Venerdì 01 luglio

Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – venerdì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Nm 33, 50-54
Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico, e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando avrete attraversato il Giordano verso la terra di Canaan e avrete cacciato dinanzi a voi tutti gli abitanti della terra, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di metallo fuso e devasterete tutte le loro alture. Prenderete possesso della terra e in essa vi stabilirete, poiché io vi ho dato la terra perché la possediate. Dividerete la terra a sorte secondo le vostre famiglie. A chi è numeroso darai numerosa eredità e a chi è piccolo darai piccola eredità. Ognuno avrà quello che gli sarà toccato in sorte; farete la divisione secondo le tribù dei vostri padri”».

SALMO Sal 104 (105)

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto. R

È lui il Signore, nostro Dio.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
quando disse: «Ti darò il paese di Canaan
come parte della vostra eredità». R

Ha dato loro le terre delle nazioni
e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
perché osservassero i suoi decreti
e custodissero le sue leggi. R

VANGELO Lc 6, 20a. 36-38
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Numeri

Oggi è un altro di quei giorni nei quali si sente la differenza di tono nelle Scritture tra il Primo e il Nuovo Testamento. Nella lettura del libro dei Numeri abbiamo ascoltato quelle che potremmo chiamare le raccomandazioni prima di entrare nella terra. Raccomandazioni forti, che incitano alla lotta per conquistare, per cercare il proprio posto, per distruggere tutto ciò che appartiene a chi sta già occupando, di fatto, la terra. Comando che, in qualche modo, è anche religioso. La raccomandazione di distruggere le immagini dei popoli che già abitano la terra è pensata come un modo per contenere il rischio dell’idolatria. Oggi noi consideriamo questo atto come una barbarie, perché significa la distruzione di espressioni tipiche di una società. Distruzione che priva il mondo di un bene che la storia ha prodotto e che, di per sé, sarebbe un bene conservare. Per non cadere nel rischio di questa interpretazione credo che sia un bene cercare di rileggere questo testo sacro dal punto di vista del suo autore e cioè dal punto di vista di chi vuole, a tutti i costi, difendere Dio da qualsiasi “attacco”. Abbandonare il Signore che aveva liberato Israele dall’Egitto per mettersi in diretto confronto con popoli e religioni diverse, per Israele, è il massimo della nefandezza possibile.

Vangelo

Ci ritroviamo, invece, perfettamente nelle parole del Signore Gesù che invita a guardare tutti con occhio di misericordia, come Dio, che esprime sempre il suo amore e la sua misericordia per tutte le cose create, perché tutto possa avere la necessaria valorizzazione da parte di tutti. Il richiamo a non condannare, il richiamo a non giudicare ci appartengono come patrimonio importante della nostra chiesa ma, al tempo stesso, della nostra società, del nostro mondo. Modi di fare che hanno anche un sapore di eternità perché, come era detto, chi vive in questo modo, erediterà la vita eterna. Anche se sentiamo la vicinanza a queste parole, dobbiamo ammettere, poi, che è difficilissimo metterle in pratica. Chi cerca di avere questa regola di vita si deve scontrare con la tentazione di giudicare gli altri e con quella di non estendere il perdono oltre certi limiti e oltre certe misure, perché, altrimenti, si rimane in qualche modo “fregati”. Parole che, da un lato allargano il cuore, dall’altro, invece ci fanno sentire le difficoltà, i pesi, i blocchi di fronte a testi che davvero mettono in crisi la nostra vita, se li accogliamo nella loro dirompente forza.

Per noi

Credo che, sostenuti da questi testi biblici, possiamo entrare nel vivo di questa meditazione. Da un lato, infatti, come ho detto, sentiamo la lontananza dal Primo Testamento, dall’altro avvertiamo il fascino delle parole del Signore ma anche tutta la difficoltà del viverle, del prenderle sul serio, del lasciare che scavino nel profondo del cuore di ciascuno.

  • Come ci comportiamo su questi temi?
  • Cosa pensiamo sul rispetto delle altre religioni senza però cadere nel sincretismo?
  • Come intendiamo il perdono cristiano?

Credo che siano provocazioni da non sottovalutare.

Intanto penso che tutti siamo invitati a guardare alle altre culture e alle altre fedi ed espressioni religiose da credenti, da cristiani, da uomini e da donne che sanno come relazionarsi con Dio, salvaguardando il proprio specifico compito. Questo non sempre avviene. Il pretesto è quello della valorizzazione della fede degli altri, il pretesto è quello di non giudicare nessuno, di essere sempre corretti e formali in ogni cosa della vita. Personalmente rimango sempre molto male quando sento di persone che valorizzano, per esempio, la meditazione orientale, i detti del tal maestro, le pratiche della tal religione, portate come esempio di grande esperienza di pace interiore… e mi domando: ma queste persone conoscevano davvero il valore della meditazione cristiana? Hanno provato a scoprire davvero il valore della pace interiore che si prova dinanzi al Santissimo Sacramento? Hanno imparato a valorizzare la Parola del Signore, prima di ogni altra? Ho così l’impressione che tutti coloro che si rifugiano in qualcosa di questo genere dicano del loro gran bisogno di sacro, ma sappiano molto poco di cristianesimo e si siano cimentati molto poco nel sapere come approfondire la propria fede.

Un atteggiamento più prudente sarebbe certamente quello di chi volesse anzitutto approfondire la propria fede, per poi conoscere certo anche le altre esperienze religiose, rilette alla luce della pienezza della rivelazione che è Gesù Cristo. Se facessimo davvero così forse saremmo più formati, avremmo una fede più forte, non ci lasceremmo disturbare da tante esperienze che possono anche essere buone, ma sono lontane dallo Spirito di Dio! Accettiamo questa parola e proviamo a pensarci. Ne va della nostra fede, della nostra libertà, della salvezza della nostra anima!

2022-06-24T22:23:13+02:00