venerdì 02 dicembre

Settimana della 3 domenica di Avvento – venerdì 

La spiritualità di Avvento per questo giorno

Continuiamo a lasciarci provocare dalle requisitorie dei profeti. Credo che ci facciano bene e ci spronino per il nostro cammino!

La Parola di Dio per questo giorno

GEREMIA 7, 1. 21-28
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: «Dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Aggiungete pure i vostri olocausti ai vostri sacrifici e mangiatene la carne! Io però non parlai né diedi ordini sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dalla terra d’Egitto, ma ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”. Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle. Da quando i vostri padri sono usciti dall’Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri. Dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio, né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca».

SALMO Sal 84 (85)

Manda, Signore, il tuo messaggero di pace.

Ritorna a noi, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.
Forse per sempre sarai adirato con noi,
di generazione in generazione riverserai la tua ira? R

Non tornerai tu a ridarci la vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza. R

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia. R

PROFETI Zc 8, 18-23
Lettura del profeta Zaccaria

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore degli eserciti: «Così dice il Signore degli eserciti: Il digiuno del quarto, quinto, settimo e decimo mese si cambierà per la casa di Giuda in gioia, in giubilo e in giorni di festa, purché amiate la verità e la pace. Così dice il Signore degli eserciti: Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno e si diranno l’un l’altro: “Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti. Anch’io voglio venire”. Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a cercare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore. Così dice il Signore degli eserciti: In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”».

VANGELO Mt 17, 10-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Geremia

Le parole del profeta Geremia fanno seguito a quelle di ieri. Se ieri abbiamo sentito una requisitoria contro una falsa idea di fede, oggi sentiamo parole che sono contro una falsa idea di culto. C’è chi pensa che la fede consista solo nell’offrire molti sacrifici di animali, come era in uso al tempo del profeta. Geremia, però, propone un’altra idea di culto, che non è quella dell’offerta rituale senza cuore, senza adesione, ma si rifà all’Esodo: “Ascoltate la mia voce…. Camminate per le mie vie… perché siate felici”. Vera azione di culto non è l’offerta di sacrifici, ma l’ascolto della Parola del Signore e la pratica della Parola del Signore. Questo conduce alla felicità. Non certo l’offerta, magari anche di animali costosi, ma senza cuore. Il profeta rincara la dose quando dice al popolo di Israele che sono “un popolo dalla dura cervice”, un popolo che non ascolta, lasciando così capire anche che mentre essi si ritengono i più vicini a Dio, di fatto sono i più lontani. Il tema è costante nella predicazione del profeta e diventa quasi un filo conduttore di tutta la sua opera. Parola che valica i tempi e, nella sua crudezza, giunge fino a noi.

Zaccaria

Il profeta Zaccaria vede, quasi sogna il tempo in cui Israele, avendo ascoltato il richiamo dei profeti, tra cui Geremia, cambia completamente modo di vivere la fede. Così il digiuno non sarà più la pratica penitenziale per ostentare quanto si è bravi, ma diventerà occasione per ascoltare ancora più profondamente la parola di salvezza che redime. Questo permetterà ad Israele di salire con gioia a Gerusalemme, per vivere un culto non esteriore, non fatto di offerte a Dio dalle quali si pretende di avere salvezza, ma di ascolto umile, docile della Parola del Signore che traccia un cammino per tutti. È per questo che anche i non ebrei verranno per imitare il comportamento dei figli di Israele, dice il profeta, realizzando quella fratellanza universale che porterà ciascuno a sentirsi figlio di Dio. Sarà contagiosa la gioia del credere, diceva Zaccaria, intravvedendo un tempo diverso da quello vissuto fino ad ora. È, appunto, il tempo in cui il Messia risveglierà la fede in tutti gli uomini.

Vangelo

Il Vangelo mette al centro di tutto il profeta Elia. Un uomo, un segno. Elia era stato il più grande dei profeti del Primo Testamento e, come anche noi sappiamo, non era morto. Era stato “rapito” verso il cielo da un carro di fuoco, come dice il libro dei Re. Per questo egli era diventato un simbolo. Un segno. Al ritorno di Elia, il mondo si sarebbe avviato alla sua fine. La gente crede profondamente a questa verità. Gesù dice chiaramente che Elia è, in un certo senso, già tornato. Non fisicamente, ma nell’opera di Giovanni il Battista. Come Elia aveva rimproverato con la sua parola gli uomini del suo tempo, così Giovanni il Battista, che con la sua parola provocatoria e con il suo modo di fare burbero, ha cercato di riportare i cuori dei figli di Israele verso Dio. Certo, alcuni lo hanno ascoltato e seguito, ma i più no. I più hanno proprio rifiutato la sua parola, la sua azione, i suoi richiami e, per questo, Giovanni è morto martire. Gesù si riallaccia direttamente alla predicazione del Battista. Come la parola di Giovanni è stata un fuoco, così lo è anche la sua. Eppure molte sono le coscienze dove non penetra, dove non diventa luce. Gesù richiama quindi a questa verità perché tutti possano scoprire a cosa Dio chiama l’uomo.

Il nostro cammino alla luce di queste immagini

Il richiamo del profeta vale anche per noi. Anche in molti uomini di oggi si è diffuso il sentire comune per cui la fede è andare qualche volta a Messa, una sorta di “tassa” da pagare. Però quando uno vuole! Decisamente in linea con quello che diceva il profeta è l’atteggiamento di chi vorrebbe cavarsela proprio e solo con qualche offerta economica. Preparo una busta, faccio un’elemosina generosa… così pensa molta gente che, poi, crede quasi di poter avere Dio a sua disposizione per il gesto fatto. Senza comprendere che la carità è gratuita, che Dio non si compra, che Dio non è debitore dell’uomo per qualche elemosina fatta!

Altri credenti credono poi davvero che la fede non sia per niente un ascolto umile, fiducioso, onesto della Parola di Dio e che basti, in fondo, qualche comportamento messo in atto magari anche in modo meccanico.

Noi non dovremmo correre questo rischio, anche perché riceviamo la stessa parola di Giovanni alla quale faceva riferimento Gesù: è la parola che ascoltiamo nelle domeniche di Avvento. Eppure non siamo salvi automaticamente! Anche a noi non è risparmiata questa fatica. Il cammino di Avvento, con queste belle immagini, con queste forti visioni dei profeti deve arrivare a scuotere anche noi, altrimenti ascoltiamo invano questa Parola di Dio!

Intenzioni di preghiera

Preghiamo per noi tutti, perché possiamo davvero lasciarci scuotere da questa Parola, senza annacquarla, senza sminuirla, senza renderla morbida. Chiediamo al Signore di accettare tutte le provocazioni che Egli ci rivolge. Chiediamo al Signore di fare davvero in modo che il nostro cammino non sia mai qualcosa di meccanico, di tradizionale, ma sia sempre fonte di novità per il bene della nostra anima.

Preghiamo perché ci siano profeti tra noi, preghiamo perché ci siano uomini, donne dello Spirito tra noi che sappiano davvero operare per il bene della Chiesa e degli uomini; chiediamo che ci siano sempre persone che sanno inquietare il cammino degli uomini, per evitare che gli uomini si lascino andare e, alla fine, si siedano. Chiediamo questa grazia per la Chiesa tutta.

Chiediamo al Signore anche di saper valorizzare alcuni segni, tra i quali il digiuno, non perché siano riti da offrire a Dio quasi per ottenere qualcosa, ma perché siano segni che l’anima è davvero desta e pronta al cammino.

2023-02-03T17:54:58+01:00