Tempo dopo Pentecoste2021-06-28T16:47:40+02:00

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Tempo dopo Pentecoste

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Introduzione

La riforma del lezionario secondo il rito ambrosiano del 2008, ha  provveduto a strutturare quello che prima era il tempo “per annum” e, quindi, il tempo senza particolari connotazioni, in un’altra scansione che viene denominata “tempo dopo pentecoste” che inizia il lunedì successivo alla Pentecoste e termina il sabato antecedente il tempo di avvento, per un massimo di 26 settimane o 25 domeniche.

Si tratta di un tempo qualificato che conosce, al suo interno, due tappe: la festa del martirio di Giovanni il Battista (29 agosto) e la dedicazione della chiesa cattedrale (3 domenica di ottobre).

In questo tempo, nel quale si legge prevalentemente il Vangelo di San Luca che, già secondo la definizione di Sant’Ambrogio, meglio si addice alla interpretazione del ministero di Cristo. Il tempo dopo Pentecoste si propone di essere, nelle sue scansioni, una rilettura di tutta la storia della salvezza. Per questo, per quanto attiene ai giorni feriali, si leggono:

  • Fino alla festa del martirio di Giovanni i libri storici di Esodo, Levitico, Numeri; Deuteronomio, Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 re, 1 e 2 Cronache, Esdra, Neemia, 1 e 2 Maccabei) sempre in connessione con le pericopi domenicale;
  • Dopo il martirio e fino alla dedicazione si leggono le lettere apostoliche: 1 e 3 Giovanni, 1 e 2 Pietro, Giacomo, Giuda, Filemone, 1 e 2 Timoteo, Tito;
  • Dopo la dedicazione della Cattedrale, in concomitanza con le ultime settimane dell’anno liturgico si sottolinea la tensione escatologica tramite la lettura dell’Apocalisse.

Come si vede la logica è molto comprensibile: si rilegge in chiave cristologica ciò che prepara all’incontro con Cristo; si rilegge ciò che i discepoli hanno predicato nel tempo che riguarda la forte sottolineatura sul tempo della chiesa; ci si prepara al tempo ultimo e ad un nuovo anno liturgico, sviluppando la tensione escatologica in ogni credente.

1° sezione: Settimane e domeniche dopo Pentecoste –  Trinità e Corpus Domini – fino al martirio di Giovanni il Precursore.

Nella prima sezione, che denominiamo settimane e domeniche dopo Pentecoste, siamo subito messi a contatto con il mistero trinitario di Dio: la 1 domenica dopo Pentecoste è, infatti, riservata alla SS. Trinità. Le scritture che celebrano questa festa permettono di comprendere come la conoscenza del Dio Trinitario avviene sotto l’opera dello Spirito di Amore che dischiude al credente “la verità tutta intera”, secondo la promessa di Gv 14 e affermano:

  • “il credente può gridare Abbà! Padre!”, anno A;
  • “il credente può camminare secondo lo Spirito”, anno B;
  • “il credente può dire: “Gesù è il Signore”, anno C.

Le letture e le epistole di questa festa, senza riprenderle nello specifico, permettono di comprendere ancor meglio il significato delle pagine evangeliche che abbiamo riassunto sopra. La settimana che precede la festa della SS. Trinità ci fa rileggere la grande teofania del Sinai, quasi che la rivelazione sul monte sia il parallelo naturale alla luce del quale rileggere la rivelazione di Dio Trinità di amore.

Nel giovedì successivo, quindi in continuità con questa festa, si celebra la solennità del CORPUS DOMINI, che ha anch’esso una scansione ternaria, come ogni festa del Signore.

Anno A: il discorso sul pane di vita di Gv 6;

anno B: il racconto della istituzione della Eucarestia secondo Marco;

anno C: la moltiplicazione dei pani e di pesci secondo Luca.

L’ordinamento prevede che questa festa possa essere differita alla domenica successiva se lo esigono ragioni di carattere pastorale. Personalmente credo che sia meglio, come il Papa a Roma, come l’Arcivescovo a Milano, mantenere questa festa il Giovedì, suo giorno originario, come momento di educazione per i fedeli a non celebrare i grandi fatti dell’anno liturgico solo in giorno domenicale.

