Martedì 01 marzo

Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – martedì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Qo 3, 10-17
Lettura del libro del Qoèlet

Io, Qoèlet, ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine. Ho capito che per essi non c’è nulla di meglio che godere e procurarsi felicità durante la loro vita; e che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro, anche questo è dono di Dio. Riconosco che qualsiasi cosa Dio fa, dura per sempre; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché lo si tema. Quello che accade, già è stato; quello che sarà, già è avvenuto. Solo Dio può cercare ciò che ormai è scomparso. Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’iniquità. Ho pensato dentro di me: «Il giusto e il malvagio Dio li giudicherà, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione».

SALMO Sal 5

Tu benedici il giusto, Signore.

Al mattino ascolta la mia voce;
al mattino ti espongo la mia richiesta e resto in attesa.
Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo. R

Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta.
Io, invece, per il tuo grande amore, entro nella tua casa;
mi prostro verso il tuo tempio santo nel tuo timore. R

Gioiscano quanti in te si rifugiano, esultino senza fine.
Proteggili, perché in te si allietino
quanti amano il tuo nome,
poiché tu benedici il giusto, Signore,
come scudo lo circondi di benevolenza. R

VANGELO Mc 12, 18-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Vangelo

“Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei, i quali negano che vi sia risurrezione… Non è Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore!”. Credo che tutti conosciamo bene questa parola di Dio. Possiamo tentare un approccio diverso dalla spiegazione esegetica e partendo dal finale di questo Vangelo. Il Signore Gesù non esita a dire a persone di fede che sono in grande errore! Credo che questa immagine non sia molto frequente! Eppure corrisponde a più di un’opera di misericordia: istruire gli ignoranti ma anche ammonire i peccatori. Gesù le compie entrambe. Da un lato egli ammonisce i peccatori che non credono alla risurrezione e, ipocriti, dicono di avere fede! Ma, al tempo stesso, egli istruisce coloro che si sono recati da lui e insegna una verità che, dopo 2000 anni, non abbiamo ancora tutti capito bene! Nella risurrezione non ci sono più i rapporti della vita presente. Certo, si arriva insieme alla vita eterna, ci si riconosce, ma nella vita eterna non c’è più bisogno di tutte le cose della vita presente, rapporti umani compresi. Dio è il Dio dei viventi, ovvero il Dio che si preoccupa dei vivi, il Dio che entra in alleanza con loro, il Dio che sostiene la loro esistenza. Dio è questo! Il Dio dei viventi, che ama la vita, lui che è la Vita in pienezza. Un inno anche alle cose della vita. Dio che ama la vita e che è il creatore di ogni vita, ama ogni espressione della vitalità dell’uomo e sostiene, Lui che è fantasia dello Spirito Santo, tutte le realtà dell’esistenza.

Qoelet

Così anche il sapiente Qoelet ci trascina in una lode alla vita. “Ho capito che per gli uomini non c’è nulla di meglio che godere e procurarsi la felicità durante la loro vita; e che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro, anche questo è dono di Dio”. Bellissima riflessione e profonda visione. Tutti, penso, ci rivediamo in queste parole. Anche noi lavoriamo, ci affatichiamo, cerchiamo il risultato delle nostre fatiche e miriamo alla felicità. Tutti gli uomini, da sempre, fanno così! Qoelet dice: anche questo è dono di Dio! Ecco la riflessione di fede del sapiente. Egli è capace di vedere anche nelle cose dell’uomo qualcosa che rimanda a Dio. Questo è già un atteggiamento di contemplazione grande e di sapienza mirabile. Il sapiente non si perde nelle cose del tempo, ma vede, anche nelle cose del tempo, un riflesso di Dio.

Per noi

Credo che la meditazione di oggi ci provochi su diversi punti. Anzitutto vorrei che ci chiedessimo:

  • Come giudichiamo le cose del tempo?
  • Come miriamo, nel tempo, a costruire cose significative?

Mi pare di vedere che, mentre da giovani si scelgono le cose per la loro attrattiva o per la promessa di bene che schiudono, o anche solo per la gioia che sanno dare, anche se magari solo momentanea, effimera, quando si diventa adulti e poi anziani si impara a cercare solo ciò che è veramente duraturo. Mi pare di vedere che, dopo aver dedicato molto tempo e molti interessi alla vita, al piacere, al divertimento e anche al lavoro, alla “carriera”, arrivi un momento in cui uno comincia a guardare a ciò che veramente conta. Dopo una vita di affanni un uomo, una donna, cominciano a chiedersi cosa stanno costruendo, cosa lasceranno dopo di sé e, molti, imparano anche a cambiare visione delle cose e anche atteggiamento di fede.  Credo che ci sia della sapienza in questo modo di mutare il proprio giudizio e la propria visione della vita. Anche se, dobbiamo ammetterlo, qualche volta, tutto ciò avviene davvero (troppo) tardi.

Una seconda meditazione potrebbe riportarci alla domanda:

  • Come vediamo, come immaginiamo la vita eterna?

Anche qui vedo cose strane. Ci sono molti che si immaginano una vita eterna accanto alle persone importanti della loro esperienza di vita, ma anche molti che pensano di stare insieme ai propri animali! Certo, senza negare l’importanza di queste presenze nella vita degli uomini di oggi, mi pare decisamente un po’ troppo pensare in questo modo. Il Papa lo ha appena detto ma questo suo insegnamento non ha riscosso molti plausi! O vedo che molti, di fatto, esercitano solamente un culto dei morti: la cura di una tomba come se fosse un “altarino” delle cose della vita presente, la mancanza di una speranza cristiana, la totale assenza della dimensione di eternità, di fatto, riportano molte persone ad un culto, quasi idolatrico, dei morti. Credo che da queste cose debba proprio guardarsi il cristiano, che anela alla vita eterna perché conoscenza vera, piena, unica, profonda del mistero di Dio e, in Lui, di ogni altra cosa. Senza eccedere nel culto dei morti ma senza dimenticarli; godendo delle cose della vita ma senza esagerare in alcuna esperienza. È così che dovremmo crescere. Ma siamo davvero pronti e disposti a farlo?

2022-02-24T16:09:24+01:00