martedì 04 ottobre

Settimana della 5 domenica dopo il martirio – martedì – San Francesco

Il tema del giorno

San Francesco e il Padre nostro. Vorrei rileggere con voi ciò che diceva San Francesco.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Sof 2, 3a-d; 3, 12-13a. 16a-b. 17a-b. 20a-c
Lettura del profeta Sofonia

Così dice il Signore Dio: «Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia, cercate l’umiltà. Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero. Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, Sion, il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore». In quel tempo io vi guiderò, in quel tempo vi radunerò e vi darò fama e lode fra tutti i popoli della terra».

Oppure:

LETTURA AGIOGRAFICA
Vita di san Francesco d’Assisi

Francesco nacque ad Assisi da un ricco mercante, e fu avviato all’esercizio della professione paterna. Un giorno, contro la sua abitudine, respinse un povero che gli chiedeva, per amore di Cristo, un po’ di denaro; ma subito si pentì del rifiuto, lo soccorse generosamente e promise a Dio che da quel giorno mai più avrebbe negato l’elemosina a chiunque la domandasse. Qualche tempo dopo si ammalò gravemente; e, dopo la guarigione, si dedicò con impegno ancora maggiore a opere di carità, tanto che, per seguire perfettamente il Vangelo, distribuiva ai poveri quello che aveva. Il padre, colmo d’ira, lo trascinò allora davanti al Vescovo di Assisi perché rinunziasse a ogni diritto nella proprietà familiare: Francesco, spogliatosi anche delle vesti, lasciò ogni ricchezza, affermando che da quel momento con più verità gli sarebbe consentito di ripetere: «Padre nostro, che sei nei cieli». La parola del Vangelo udita leggere un giorno: «Non procuratevi oro, né argento, né monete di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali» divenne la norma ispiratrice della sua vita. Scalzo, vestito solo di una tunica, diede inizio con dodici compagni, all’ordine dei Frati Minori, recandosi poi nel 1209 a Roma per ottenere dalla Santa Sede l’approvazione della regola. Papa Innocenzo III l’accolse con bontà e confermò oralmente la regola del suo Ordine. Così Francesco poté inviare i suoi frati a predicare il Vangelo di Cristo in tutte le parti del mondo e, bramando egli stesso di morire martire, raggiunse l’Oriente, ove fu trattato con ogni rispetto dal Sultano; ma non vedendo alcuna speranza di conversione tornò in Italia. Dopo aver provveduto il suo ordine di diverse case, si ritirò in solitudine sul monte della Verna: qui, dopo aver dato inizio a un digiuno di 40 giorni in onore di san Michele arcangelo, il giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, gli apparve un serafino recante fra le ali l’immagine del crocifisso, il quale gli impresse nelle mani, nei piedi e nel costato le stigmate delle ferite. Due anni dopo, sentendosi gravemente ammalato, volle essere trasportato nella chiesa di santa Maria degli Angeli per rendere a Dio l’ultimo soffio della vita, là dove da Dio aveva ricevuto l’impulso alla vita rinnovata. E lì, dopo aver esortato i frati alla povertà, alla mitezza, alla fede della santa Chiesa Romana, mentre recitava il salmo «Con la mia voce al Signore grido aiuto» alle parole «i giusti mi faranno corona, quando mi concederai la tua grazia» emise l’ultimo respiro. Era il 4 ottobre dell’anno 1226. Per i suoi insigni miracoli venne proclamato santo da papa Gregorio IX. Francesco, povero e umile, vero ritratto di Gesù Cristo, ha dato agli uomini disorientati e sconvolti del suo tempo esempi inesauribili di vita evangelica e ha mostrato nuove vie e audaci possibilità per riformare la vita pubblica e privata. Per questi aspetti della sua santità Pio XII lo ha proclamato patrono principale d’Italia.

SALMO Sal 56 (57)

A te, Signore, la lode, la gloria e l’onore.

Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà. R

Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore, svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora. R

Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. R

EPISTOLA Gal 6, 14-18
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio. D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

VANGELO Mt 11, 25-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

la preghiera del Santo

O santissimo Padre nostro: creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro.

Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, illuminandoli alla conoscenza, perché tu, Signore, sei luce, infiammandoli all’amore, perché tu, Signore, sei amore, ponendo la tua dimora in loro e riempiendoli di beatitudine, perché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.

Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, affinché possiamo conoscere l’ampiezza dei tuoi benefici, l’estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi.

