Ferie del tempo di Natale
Per introdurci
Questo giorno è giorno di vigilia. L’Epifania non è solo una solennità che riguarda la giornata di domani. Nella Chiesa antica era molto forte il valore della notte che introduceva nella festa. Normalmente era notte di attesa, notte che si passava in chiesa, con canti, preghiere e molte letture del testo sacro. Di per sé, al mattino della vigilia, non c’erano particolari riti, si attendeva la sera e l’introduzione nel tempo della notte che è sempre tempo nel quale opera lo Spirito di Dio. Ecco perché la struttura della Messa di questa mattina è differente – c’è una sola lettura – ed ecco perché noi tutti siamo invitati a vivere bene la notte di attesa e di vigilia per la solennità di domani.
La Parola di Dio per questo giorno
Tt 3, 3-7
Lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
SALMO Sal 71 (72)
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti. R
VANGELO Gv 1, 29a. 30-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Tito
Il giorno è segnato dall’inizio della lettera a Tito. “quando apparve la grazia di Dio…”. Il tema centrale di questo piccolo brano che leggiamo oggi è certamente il paragone tra il tempo prima di Cristo e il tempo dopo Cristo. Prima di Cristo nessun uomo poteva vantare di avere accesso al mistero di Dio. Ogni uomo, infatti, per quanto buono, non potrà mai, con le sue sole forze, rimediare a quel male che, inevitabilmente, ognuno compie. È proprio per l’apparire di Gesù, ovvero per il mistero dell’incarnazione del Verbo e per il mistero della redenzione che attraverso di Lui si attua, che un’anima può avere accesso al mistero di Dio e, attingendo grazie e forza da questo mistero, può trovare la speranza della salvezza eterna.
“…con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo…”. San Paolo esprime poi questa ulteriore consapevolezza all’amico e collaboratore Tito: è la grazia del Battesimo che rinnova l’animo dell’uomo che, così, diventa capace di compiere quelle opere di salvezza che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo. È così che si cresce nella speranza e si diventa eredi della vita eterna, come si concludeva la lettera e come abbiamo già sentito anche ieri.
Dunque nessun uomo può vantare di salvarsi da sé. Ci si salva per grazia di Dio. La grazia di Dio opera per il rinnovamento dell’uomo nella grazia del Battesimo.
L’insegnamento di questa feria
Noi leggiamo queste parole sul Battesimo perché l’Epifania era una delle poche e solenni date nelle quali si amministrava il sacramento del Battesimo nella Chiesa antica. La liturgia, evidentemente, ci sta facendo camminare nella dimensione di un recupero della nostra grazia battesimale. Dopo questi giorni solenni di celebrazioni natalizie, è come se la Chiesa ci dicesse che tutto quello che abbiamo vissuto, tutto quello che abbiamo sperimentato, tutto quello che abbiamo contemplato, deve diventare operante nella costante consapevolezza della grazia battesimale che abbiamo ricevuto e che, nella solennità dell’Epifania del Signore, siamo chiamati a rinnovare. La grazia del Battesimo si rinnova in un costante impegno di preghiera e di ricerca di Dio e in una costante tensione al bene attraverso quelle opere di misericordia che possiamo compiere.
Per noi
Credo che, se abbiamo ben compreso questi testi biblici e se abbiamo meditato sul loro significato spirituale, ci dirigiamo verso una celebrazione della festa dell’Epifania che non è solo la chiusura del ciclo del Natale, ma la festa che ci immette nella vita ordinaria sorretti dalla grazia di Dio che abbiamo rinnovato nella celebrazione dei misteri del Natale. Così dovremmo credere noi tutti e così dovremmo pregare, se non vogliamo lasciare che anche questo Natale sia trascorso invano e senza quella grazia di cui, invece, Dio vuole che approfittiamo per vivere bene il tempo presente.