Mercoledì 03 novembre

Settimana della 2 domenica dopo la dedicazione – Mercoledì

Vangelo

Gv 8, 12-19
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

Siamo in una settimana molto particolare, che vogliamo dedicare all’ottava dei morti. Il culto delle persone a noi care è importantissimo anche per noi e non solo nelle società e religioni antiche. Ecco perché anche la liturgia, in questi giorni, ci aiuterà a ripensare alle nostre persone care e a ricordarle nella preghiera.

Il tema fondamentale di oggi è il tema del giudizio. Cosa dice a proposito di questo tema il Signore Gesù? Gesù ricorda che la sua venuta è stata tutta un rendere testimonianza al Padre, così come il Padre si augura di vedere nei suoi figli, uomini, donne che sanno rendere testimonianza alla propria fede e che sanno essere veri credenti. Più volte nel Vangelo Gesù dice di non voler giudicare nessuno ma, piuttosto, di voler dare ad ogni anima la possibilità di tornare al Padre. Il tempo che è ogni vita è il tempo per sperimentare la pazienza di Dio. Il Dio paziente chiede ad ogni uomo e ad ogni donna di impegnarsi per riconoscere il mistero da cui abbiamo l’esistenza e ogni altro bene per essere, nel giorno del giudizio universale, accolti presso di Lui.

Apocalisse

Ap 11, 15-19
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano: «Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli». Allora i ventiquattro anziani, seduti sui loro seggi al cospetto di Dio, si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo: «Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che sei e che eri, perché hai preso in mano la tua grande potenza e hai instaurato il tuo regno. Le genti fremettero, ma è giunta la tua ira, il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi, i profeti, e ai santi, e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di annientare coloro che distruggono la terra». Allora si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.

Questo è il tema trattato dall’Apocalisse. Nella visione che ci veniva proposta, Giovanni ci trasmetteva la sua fede cristiana sull’ultimo giudizio. Nell’ultimo giudizio brilla la misericordia di Dio davanti ad ogni uomo che si presenta a Lui con le opere compiute in base alla sua fede. Se il tempo della vita terrena è il tempo dell’assenza di ogni giudizio perché ad ogni libertà è possibile cambiare le proprie scelte ed è sempre possibile la conversione, il tempo del giudizio di Dio segna la definitività di quello che uno ha scelto. Il giorno del giudizio sarà il giorno in cui brilleranno le opere dei giusti, il giorno in cui emergerà la fede delle persone semplici che si sono fidate di Dio, il giorno nel quale sarà chiaro il progetto di vita che ciascuno ha seguito. La luce dei giusti che si affiancherà alla luce di Cristo risorto sarà ineguagliabile. Così, nel giorno del giudizio, sarà anche palese il male che ha portato molti ad allontanarsi da Dio.  Sarà nel giorno del giudizio che sarà possibile separare totalmente il male dal bene. Sarà solo nel giorno del giudizio che avverrà quello che in terra, ora, non è possibile che avvenga. Sarà giorno di luce e di conforto dei giusti che hanno atteso quella manifestazione piena di Dio. Ancora con un simbolo, San Giovanni ci dice che “apparirà quale giorno l’arca della sua alleanza”; un segno, appunto, per dirci che tutto diventerà definitivo. L’alleanza proposta all’uomo e cercata da molti sarà ciò che consolerà l’uomo di ogni tempo: ciò in cui un tempo si è sperato, apparirà in tutto il suo splendore e in tutta la sua gloria.

Per noi

Pensiamo assai poco al giudizio universale e, per lo più, la gente non se ne cura. Anzi, credo che non siano poi pochi i cristiani che non sentono nessun richiamo per questa realtà ultima che riguarderà ogni anima. A mio avviso credo sia importante fare nostro quell’atteggiamento che il Signore ci ha raccomandato, ovvero credo sia importante cercare di tenere desta la coscienza di quel giorno per impegnarci, adesso, a compiere il bene che è alla nostra portata. Sapendo che arriverà un giorno in cui sarà definitiva la separazione del bene dal male, sapendo che ci sarà un giorno in cui brilleranno le intenzioni degli uomini, è giusto vivere questo tempo come il tempo della pazienza di Dio e approfittare del dono di grazia che ci viene concesso per vivere appieno quella via di conversione a cui tutti siamo chiamati.

  • Cosa penso del giudizio universale?
  • Come vivo questo tempo che è il tempo della pazienza di Dio per non sprecare la grazia che mi viene concessa?

Chiediamo al Signore di aiutarci a comprendere la bellezza di queste pagine bibliche, per non temere il suo giudizio e per impegnarci, ora, nel cammino di fede che è alla nostra portata.

2021-10-29T11:28:18+02:00