Sabato 05 marzo

Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – sabato

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Es 30, 34-38
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Procùrati balsami: storace, ònice, gàlbano e incenso puro: il tutto in parti uguali. Farai con essi un profumo da bruciare, una composizione aromatica secondo l’arte del profumiere, salata, pura e santa. Ne pesterai un poco riducendola in polvere minuta e ne metterai davanti alla Testimonianza, nella tenda del convegno, dove io ti darò convegno. Cosa santissima sarà da voi ritenuta. Non farete per vostro uso alcun profumo di composizione simile a quello che devi fare: lo riterrai una cosa santa in onore del Signore. Chi ne farà di simile, per sentirne il profumo, sia eliminato dal suo popolo».

SALMO Sal 96 (97)

Tu sei l’Altissimo su tutta la terra.

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R

EPISTOLA 2Cor 2, 14-16a
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano e per quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita.

VANGELO Lc 1, 5-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

Esodo

Il tema che questo sabato ci propone è immediatamente riconoscibile: l’incenso. Come vedete stiamo passando in rassegna gli elementi della liturgia antica. Dopo l’altare, ecco l’incenso. L’incenso è un profumo che, da sempre, simboleggia la preghiera. Offrire incensi a Dio significava offrire preghiere. L’incenso nasceva dall’arte del profumiere: egli mischiava insieme aromi e fragranze, dando, ad ogni incenso, un tono particolare per ogni festa. Qualcosa del genere avviene anche oggi, perché l’incenso è un elemento essenziale delle solenni liturgie cristiane.

Vangelo

Il Vangelo scelto per questa Messa richiama l’offerta dell’incenso nel tempio di Gerusalemme. Siamo in un contesto solenne di preghiera, siamo nel pieno di un’azione liturgica del sacerdote ma anche del popolo che, normalmente, aspettava fuori dal luogo dove era stato eretto l’altare dell’incenso. Zaccaria sta pregando e, proprio nel mezzo di questa preghiera, vive l’apparizione dell’Angelo Gabriele. Angelo che presenta a Dio la preghiera degli uomini, come tutti gli angeli. Ecco il segreto di quella preghiera che Zaccaria ha fatto per anni – la preghiera di poter avere un figlio – che ora viene esaudita. Proprio nella solenne ora dell’incenso gli viene annunciata la sua paternità, paternità di un profeta.

Corinzi

Il Nuovo Testamento riprende immagini e significati del Primo Testamento, ma ne aggiunge uno nuovo. L’incenso odoroso che si spande profumando un ambiente è l’immagine del cristiano nel mondo. Il cristiano è chiamato a profumare il mondo con le buone azioni che compie nel nome del Signore. Chi ha aderito alla fede non può rimanere inoperoso. Ogni battezzato è chiamato ad agire per il bene di tutti. In questo si differenzia la vita di un cristiano da quella di un pagano. Il cristiano, dimentico di sé stesso, offre la sua vita, il suo corpo stesso, come odore profumato gradito a Dio.

L’incenso, dunque, non è solo il simbolo della preghiera che dà lode a Dio ma anche delle buone opere che un’anima compie nel nome della fede. L’insieme della preghiera e delle azioni buone è ciò che Dio gradisce e che Egli benedice.

Queste opere buone e questa preghiera saranno anche ciò che, nel giudizio, differenzierà l’anima credente dall’anima che non ha saputo seguire Dio. Paolo non giudica nessuno ma ammette che, come c’è un’anima gradita a Dio per la preghiera e il bene che compie, c’è anche un’anima che è dimentica del mistero di Dio e che vive solo per sé.  Chi vive solo per sé stesso non eleva alcun aroma di bene. Chi non prega non eleva a Dio nessun aroma di giustizia. Il credente è avvisato!

Per noi

  • Che aroma sprigiona la nostra vita?
  • La nostra preghiera è come un incenso odoroso che sale gradito a Dio?
  • Le nostre opere buone sono preziose come un incenso?

Mentre chiudiamo questo lungo periodo dopo l’Epifania e ci apprestiamo ad iniziare il tempo sacro della Quaresima non potevamo ricevere immagine più forte e più eloquente. Il tempo che ci sta davanti deve proprio essere come un incenso odoroso che si eleva a Dio. Le opere che nascono dalla rinuncia devono essere come un’ulteriore dose di incenso che sale al Signore.

A Maria, donna dalla preghiera pura e incessante e sostegno di ogni opera buona, eleviamo la nostra preghiera, perché possiamo, insieme con lei, compiere quelle opere buone che sono il distintivo di ogni cristiano.

2022-02-24T16:21:27+01:00