udite dagli Apostoli;
— fino al ritorno di Cristo, continua ad essere istruita, santificata e guidata dagli Apostoli grazie ai loro successori nella missione pastorale: il Collegio dei Vescovi, « coadiuvato dai sacerdoti ed unito al Successore di Pietro e Supremo Pastore della Chiesa.
L’apostolicità della Chiesa chiude quello che dicevo poco fa. La successione ininterrotta dagli apostoli è uno dei criteri fondamentali per dire la verità dell’esperienza ecclesiale. Noi possiamo garantire questa esperienza, realtà di cui siamo storicamente certi. È anche necessario che questa esperienza sia ininterrotta. Perdere un solo anello della catena che ci lega agli apostoli, infatti, significherebbe perdere l’intera apostolicità. Questo non solo come sguardo retroattivo, guardando alla storia, ma anche come sguardo prospettivo, cioè guardando all’eternità. Anche guardando in avanti noi capiamo bene che il ministero dei vescovi sarà essenziale fino al ritorno di Cristo. Una vera esperienza ecclesiale è possibile solo dentro questo contorno. Il collegio dei vescovi unito al successore di Pietro è la garanzia di questa apostolicità. Ecco perché i vescovi possono essere ordinati solo con l’autorizzazione del Papa che, coadiuvato da un apposito dicastero, li nomina per tutte le Chiese del mondo. Spero che anche da questo si capisca la ricchezza della nostra esperienza ecclesiale.
In sintesi
866 La Chiesa è una: essa ha un solo Signore, professa una sola fede, nasce da un solo Battesimo, forma un solo corpo, vivificato da un solo Spirito, in vista di un’unica speranza, al compimento della quale saranno superate tutte le divisioni.
867 La Chiesa è santa: il Dio Santissimo è il suo autore; Cristo, suo Sposo, ha dato se stesso per lei, per santificarla; lo Spirito di santità la vivifica. Benché comprenda in sé uomini peccatori, è senza peccato fatta di peccatori. Nei santi risplende la sua santità; in Maria è già tutta santa.
868 La Chiesa è cattolica: essa annunzia la totalità della fede; porta in sé e amministra la pienezza dei mezzi di salvezza; è mandata a tutti i popoli; si rivolge a tutti gli uomini; abbraccia tutti i tempi; « per sua natura è missionaria ».
869 La Chiesa è apostolica: è costruita su basamenti duraturi: i dodici Apostoli dell’Agnello, è indistruttibile; è infallibilmente conservata nella verità; Cristo la governa per mezzo di Pietro e degli altri Apostoli, presenti nei loro successori, nel Sommo Pontefice e nel Collegio dei Vescovi.
Credo che questa catechesi abbia un riscontro pratico inevitabile. Noi siamo membri della Chiesa. Ne siamo diventati partecipi fin dal Battesimo. Cosa dice a noi la nostra esperienza ecclesiale? Cosa dice di noi la nostra partecipazione ecclesiale? Credo che questa serata di catechesi debba proprio farci rivedere bene il nostro essere cristiani cattolici. Sapendo che siamo chiamati all’unità, alla santità, nella cattolicità, fondati sull’apostolicità, credo che potremo rendere il nostro percorso sempre più vivo e forte. Partecipiamo della santità della Chiesa, per collaborare a costruire la sua unità, per vivere meglio la sua cattolicità, per essere sempre partecipi della sua unità.