Giovedì 01 setembre

Settimana della domenica che recede il martirio – giovedì

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA 1Mac 10, 1-2. 15-21
Lettura del primo libro dei Maccabei

Nell’anno centosessanta Alessandro Epìfane, figlio di Antìoco, s’imbarcò e occupò Tolemàide, dove fu ben accolto e cominciò a regnare. Quando lo seppe, il re Demetrio radunò un esercito molto grande e gli mosse contro per fargli guerra. Il re Alessandro seppe dell’ambasciata che Demetrio aveva mandato a Giònata; gli narrarono anche le battaglie e gli atti di valore che egli e i suoi fratelli avevano compiuto e le fatiche sopportate. Allora disse: «Troveremo un altro come lui? Facciamocelo amico e nostro alleato». Scrisse e spedì a lui questa lettera: «Il re Alessandro al fratello Giònata, salute! Abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re – gli aveva inviato anche la porpora e la corona d’oro – perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi». Giònata indossò le vesti sacre nel settimo mese dell’anno centosessanta, nella festa delle Capanne, arruolò soldati e fece preparare molte armi.

SALMO Sal 30 (31)

In te, Signore, mi sono rifugiato.

Tendi a me il tuo orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi. R

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Tu hai in odio chi serve idoli falsi,
io invece confido nel Signore. R

Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le angosce della mia vita;
non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai posto i miei piedi in un luogo spazioso. R

VANGELO Mt 11, 7b. 11-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Vangelo

Continua la narrazione delle predicazioni di Gesù sulla figura di Giovanni il Battista e, oggi, sentiamo questa parola molto difficile: “il regno di Dio subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono”. Cosa intende dire Gesù? Come vanno interpretate queste parole?

Il primo riferimento è, ancora una volta, a San Giovanni Battista. Egli è un uomo di Dio, un uomo del regno, un predicatore della Parola di Dio. Abbiamo visto come il re Erode ha voluto ucciderlo, come ha fermato la sua predicazione, come lo ha trattato con violenza. Il riferimento più facile e scontato è, dunque, alla vicenda di Giovanni.

Gesù però sta pensando anche ad altri profeti antichi, così ricorda che sempre gli uomini di Dio hanno dovuto sopportare difficoltà di ogni genere e sono stati provati con ogni genere di prove. È così che molti potenti della terra, lungo il corso dei secoli, hanno voluto impadronirsi del regno di Dio e mettere a tacere ogni voce di Dio.

Gesù, però, pensa anche a sé stesso. Sa già quale sarà la sua fine. Sa bene che la stessa sorte toccherà anche a Lui. Sa bene che metteranno le mani su di Lui, cercando di togliere di mezzo qualsiasi riferimento a Dio e al suo regno.

Le parole di Gesù, infine, divengono profezia e racchiudono i nomi di tutti coloro che si sono dedicati alla predicazione ed hanno subito violenza. Gesù si sta riferendo, quindi, a tutti i martiri di tutti i tempi, ricordando che sarà così fino al suo ritorno, fino alla fine del mondo. Il “Regno di Dio” susciterà sempre opposizione e avversione perché non sarà accolto da tutti.

Maccabei

Così capiamo bene anche i Maccabei, che fanno parte di una vicenda e di una storia che è storia di violenza. Non ci stupiamo più di tanto, perché dobbiamo rileggere le cose con il criterio del tempo nel quale sono accadute. Così non ci stupisce sapere che un sommo sacerdote venga indicato da un re, cosa che, ovviamente, non compete a lui, e nemmeno che un sommo sacerdote prenda le armi e raduni il suo esercito per una lotta armata. Capiamo bene che siamo nella logica che il Vangelo ci ha spiegato. Logica che non comprenderemo mai fino in fondo ma che vediamo ben presente nella storia della salvezza e anche in quella del nostro mondo.

Per noi

Così ci chiediamo:

  • Sappiamo rileggere queste parole alla luce di quello che vediamo nel nostro mondo?

Vediamo, infatti, come ci siano molte persone buone, che accolgono il Regno di Dio, cioè la persona del Signore nelle loro vite, cercano di vivere il Vangelo, cercano di edificare la Chiesa. Ma vediamo anche esattamente l’opposto, cioè vediamo persone che non accolgono Cristo, non accolgono il Vangelo, non desiderano affatto edificare la Chiesa anzi, al contrario, la distruggono con quello che fanno. Comprendiamo che questo è nella logica nella quale il Regno di Dio, da sempre, cammina nella storia. Il regno di Dio, cioè tutto ciò che riguarda la fede, tutto ciò che riguarda gli uomini di Dio ed anche tutto ciò che riguarda la Chiesa, non si impone, ma entra nella storia pian piano, passando anche attraverso le violenze che subisce. Il credente dovrebbe sapere tutto questo e, quando si realizzano questi fatti, certo il credente soffre, ma non dispera. Egli sa che tutto è nella logica prevista dal Signore. È questa la logica che, però, noi facciamo fatica ad accettare e, bene o male, ricorriamo anche noi alla logica dei Maccabei, la logica del calcolo, la logica dell’opposizione, la logica nella quale si continua a mettere, in qualche modo, anche al di là della propria intenzione, violenza.

Chiediamo, oggi, al Signore, di uscire da questa logica e di saper entrare nella logica del regno di Dio, che è la logica delle beatitudini, la logica del seme che cade nella terra senza fare rumore per morire e per dare molto frutto. Chiediamo tutto questo per intercessione della Vergine Maria, sostegno dei martiri, compagna fedele del cammino di tutti coloro che hanno subito violenze per il nome di suo figlio e per il suo Vangelo.

2022-08-24T18:32:56+02:00