Venga il tuo regno: perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la visione di te è senza veli,
l’amore di te è perfetto, la comunione di te è beata, il godimento di te senza fine
.

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te; con tutta l’anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore; con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell’anima e del corpo a servizio del tuo amore e non per altro; e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando nessuna offesa a nessuno.

Il nostro pane quotidiano: il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria, comprensione e reverenza dell’amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì.

E rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, per la potenza della passione del tuo Figlio diletto e per i meriti e l’intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti.

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori: e quello che non sappiamo pienamente perdonare, tu, Signore, fa’ che pienamente perdoniamo sì che, per amor tuo, amiamo veramente i nemici e devotamente intercediamo presso di tenon rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento a tutti.

E non ci indurre in tentazione: nascosta o manifesta, improvvisa o insistente.

Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro.

Per noi

Credo che anche voi, ad una sola e semplice lettura di questo testo, sappiate sentire il forte richiamo ad immergerci nel mistero di Dio. Rileggete la prima parte della preghiera di San Francesco. Credo che tutti gusterete la calma, la pace, la sapienza, l’invito alla contemplazione del mistero di Dio che provengono dalle singole frasi che San Francesco ha appuntato accanto alle espressioni del Padre nostro. Potremmo dire così: per San Francesco prega il Padre nostro con verità chi si lascia attirare da Lui, chi si lascia sprofondare nella quiete della preghiera, chi si lascia attirare dal suo Spirito che chiama il nostro spirito a riposare in Lui.

In secondo luogo credo che emerga chiaro ed evidente per tutti il riferimento cristologico che San Francesco sottolinea. Anche quando si tratta di cose umane, anche quando il Padre nostro ci fa riflettere sul modo di “rimettere i debiti” tra noi uomini, Francesco precisa ciò che deve essere fatto non per buona volontà, non per buona intenzione, ma per imitazione di Cristo. Credo che sia per tutti molto evidente come Francesco sia l’uomo sprofondato in Cristo. Nulla è suo, tutto viene dalla contemplazione di Cristo e dal vivere come Cristo. Francesco ci sta dicendo che prega il Padre nostro chi vive come Cristo, chi vuole imitare Cristo, chi si lascia attirare dall’amore di Cristo. Solo chi mette al centro della propria vita Cristo, prega con efficacia e in verità il Padre nostro.

Infine credo che sia sembrato bellissimo a tutti l’ultimo pensiero di Francesco, dove il Santo sembra dire a Dio: dove non arrivo io, arriva tu! Dove non arrivano le forze che io metto a disposizione con il mio impegno, arriva tu! Credo che sia una cosa molto consolante e bella. Francesco, uomo di preghiera intensa ed autentica, sa bene che non tutto gli è possibile. Per questo chiede a Dio aiuto, protezione, sostegno.

Intenzioni di preghiera

Come sempre cerchiamo di trovare intenzioni di preghiera.

  1. Preghiamo per imparare a contemplare. Francesco era un uomo come noi. Aveva mille cose da fare. Si muoveva, passava tra le case degli amici… come noi. Eppure aveva un’anima assolutamente contemplativa. Chiediamo, come prima grazia per questo giorno, di avere un’anima contemplativa come la sua. Chiediamo di saper contemplare il volto di Dio anche quando dobbiamo correre, anche quando ci sembra che la vita sia una serie infinita di cose da fare, anche quando non avvertiamo altro che stanchezza e peso da tutte le cose che ci troviamo a dover fare.
  2. Preghiamo per pensare a Cristo in questo giorno. Credo che sia molto bello pensare che anche noi possiamo incontrare Cristo in questo giorno. Nelle cose che faremo, nelle realtà che accosteremo, nelle parole che diremo… ci sarà Cristo, se noi lo cercheremo con tutto il cuore. Impegniamoci perché questo giorno ci offra questa possibilità.
  3. Preghiamo mettendo nelle mani di Dio le nostre debolezze. Anche noi diciamo, con profonda verità al Signore, io arrivo fino a qui. Tu va’ avanti per quello che io non so fare, o non riesco a fare, o non sono capace di capire. Credo che questa prospettiva sia proprio liberante e liberatoria. Se ci affideremo a Cristo in questo modo, io credo, nulla ci sembrerà pesante, nulla impossibile.

Vi invito oggi a partecipare, come chiederò tutti i giorni, agli esercizi. Ma a chi non potesse, chiedo proprio di saper rileggere questa preghiera, sapendo che San Francesco ci donerà il suo aiuto e la sua intercessione.

2022-09-30T08:30:55+02:00