Le domeniche e le settimane successive.

Come dicevo, le domeniche di questo tempo dopo Pentecoste sono state studiate per temi per farci ripercorrere tutta quanta la storia della salvezza. Così, dopo la celebrazione della SS. Trinità troviamo:

  • 2 dopo Pentecoste: la creazione del mondo;
  • 3 dopo Pentecoste: la creazione dell’uomo e della donna;
  • 4 dopo Pentecoste: il mistero del peccato;
  • 5 dopo Pentecoste: l’alleanza con il patriarca Abramo;

le epistole e le letture corrispondenti alle singole domeniche, rileggono in chiave cristologica, come punto di arrivo, il tema trattato nella pericope evangelica.

Nei giorni feriali sono le pagine del Pentateuco ad accompagnare, fino alla 4 domenica dopo Pentecoste, la riflessione del credente. Sono le pagine che narrano le grandi opere compiute da Dio a favore del suo popolo, specialmente in Egitto, fino alla liberazione dalla schiavitù per mano di Mosè, e, poi, all’ingresso nella terra di Canaan, a scandire il tempo.

Nelle successive domeniche e settimane si realizza in incontro ancora più profondo tra le scritture dell’Antico testamento e le domeniche. A partire dalla 5 settimana la scrittura ci fa leggere le grandi figure dell’antico testamento: Gedeone, Sansone, Samuele, Saul, re di Giuda e di Israele, Giuditta. Le letture domenicali permettono di riprendere, sempre in chiave cristologica, quanto nelle settimane viene annunciato e, per questo, si accostano le figure di Giosuè, Giudici, Samuele, Davide, Salomone, Elia, Geremia, Esdra e Neemia e i Maccabei.

Qualunque sia il numero di queste domeniche della prima sezione, l’ultima settimana viene dedicata alla lettura della gloriosa resistenza del popolo di Israele nella fede sollo il regno di Antioco IV Epifane, e, per questo, viene letto libro dei Maccabei.

La concomitanza con la festa del martirio di Giovanni il Battista rende pienamente ragione di questa scansione e aiuta ad entrare nella celebrazione stessa.

I sabati.

In questa scansione dell’anno, si riprende la struttura festiva del Sabato a 3 scritture dove le pagine del Pentateuco vengono rilette alla luce della predicazione Paolina e alla luce del loro avverarsi in Cristo, secondo quanto annunciato dal brano evangelico.

2° sezione: Settimane e domeniche dopo Pentecoste dal martirio di Giovanni il Precursore fino alla Dedicazione della Chiesa cattedrale.

La festa del martirio di Giovanni segna, come abbiamo detto, una prima “tappa” di questo libro. Il martirio segna la differenza del tempo della storia della salvezza “fino a Giovanni”, come preparazione a “Colui che deve venire”, e dopo Giovanni, ovvero nella piena luce di rivelazione che Cristo fa dell’amore del Padre, rivelazione affidata alla Chiesa. Ecco il perché del cambio di tensione nelle letture domenicali e nelle ferie.

Le domeniche.

Di questa sezione sono di particolare interesse le domeniche che intendono far riflettere sul mistero di Cristo. Ecco la scansione:

  • Domenica dopo il martirio: la riflessione è introdotta dalla domanda: “chi è dunque costui?”, al quale hanno portato tutti i profeti e tutta quanta la storia della salvezza che ha avuto il suo culmine in Giovanni Battista. Le risposte, diverse per i 3 anni, fanno balenare che Gesù è finalmente lo sposo a cui tutto tendeva che è giunto in mezzo al suo popolo.
  • Domenica dopo il martirio: Cristo unigenito del Padre; sono 2 differenti domeniche con lo stesso tema ma affrontato da diverse angolature. In questa domenica si affronta il tema di Cristo, colui al quale il Padre ha dato ogni giudizio, nel quale si rivede ogni credente
  • Domenica dopo il martirio: Cristo unigenito del Padre; visto come il “Figlio dell’uomo” che ha la vita in se stesso, è disceso dal cielo, il cui ministero viene perpetuato nell’azione dagli apostoli.
  • Domenica dopo il martirio: Cristo presente nel mistero della Chiesa attraverso il pane di vita.
  • Domenica dopo il martirio: fa risuonare il comandamento dell’amore rilasciato da Gesù.
  • Domenica dopo il martirio: la fisionomia del discepolo.
  • e ultima Domenica dopo il martirio: il riflesso del Regno presente nella comunità dei credenti.

