Sabato 01 aprile

Sabato in Traditione Symboli

Quando il Credo viene consegnato ai catecumeni

La spiritualità di questo giorno di quaresima

Questo sabato è del tutto speciale nel panorama della Quaresima. Infatti è il sabato della “traditio symboli”, ovvero il sabato nel quale il grande vescovo Ambrogio consegnava ai fedeli il simbolo del Credo perché i catecumeni si avvicinassero con più fede al giorno del loro Battesimo e tutta la comunità ecclesiale fosse edificata dal loro entusiasmo nel credere. Anche noi ci soffermiamo, come in tutti gli altri giorni di Quaresima, sul Vangelo per trarre quel significato spirituale che ci aiuta ad entrare nella settimana più importante dell’anno.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 6, 4-9
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè parlò al popolo dicendo: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte».

SALMO Sal 77 (78)

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R

Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
i far conoscere ai loro figli. R

Perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno.
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi. R

EPISTOLA Ef 6, 10-19
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo.

VANGELO Mt 11, 25-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Vangelo

Ti ringrazio o Padre”. Abbiamo tutti letto molte volte questo brano di Vangelo e sappiamo che, normalmente, si intitola “l’esultanza di Gesù”. Ovvero è un brano che sa mettere al centro di tutto la gioia di Gesù che, dialogando con il Padre, ringrazia per quello che vede, per quello che vive, per il cammino che molte persone vanno facendo. Il che ci rimanda al primo e più forte ed edificante insegnamento del Signore Gesù sulla preghiera: la preghiera è dialogo con il Padre. Questo particolare del Vangelo ci servirà moltissimo nei prossimi giorni, specie nel sacro triduo, dove vedremo che il Signore è in perenne dialogo con il Padre. Un dialogo che, al termine della vita di Gesù, assume non solo un significato, ma anche una forza del tutto particolare.

Hai nascosto queste cose… le hai rivelate…”. La vita di Gesù è un progressivo disvelamento del volto del Padre. Questa rivelazione, di per sé, è per tutti. Eppure non tutti gli uomini l’accolgono e la vivono nel medesimo modo. C’è chi la vive con profondissimo rispetto e la approfondisce e chi la rifiuta. Nella vita del Signore è sempre stato così: tutti coloro che lo hanno incontrato si dividono in coloro che lo hanno riconosciuto come rivelatore del Padre e lo hanno seguito e coloro che, al contrario, lo hanno rifiutato. Il che spiega perché la rivelazione è universale, ma il suo effetto è differente. C’è chi lo accoglie e chi non lo accoglie. C’è chi partecipa di questa rivelazione e chi, al contrario, non partecipa di essa.

Tutto mi è stato dato dal Padre mio”. È soprattutto il Vangelo di Giovanni, e specialmente nel contesto della passione, anche se noi non lo leggiamo liturgicamente nel sacro triduo, a ricordarci che il Padre e Gesù condividono tutto. Anche la passione del Signore, anche quel mistero di dolore che vivremo nei prossimi giorni e che spesso sembra consegnarci la solitudine di Gesù, ci fa vedere che il Signore non è mai solo, ma la presenza di Dio Padre lo accompagna sempre.

Venite a me”. La preghiera del Signore termina con un invito: l’invito ad accostarsi a Lui, l’invito a non rimanere ai margini, l’invito ad essere sempre in sua compagnia, a percepire il suo accompagnamento come qualcosa di essenziale per i giorni, specie per quelli più tristi, o delicati, o difficili. Il Signore promette sempre la sua presenza, tuttavia l’uomo deve sentirsi invitato ad accoglierla non come imposizione ma come dono.

Troverete ristoro!”. Il Signore promette di ristorare quelli che si affidano a Lui, quelli che si fidano di Lui. Il Signore, specie nella sua Pasqua, è fonte di ristoro per tutti quelli che vogliono accostarsi a Lui.

La settimana autentica

Con oggi si concludono le settimane di Quaresima. Con domani inizia la settimana autentica che è sempre desiderata, io credo, da tutti noi, per la ricchezza, per la bellezza dei riti, per il fascino del canto, per il suo misto di silenzio, canto di gioia, grido di dolore, esultanza pasquale. Come ci avviciniamo alla settimana santa e come dovremmo viverla? Io credo che il Vangelo ce lo abbia appena insegnato. Soprattutto considererei l’invito del Signore: venite a me!

Vorrei che tutti potessimo sentire forte questo invito.

Venite a me è detto ai credenti che, per primi, devono essere presenti nei momenti in cui ricordiamo e viviamo i fatti fondamentali della vita del Signore che sono anche il fondamento della nostra salvezza.

Venite a me, vorrei che fosse l’invito rivolto ai non praticanti la fede. Invito che dobbiamo essere noi a portare. Invito che deve mettere a proprio agio anche chi, per qualsiasi motivo, nella sua vita, si è allontanato da Dio. Vorrei che tutti ci sentissimo attratti dall’amore che si dona, dall’amore che chiede amore, dall’amore che non chiede altro che di essere accolto, senza nessuna ulteriore specificazione.

Venite a me, vorrei che fosse l’invito rivolto agli scettici, a chi fatica ad entrare in comunione con la passione del Signore, l’invito da portare a chi più fatica a vivere la Pasqua del Signore. Vorrei che ci fosse almeno un tentativo, da parte di ciascuno di noi, per portare a qualcuno questo invito di grazia che il Signore sa rivolgere a tutti.

Venite a me, vorrei che fosse, in qualche modo speciale, l’invito dedicato ai giovani in questo anno in cui vivranno la giornata mondiale della gioventù. Se c’è un momento dell’anno nel quale tutti siamo invitati a pregare per i giovani e per la loro fede è proprio la giornata di domani. Chiediamo al Signore che, con i suoi modi, con i suoi mezzi, faccia percepire a tutti l’invito ad accedere al suo mistero e ad accostarsi alla sua persona.

Venite a me, vorrei che fosse l’invito rivolto a ciascuno di noi, perché, dopo i giorni intensi della Quaresima, possiamo vivere una settimana straordinaria in vista di una Pasqua speciale.

Intenzioni di preghiera

Preghiamo per tutti noi, perché la settimana santa sia davvero tale per ciascuno di noi!

Preghiamo per i catecumeni e per chi si sta preparando al Battesimo, perché senta l’amore e la vicinanza della comunità cristiana.

Preghiamo per chi non si accorge che è Pasqua: il Signore tocchi, come Lui sa fare, il cuore di ciascuno.

2023-03-31T22:24:43+02:00