Settimana dopo Pentecoste – venerdì
La spiritualità di questo giorno
Confidare sempre in Dio.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ez 11, 14. 17-20
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Riferisci: Così dice il Signore Dio: Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò dalle terre in cui siete stati dispersi e vi darò la terra d’Israele. Essi vi entreranno e vi elimineranno tutti i suoi idoli e tutti i suoi abomini. Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra, darò loro un cuore di carne, perché seguano le mie leggi, osservino le mie norme e le mettano in pratica: saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio».
SALMO Sal 50 (51)
Non privarmi, Signore, del tuo santo spirito.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R
Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocausto e l’intera oblazione;
allora immoleranno vittime sopra il tuo altare. R
VANGELO Mt 10, 18-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
Ezechiele
Anche oggi i due testi biblici sono proprio in antitesi uno con l’altro. Il profeta Ezechiele ci ha donato uno dei suoi brani più belli e più famosi: la promessa di Dio di infondere nuovamente il suo Spirito su ogni credente. Spirito che produce unione, ritorno dalla condizione di esilio, ricostituzione del “popolo santo” che è la presenza di Dio nella storia. Un testo che infonde grande consolazione e che invita a pregare perché presto avvenga tutto questo.
Vangelo
Il Vangelo, invece, ci offriva parole molto difficili di Gesù. Parole che fanno pensare direttamente al tempo della persecuzione, al tempo della dispersione, al tempo in cui viene distrutto tutto ciò che appartiene a Dio. È il tempo delle tenebre, è il tempo della solitudine, è il tempo della disfatta.
Per il nostro cammino di fede
Perché riceviamo questi due testi così difficili? Che senso hanno riletti in questa settimana dopo la Pentecoste e dopo la memoria di Maria Madre della Chiesa?
Il valore di questi testi è altamente pedagogico. Essi intendono insegnare che il tempo di attesa per il ritorno del Signore, è vario. Ci sono tempi come quelli preconizzati dal Signore, ovvero tempi di persecuzione, tempi in cui manca la libertà religiosa e la possibilità di manifestare apertamente la propria speranza. Tempi in cui la Chiesa perde il suo fascino, in cui i credenti si assottigliano, nel senso numerico. Tempi nei quali i giovani non prendono più in considerazione l’idea della fede. Al contrario ci sono tempi in cui la Chiesa si espande, tempi nei quali sembra davvero che ci sia uno Spirito nuovo che soffia, che crea, che richiama, che edifica.
In che tempo siamo? Siamo, da tempo, nella prima fase descritta. La fase delle chiese che si svuotano, la fase dei giovani che non avvertono più il bisogno di Dio, la fase della fede che perde il suo mordente. In alcuni Paesi siamo anche nella fase per cui non è possibile manifestare la propria fede. I tempi cambiano sempre e si rincorrono l’uno con l’altro. Così è già stato in epoche passate. Se andiamo un poco a studiare il fenomeno vediamo che i tempi di crisi della fede sono anche tempi di crisi politica e culturale e sono anche tempi nei quali viene meno quell’incremento demografico che rende bella e forte ogni società. Siamo proprio noi in questo momento! Cosa fare? Ecco il senso della prima lettura. Coltivare la speranza, non perdere la fede, continuare ad invocare il Signore perché il suo Spirito rinnovatore non cessi di soffiare. Questo è il tempo nel quale mantenere viva la fede che abbiamo, continuare a offrire i segni di una presenza. È il tempo in cui continuare a scommettere sui giovani, il tempo nel quale continuare ad edificare alla fede chi viene dopo di noi. È il tempo in cui scommettere sul futuro! Non deve essere il tempo della ritirata senza freni, il tempo in cui non si osa più sperare, il tempo in cui diventa più facile chiudere tutto. Il senso del tempo della Pentecoste è proprio questo: dirci che il Signore è presente. È presente accanto a noi, è presente nelle nostre opere, è presente in quello che facciamo, è presente e infonde coraggio! È proprio perché forti di questa presenza che noi possiamo continuare a compiere tutti quei segni di speranza di cui ho brevemente parlato. Credo che il nostro compito, oggi, sia proprio quello di supplicare la vergine Maria, Madre della Chiesa, perché ci aiuti a non perdere questa speranza. A lei, che è la madre della speranza, chiediamo proprio questo dono. A lei che ci è vicina specie nei momenti più difficili, chiediamo di intercedere perché possiamo avere nuova forza e nuovo slancio. I tempi sono sempre nelle mani di Dio; all’uomo non è mai concesso di dubitare. Per questo, con fiducia e con tenacia andiamo avanti! Lo Spirito di Dio, che è sempre Spirito creatore, aprirà quelle vie che potranno continuare a portare gli uomini a Cristo e, attraverso di Lui che è la via, la verità e la vita, a Dio!
Intenzioni di preghiera
Preghiamo per non essere mai sfiduciati.
Preghiamo perché lo Spirito di Dio continui a soffiare sul mondo, sulla Chiesa, sull’uomo!
Preghiamo perché sappiamo credere, anche quando i segni ci portano a dubitare e a chiuderci in noi stessi.