sabato 03 dicembre

Settimana della 3 domenica di Avvento – sabato

La spiritualità di Avvento per questo giorno

Chiudiamo questa settimana nella quale, attraverso le immagini e le dure parole dei profeti, abbiamo cercato di capire cosa significhi rinnovarci incessantemente per capire “cosa il Signore ha fatto di noi”.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Ger 9, 22-23
Lettura del profeta Geremia

Così dice il Signore: «Non si vanti il sapiente della sua sapienza, non si vanti il forte della sua forza, non si vanti il ricco della sua ricchezza. Ma chi vuol vantarsi, si vanti di avere senno e di conoscere me, perché io sono il Signore che pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra, e di queste cose mi compiaccio. Oracolo del Signore».

SALMO Sal 84 (85)

Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. R

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. R

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. R

EPISTOLA Eb 3, 1-6
Lettera agli Ebrei

Fratelli santi, voi che siete partecipi di una vocazione celeste, prestate attenzione a Gesù, l’apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo, il quale è degno di fede per colui che l’ha costituito tale, come lo fu anche Mosè in tutta la sua casa. Ma, in confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di una gloria tanto maggiore quanto l’onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu degno di fede in tutta la sua casa come servitore, per dare testimonianza di ciò che doveva essere annunciato più tardi. Cristo, invece, lo fu come figlio, posto sopra la sua casa. E la sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo.

VANGELO Mt 18, 21-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Geremia

Geremia aveva parole semplici oggi! “Non si vanti il forte della sua fortezza, non si vanti il ricco della sua ricchezza, non si vanti il sapiente della sua sapienza…”. Ovviamente le parole sono rivolte a chi si vanta di essere sapiente, ricco o forte. Persone che il profeta incontrava abitualmente e alle quali consiglia un diverso modo di fare, un diverso modo di vivere. Perché né la ricchezza, né la sapienza, né la fortezza sono cose grandi in sé. Lo diventano se sono rilette alla luce del mistero di Dio e se diventano occasioni per beneficare il prossimo. Si può aiutare il prossimo con la propria scienza, si può aiutare il prossimo con la propria fortezza, si può, ovviamente, aiutare il prossimo con la propria ricchezza. Tutto dipende da cosa uno ha nel cuore. Se questi atteggiamenti ispirano chiusura, si giungerà alla solitudine. Se ispirano servizio, benevolenza, attenzione all’altro, condurranno a Dio.

Ebrei

La lettura più bella di oggi, a mio avviso, è l’epistola. L’autore della lettera gli Ebrei, infatti, ricordava che “sua casa siamo noi”. È la logica conclusione del ragionamento che stava proponendo. Non si è casa di Dio solo se si professa la fede a parole. Non si è casa di Dio solo se si afferma di appartenere al suo popolo, come pretendevano di fare gli antichi ebrei riferendosi a Mosè. Si è casa di Dio quando si diventa servitori nella testimonianza. Si è casa di Dio quando si è fedeli discepoli del Signore. Si è casa di Dio quando non si giudica mai nessun passo di fede come una meta sufficiente, ma si rimanda sempre un passo più in là cercando l’adesione sempre più perfetta a Cristo. A queste condizioni si è “casa di Dio”, senza sentirsi superiori a nessuno, proprio perché, come Cristo, si diventa servitori della gioia degli altri.

Vangelo

Si è casa di Dio, potremmo proseguire a dire rileggendo il Vangelo, quando si perdona. Il perdono gratuito, generoso è sempre ciò che aiuta un uomo ad essere casa di Dio. Quando un uomo è capace di perdonare, diventa casa di Dio. Come insegna la parabola del Signore. I due servi sono debitori di due cifre differentissime tra loro: una è pari al salario di qualche giornata di lavoro, l’altra sarebbe come un conto da milioni di euro. Tra le due realtà non c’è proporzione. Eppure chi è stato beneficato per molto, non è poi capace di condonare poco. Così, ci dice il Signore, è per la realtà del perdono. Ognuno di noi viene perdonato da Dio. Magari per cose grandi, magari per cose piccole. Ma sempre, in moltissime occasioni, tutti abbiamo percepito il valore del perdono di Dio sulle nostre vite. Eppure, ci ricorda il Signore, a volte siamo proprio noi quelli che non sanno perdonare gli altri per cose di poco conto, per cose infinitamente inferiori rispetto a quelle per le quali noi abbiamo chiesto perdono. Questo non è l’atteggiamento di fede che il Signore si aspetta. Il Signore chiede ben altro, e cioè una grande capacità di perdono che deve nascere sempre e solo dal considerare quanto noi siamo stati e siamo sempre bisognosi di perdono da parte di Dio.

Il nostro cammino alla luce di queste immagini

Il bello della spiritualità di questo giorno consiste proprio in questo richiamo ad essere “casa” del Signore. Credo che, avvicinandosi il Natale, tutti percepiamo il valore del sentirci casa per qualcuno. Oppure desideriamo anche noi ricongiungerci a qualche nostro caro per sentire il calore dell’affetto in una festa che, per sé stessa, richiede questo. Potremmo utilizzare quello che umanamente sentiamo per vivere meglio il nostro cammino di fede. Potremmo chiederci: ma noi, che cerchiamo di sentirci a casa in molte occasioni della vita, siamo casa per Dio? Lo siamo se perdoniamo. Lo siamo se cerchiamo la comunione, la concordia, il diritto, la verità, la pace… L’elenco potrebbe anche essere lungo e ciascuno di noi potrebbe aggiungere alcune realtà, a seconda anche del cammino di fede che stiamo percorrendo e degli stimoli che riceviamo. Al di là di questo ricordiamoci che siamo e saremo casa di Dio quanto più perdoneremo, quanto più cercheremo di essere attenti al nostro modo concreto di vivere la nostra fede. Avendo iniziato il mese di dicembre, credo che, per tutti, il desiderio di prepararci bene al Natale debba essere più che mai urgente.

Intenzioni di preghiera

Preghiamo per noi, perché ciascuno possa davvero sentirsi casa di Dio. Preghiamo per suscitare in noi tutte quelle dinamiche che ci portano ad essere casa per il Signore; chiediamo la forza dello Spirito per trasformarci in casa di Dio.

Preghiamo per tutti coloro che non si sentono casa di Dio, per tutti coloro che non desiderano che la propria anima lo sia. Chiediamo, per loro, al Signore una forte esperienza del suo amore, che accenda il desiderio di una testimonianza e di un cammino.

Preghiamo per la Chiesa perché il Natale sia occasione per vivere bene l’annuncio della misericordia di Dio.

2023-02-03T17:54:54+01:00