Mercoledì 02 settembre

Settimana della 1 domenica dopo il martirio – Mercoledì

Vangelo

Lc 16,9-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».

Continua la serie di raccomandazioni per avere salva la vita. Quella di oggi è certamente il culmine di questo capitolo 16 del Vangelo di Luca, specie nella sua parte finale: “non potete servire Dio e la ricchezza”. Sono molti i brani del Vangelo che vengono dedicati a questo tema, in realtà per insegnare una cosa sola. Quando il cuore dell’uomo si attacca al denaro, quando il cuore dell’uomo confida nella ricchezza accumulabile, quantificabile, finanziariamente percepibile, si smette di confidare in Dio. Dio, infatti, trova posto nel cuore di chi lo ricerca con cuore sincero, nel cuore di chi ama senza condizioni, nel cuore di chi si fida. Chi, al contrario, pone la fiducia nelle cose, chi vive nella logica dell’accumulo e del possesso, non può lasciare spazio a Dio. Il cuore pieno di queste cose non può, al contempo, essere colmo anche di Dio.

1 Petri

1Pt 1,22 – 2,3
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché «ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno». E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato. Allontanate dunque ogni genere di cattiveria e di frode, ipocrisie, gelosie e ogni maldicenza. Come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore.

Così come continuano gli insegnamenti di San Pietro.

Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità…”, sono parole che ci riportano al Vangelo. Essere obbedienti alla verità indica proprio il desiderio di essere colmi di Dio. Purificare il cuore non è solo un atteggiamento penitenziale da fare proprio: occorre anche riempirsi di amore per la verità, ovvero di amore per Dio. È questo che salva l’anima.

Amatevi come fratelli sinceramente, di vero cuore, rigenerati per mezzo della Parola di Dio”. È la seconda indicazione che oggi Pietro ci fornisce. È difficile amare l’altro di vero amore, come si dovrebbe amare un fratello. Pietro lo sa. Anche lui ha vissuto questa fatica e anche lui è passato attraverso il problema del confronto con gli altri, delle invidie, delle ripicche… Per questo diceva che occorre rigenerarci continuamente ma per fare questo non basta la sola buona volontà, occorre attingere a quel tesoro senza fine che è la Parola di Dio. È da questo inesauribile tesoro che viene all’uomo ogni bene e ogni capacità di rigenerazione.

Allontanate ogni genere di cattiveria, gelosia, frode…”. Per completare, poi, la rigenerazione del cuore, occorre anche l’impegno della volontà per distogliere il cuore da tutte quelle cose che portano lontano da Dio. Ecco l’amore per la verità che diventa impegno per la giustizia. Pietro aveva sentito più volte il Signore predicare su questo tema ed ecco che condensa questa predicazione in queste parole di sapienza, che attingono alla tradizione cristiana più profonda.

San Pietro, poi, concludeva la lettura ricordandoci che ci deve essere una tensione continua a queste cose, perché solo nell’esercizio della libertà che diventa lavoro continuo per la ricerca del bene, si vince la forza di tutto ciò che allontana dal Signore. È solo nella fedeltà all’ascolto della scrittura e alla pratica del testo biblico che si riesce a vincere ogni fascino del male.

Per noi.

  • Qual è il mio rapporto con le cose e in particolare con la ricchezza?
  • Sono costantemente richiamato alla bellezza dell’insegnamento della Parola di Dio per distogliermi da tutte le cose che rischiano di portarmi lontano da Lui?

Credo proprio che questa sia la forza da chiedere per ciascuno di noi: la forza che viene solo da quel quotidiano attaccarci alla rivelazione per vincere quelle cattive abitudini e propensioni che rischiano di portarci lontano dal Signore.

È questa la grazia che chiediamo e alla quale vogliamo anelare per continuare ad attaccarci alla Parola di Dio che genera in noi frutti di vita eterna.

2020-08-30T23:00:54+02:00