Settimana della 2 domenica di Pasqua – Venerdì
La spiritualità di questo giorno
Mentre ci dirigiamo verso la fine della settimana, vogliamo ricordare Sant’Atanasio, che invochiamo mentre siamo in questa vigilia della festa di Santa Croce.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 5, 1-11
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Un uomo di nome Anania, con sua moglie Saffìra, vendette un terreno e, tenuta per sé, d’accordo con la moglie, una parte del ricavato, consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e l’importo della vendita non era forse a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest’azione? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio». All’udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. Un grande timore si diffuse in tutti quelli che ascoltavano. Si alzarono allora i giovani, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono. Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò sua moglie, ignara dell’accaduto. Pietro le chiese: «Dimmi: è a questo prezzo che avete venduto il campo?». Ed ella rispose: «Sì, a questo prezzo». Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per mettere alla prova lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta quelli che hanno seppellito tuo marito: porteranno via anche te». Ella all’istante cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta, la portarono fuori e la seppellirono accanto a suo marito. Un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in tutti quelli che venivano a sapere queste cose.
SALMO Sal 32 (33)
Il Signore ama il diritto e la giustizia.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R
VANGELO Gv 3, 22-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Atti
Abbiamo già commentato altre volte questo episodio piuttosto curioso di Anania e Saffira che è conseguente alla narrazione di ieri sul tema della comunione dei beni nella comunità. Con questo episodio si capisce ancora meglio che il centro della narrazione, ovvero dell’insegnamento degli Atti degli Apostoli, non è la comunione dei beni in sé, ma è la verità dentro la comunità. Anania e Saffira avrebbero potuto fare ciò che desideravano dei loro beni. Non erano tenuti a condividere l’incasso della vendita del loro terreno. Quello che viene stigmatizzato, invece, il loro modo di fare, che è menzognero. Essi dichiarano alla comunità il falso, irridono la comunità cristiana, pensano di poter agire come meglio credono anche ingannando chi fa parte della stessa comunità. È proprio questo che Pietro non sopporta. Chi è diventato cristiano deve avere un comportamento di rispetto per la comunità che lo ha accolto e che lo accompagna. Mentire nei confronti della comunità è non avere rispetto per la Chiesa e, quindi, per il Signore stesso. In breve: si può vivere con lo stile di vita che si desidera, ma chi con il Battesimo entra a far parte di una comunità cristiana, è chiamato a benedire la sua comunità, ad edificarla con il suo esempio, a sostenerla perché partecipe della sua vita.
Vangelo
L’atteggiamento opposto, ovvero un atteggiamento di sincerità, è quello proposto dal Vangelo. Ancora una volta siamo messi in comunione con l’atteggiamento di Giovanni il Battista che, interrogato, dice bene quale sia la sua identità e quale quella di Colui che occorre attendere, ovvero del Messia, Cristo Signore. Giovanni non inganna nessuno, non approfitta della sua autorità per accaparrarsi diritti, non utilizza del suo grande ascendente per ottenere favori personali. Piuttosto egli si rimette davanti alla sua comunità, alla comunità di chi lo segue e a tutti, con profonda sincerità, richiama quale sia la verità da seguire in vista della conoscenza di Dio. Giovanni ama la comunità che si raduna nel deserto, la serve, la nutre con la sua parola, non si approfitta mai di essa.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Ci sentiamo partecipi della vita della comunità?
- Come edifichiamo la comunità di cui facciamo parte?
Il discorso per noi è estremamente diverso. Noi non avvertiamo né l’importanza dell’appartenenza ad una comunità nel senso che ci è stato proposto dagli Atti degli Apostoli, né ci sentiamo responsabili della sua edificazione. Ben vengano le parole che abbiamo ascoltato, perché esse ci parlano di una verità che è da sempre. Da sempre il battezzato edifica la sua comunità o la distrugge con il suo cattivo esempio. Da sempre chi ha ricevuto il Santo Battesimo è chiamato ad essere responsabile della comunità di cui fa parte, perché riconosce la sua maternità e la sua importanza. La maternità perché nessuno viene alla fede da solo. Si è generati alla fede da una comunità, si è istruiti nella fede in una comunità, si cammina dentro una comunità. Comunità che può anche avere mille difetti, ma è pur sempre Chiesa di Dio. Ecco perché nessuno può disporre della comunità dei credenti a suo piacimento. Tutto, nella Chiesa, è di Dio. Ecco perché occorre essere sempre attenti, disponibili, docili a seguire quell’insegnamento del Signore che rende bello lo stare insieme e la stessa vita comune.
Anche sant’Atanasio è stato un grande edificatore della Chiesa. Con il suo esempio e con la sua dottrina egli ha cercato di promuovere l’unità ecclesiale e di edificare il corpo di Cristo così come poteva e riusciva con le sue capacità. Il servizio alla verità si vive anche così: riflettendo, esponendo la dottrina della Chiesa con chiarezza, confutando le eresie. Sant’Atanasio ha fatto tutto questo solo per amore della Chiesa e di Dio. Chiediamo anche noi di essere animati dal medesimo amore, per riuscire a vivere bene il nostro incontro con Dio, autore della fede, roccia su cui si fonda la comunità dei credenti.
Esercizio per questo giorno di gioia
Chiedo a Sant’Atanasio di intercedere per noi e per la nostra Chiesa.