Nelle scritture feriali risuona, per l’appunto, l’annuncio del regno in coloro che furono i primi testimoni del Regno, coloro che rimasero con Lui per tutto il tempo del suo ministero e ne divennero suoi testimoni.

Man mano che si procede verso la domenica che ricorda e festeggia la dedicazione della Chiesa, l’accento si sposta proprio sulla realtà della chiesa come mistero che custodisce ed annuncia il Cristo presente nella storia.

3° sezione: Settimane e domeniche dopo Pentecoste dalla Dedicazione della Chiesa cattedrale all’inizio dell’Avvento.

La festa della dedicazione del Duomo diviene la sintesi di tutte le consacrazioni, o almeno di tutte le volte che l’altare maggiore del Duomo, è stato consacrato: 452, 836, 1418, 1577, 1986. Le scritture che vengono lette nei diversi anni del ciclo liturgico intendono far riflettere sul valore del tempio, e quini dello spazio sacro, nell’ottica di essere però “pietre vive”, utilizzate per l’edificazione del tempio. In questa festa tutta quanta la comunità ambrosiana è chiamata a rileggere la propria appartenenza alla Chiesa diocesana, punto naturale di riferimento per la vita di tutte le singole comunità.

È questa l’ultima e più piccola sezione del libro che è oggetto del nostro studio ed è tutta dedicata a far continuare la riflessione sul mistero della chiesa e sulla sua vocazione nel mondo.

È per questo che troviamo le seguenti domeniche:

  • “il mandato missionario”, che permette di riflettere sul tema della chiamata di tutti a partecipare alla missione di evangelizzazione. Le letture delle ferie fanno riflettere, in particolar modo, sul senso della chiamata, in connessione, appunto, con il mandato missionario che tutti i fedeli ricevono.
  • “la partecipazione delle genti alla salvezza”, che permette di riflettere sulla “cattolicità” della chiesa, ovvero sulla sua missione di portare nel mondo intero tutta la bellezza dell’annuncio della presenza di Cristo Risorto. Le ferie illustrano le esigenze della vocazione missionaria anche attraverso esempi “negativi”, ovvero esempi di persone che avrebbero potuto cogliere la verità di questa chiamata ma non l’hanno fatto;
  • “Cristo Re dell’universo”, che è la domenica che conclude l’anno liturgico e che proietta verso il prossimo avvento, ovvero vero il prossimo anno liturgico nel quale si riprendono i contenuti secondo le prerogative proprie di ogni singolo anno di lezionario, A, B, C. le ferie di questa ultima settimana vogliono farci riflettere sul senso della vigilanza, e si concludono con l’avvertimento dell’Apocalisse: “verrò presto!”.

Come abbiamo detto è proprio la lettura del libro della Apocalisse, con le sue visioni e i suoi simboli, a contraddistinguere questo periodo dell’anno.

Conclusione generale.

Credo che l’aver dedicato tutto un anno, come formazione liturgica non solo del gruppo dei lettori, al lezionario ambrosiano, ci abbia permesso di saper rileggere e, spero, di saper gustare la ricchezza del nostro rito. Ma, ancor più, spero che la consapevolezza accresciuta di ciò che il rito propone, ci permetterà di leggere con verità, con attenzione, con pazienza, le letture che devono essere il costante riferimento del fedele che ama incontrare il Signore nella Parola. Questi brevi appunti che vi ho lasciato potranno essere ripresi per comprendere meglio ciò che la chiesa ambrosiana ci offre come dono per la nostra costante edificazione.

Vi invito a praticare il testo sacro ogni giorno, specialmente con l’esercizio della lectio divina che il cardinale Martini ci ha proposto per tutti gli anni del suo fecondo ministero, perché non ci sia solo una conoscenza del libro liturgico, ma ci sia una vera crescita nello Spirito mediante la Parola vivente che è il Cristo incarnato.