Sabato 04 aprile

Settimana della quinta domenica di Quaresima – sabato in traditione symboli

Vangelo

Mt 11, 25-30

Lettura del vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Il sabato che stiamo celebrando è del tutto particolare: è il sabato “in traditione symboli”, cioè il sabato nel quale Sant’Ambrogio, dopo aver curato la formazione dei catecumeni, consegnava il credo a tutti coloro che avevano compiuto l’itinerario di formazione verso il Battesimo. È, per noi, un’occasione per rileggere tutta la catechesi biblica di questi giorni santi. Partendo dal Vangelo. Gesù dice che “il suo carico è leggero”. In realtà noi non crediamo questo e, spesso, ci lasciamo ingannare dal fatto che la fede sia una realtà pesante. Sono in molti a ritenere che la fede sia anche un insieme di norme, di regole, di catenacci che imbrigliano la libertà e mortificano l’esistenza dell’uomo. In realtà credo che questa lunga catechesi quaresimale ci abbia detto assai bene che la fede è tutta una relazione con Dio! La fede è un relazionarsi al Padre, creatore e Padre, rileggendo la storia di Gesù, che illumina la nostra storia; sentendosi sempre sostenuti dalla grazia dello Spirito Santo, che santifica la vita! Confidando in Dio che perdona i peccati, apre le porte della vita eterna! Riscoprire il Battesimo, come abbiamo cercato di fare in tutti i sabati di quaresima, cercare la ragione del nostro credere, approfondendone sempre i contenuti, culmina con la professione di fede in Dio trinità di amore. Oggi è il giorno per mettersi di fronte a Dio, ringraziare per il dono della fede e continuare a costruire il nostro itinerario cristiano, percorrendo con perseveranza la via della fede.

Deuteronomio

Dt 6, 4-9

Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte».

La professione fondamentale della fede ebraica ci dice proprio questo: avere fede è seguire un solo Dio. Quel Dio che si era rivelato ai padri, quel Dio che era stato proclamato dai profeti, quel Dio che era all’origine della storia della salvezza, è il Dio di Gesù Cristo, il Dio che ama essere vicino all’uomo, il Dio che mostra tutta la sua misericordia, il Dio che ama essere fedele.

Efesini

Ef 6, 10-19

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del vangelo.

L’uomo di fede che ha riscoperto la forza e il significato autentico del suo battesimo, l’uomo che cerca di vivere alla luce della grazia che gli viene infusa con questo sacramento, vive la vita come una “lotta”. Ovvero sa che l’esistenza cristiana è una vera e propria fatica! Occorre attenzione, tempo, impegno per vivere da cristiani! Occorre pazienza nelle prove, capacità di rialzarsi dopo gli errori, amore per la verità, tensione alla giustizia, capacità di guardarsi costantemente dalle tentazioni che vengono a sconvolgere la vita. Il battezzato sa che la vita di fede richiede sempre molta preghiera, perché senza di essa, nella vita, non si fa nulla.

Ecco chi vive il Battesimo nella sua integralità e nella sua verità! Vive il Battesimo così solamente chi sa sentire la vicinanza di Dio e il suo sostegno. Questo è proprio il fine a cui ci ha condotti questo tempo di quaresima. Chiediamo, insieme, la grazia di una riscoperta sempre più grande e sempre più forte del Battesimo per vivere in maniera sempre più convincente la nostra fede.

In preghiera

Santa Trinità, dolce fonte di amore, insegnaci a vivere nella grazia e nella luce del Battesimo! Tu che sei il Dio che ama entrare in comunione con gli uomini, attiraci a te!

Il nostro battesimo sani le nostre debolezze e ci ricordi sempre che Tu sei il Dio che ama perdonare.

Il nostro battesimo infonda in noi la legge dell’amore evangelico, che dà sapore alla vita.

Il nostro battesimo ci inviti a sperare nella vita eterna, senza la quale tutto è appiattito nei giorni dell’uomo.

Santa Trinità, donaci sempre un amore grande per la chiesa, di cui facciamo parte e che siamo tutti chiamati ad edificare costantemente.

Santa Trinità dolce fonte di amore, insegnaci ad attendere con fiducia e speranza anche “sorella morte”, nella certezza di essere da te accolti, da te perdonati, da te benedetti. Così sia!

Esame di coscienza

  • Come è andata questa quinta settimana di quaresima?
  • Come vivo l’invito per entrare nella prossima settimana santa?
  • Quale proposito faccio per lasciare che questa settimana santa che inizia, mi indirizzi verso la contemplazione del sacrificio, della morte, della passione e della risurrezione di Cristo?
2020-03-29T23:12:20+02:00