Sabato 04 settembre

Settimana della domenica che precede il martirio – Sabato

Vangelo

Gv 12, 24-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Il tema di questo sabato è facilmente rintracciabile in tutte e tre le Scritture che accompagnano questo giorno: la vita nella carità.

Il principio generale è affermato dal Signore Gesù che ci ha ricordato che, ad imitazione di Lui, vero e solo chicco di grano che si immola per gli uomini, tutti siamo chiamati a donarci secondo le possibilità della vita di ciascuno di noi. Una vita che non ha il sapore della donazione autentica e generosa, infatti, è una vita “inutile”, una vita che non ha la gioia della consolazione dello spirito che prende possesso del cuore di chi si sa donare, senza riserve, agli altri.

Romani

Rm 12, 9-13
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, la carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità.

Il cuore della trattazione è, però, la bellissima e breve meditazione di San Paolo sul tema della carità.

“La carità non sia ipocrita”, ovvero non sia solamente come una maschera, come un atto di teatro. Il credente è affascinato dal bene e si attacca al bene, non è solo un uomo che compie del bene per mettere a posto la coscienza, o per farsi vedere dagli altri, o per cercare il plauso per le sue azioni. Il credente vive la carità perché sente nel cuore il richiamo della Parola di Dio che lo sprona continuamente.

Non siate pigri nel fare del bene”, la carità deve essere sollecita per tutti, sempre. Rimandare il bene che è alla nostra portata, rimandare il bene che si può fare, corrisponde ad una pigrizia interiore che spegne la capacità di bene che è nel cuore. Questo insegnamento antico era già pienamente presente nel Primo Testamento. San Paolo lo recupera e lo rivitalizza, ricordandoci che non c’è altro dono da chiedere a Dio se non questo: il dono sollecito di un cuore che sa prendere sul serio le istanze del povero.

“Condividete le necessità dei santi, siate premurosi nell’ospitalità”. Le necessità dei santi sono le necessità dei battezzati, potremmo dire noi le necessità della Chiesa. Questa condivisione si vede, poi, soprattutto nell’ospitalità, che deve sempre essere praticata nel nome del Signore.

Deuteronomio

Dt 10, 12 – 11, 1
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore, tuo Dio, se non che tu tema il Signore, tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu lo ami, che tu serva il Signore, tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, che tu osservi i comandi del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene? Ecco, al Signore, tuo Dio, appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e quanto essa contiene. Ma il Signore predilesse soltanto i tuoi padri, li amò e, dopo di loro, ha scelto fra tutti i popoli la loro discendenza, cioè voi, come avviene oggi. Circoncidete dunque il vostro cuore ostinato e non indurite più la vostra cervice; perché il Signore, vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa parzialità e non accetta regali, rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito. Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto. Temi il Signore, tuo Dio, servilo, restagli fedele e giura nel suo nome. Egli è la tua lode, egli è il tuo Dio, che ha fatto per te quelle cose grandi e tremende che i tuoi occhi hanno visto. I tuoi padri scesero in Egitto in numero di settanta persone; ora il Signore, tuo Dio, ti ha reso numeroso come le stelle del cielo. Ama dunque il Signore, tuo Dio, e osserva ogni giorno le sue prescrizioni: le sue leggi, le sue norme e i suoi comandi».

La prima lettura ci dona un ricordo storico di quello che era la “legge” di Israele. Israele teneva già in grandissima considerazione il richiamo ad un compimento non generico del bene. La “legge” di Mosè era molto precisa anche nei confronti del povero, della vedova, del forestiero. Tutti, in Israele, dovevano essere accolti e rispettati, specie i più poveri, i più bisognosi, come i lontani da casa o chi è rimasto solo. È chiaro che il primo soggetto a dover sostenere tutti i suoi membri è la famiglia. Ma quando la famiglia non c’è o quando non può sostenere in modo adeguato chi è nel bisogno, il compito ricade sul credente. La famiglia dei credenti diventa una sorta di famiglia allargata per coloro che sono in Israele. È da loro che occorre ricevere quello di cui si abbisogna. Un procedimento molto innovativo per quel tempo e una legge che non ha pari nelle leggi di altri popoli di quel tempo. Un invito a considerare in maniera ancora più forte il richiamo alla carità che il Signore Gesù porta a ciascuno di noi.

Per noi

Non credo ci siano parole più forti di quelle del Papa per richiamare il dovere dell’ospitalità, dell’accoglienza, della benevolenza nei confronti del povero, della vedova, di chiunque versi in qualsivoglia situazione di difficoltà.

Siamo all’inizio di un nuovo anno pastorale. Ufficialmente il prossimo 8 settembre, con la festa della Natività della Beata Vergine Maria, entreremo nel vivo di un nuovo anno. Domandiamo già questa grazia al Signore: la grazia di un cuore che non si impigrisca e che sappia fare del bene a tutti, senza distinzioni e senza differenze. Avere un cuore capace di compassione e di amore è la grazia più bella che possa capitare nella vita di un credente!

2021-08-20T12:39:19+02:00