Venerdì 05 luglio

Settimana della 6° domenica dopo Pentecoste – venerdì 

La spiritualità di questa settimana

Oggi facciamo memoria anche di Sant’Antonio Maria Zaccaria, grande santo educatore, soprattutto attento agli orfani e capace di radunarli nella Milano dell’epoca. Importantissima la sua figura anche per oggi, dove vediamo bene il medesimo problema ripetersi in tante aree del mondo. Disponiamoci a pregare soprattutto per i bambini abbandonati e per quelli a cui è impedito di avere un futuro onesto.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gs 5, 2-12
Lettura del libro di Giosuè

In quel tempo il Signore disse a Giosuè: «Fatti coltelli di selce e fa’ una nuova circoncisione agli Israeliti». Giosuè si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti al colle dei Prepuzi. La ragione di questa circoncisione praticata da Giosuè è la seguente: tutto il popolo uscito dall’Egitto, i maschi, tutti gli uomini atti alla guerra, erano morti nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto. Tutti coloro che erano usciti erano circoncisi, mentre tutti coloro che erano nati nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto, non erano circoncisi. Quarant’anni infatti avevano camminato gli Israeliti nel deserto, finché non fu estinta tutta la generazione degli uomini idonei alla guerra, usciti dall’Egitto; essi non avevano ascoltato la voce del Signore e il Signore aveva giurato di non far loro vedere quella terra che il Signore aveva giurato ai loro padri di darci, terra dove scorrono latte e miele. Al loro posto suscitò i loro figli e Giosuè circoncise costoro; non erano infatti circoncisi, perché non era stata fatta la circoncisione durante il viaggio. Quando si terminò di circoncidere tutti, rimasero a riposo nell’accampamento fino al loro ristabilimento. Allora il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto». Quel luogo si chiama Gàlgala fino ad oggi. Gli Israeliti rimasero accampati a Gàlgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico. Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno. E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell’anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.

SALMO Sal 46 (47)

Dio regna su tutte le nazioni.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. R

Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama. R

Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
I capi dei popoli si sono raccolti
come popolo del Dio di Abramo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
egli è eccelso. R

VANGELO Lc 9, 23-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio».

Vangelo

Il cuore di questo giorno è certamente dato dal Vangelo. Abbiamo sentito il Signore dire queste parole: “Chi si vergognerà di me e delle mie parole…”, che è poi come dire: chi si vergognerà della fede. Gesù è sempre molto aperto verso tutti, chiama tutti alla salvezza, ma è altrettanto vero che richiama tutti all’attenzione alle cose della fede e all’attenzione a non vergognarsi mai delle realtà ad essa connesse. Perché capita in ogni tempo che l’uomo possa anche vergognarsi della fede, dei comportamenti da avere, di tutte le cose che appartengono al mondo del sacro. Per non vergognarsi della fede occorre fare proprio, ogni giorno, lo stile di vita di Gesù. Poiché Gesù ha deciso fortemente di salire sulla Croce, lo stile di vita del discepolo del Signore è quello di chi non si vergogna della parola della Croce e, per questo, sa prendere su di sé la propria croce ogni giorno per portarla dietro al Signore. Soprattutto lo stile di vita degli amici di Gesù è lo stile della sequela, ovvero lo stile di chi ogni giorno si ricorda di essere discepolo e, ogni giorno, decide di seguire il Signore ovunque il Signore vuole. Costi quello che costi. Il discepolo non sta tanto a guardare cosa gli viene chiesto: egli, piuttosto, si dispone alla fedeltà di uno stile e segue il Signore dovunque egli vuole che vada. Infine un’ultima raccomandazione del Signore: lo stile di vita dei suoi amici è lo stile di vita di chi si preoccupa, anzitutto, della propria anima, cercando di salvarla. Il discepolo del Signore, prima di ogni altra cosa, ha in mente questo. Poi vengono tutte le altre cose della vita che, pur belle e pur buone, non devono mai prevalere sulla salvezza dell’anima, primo pensiero del credente.

Giosuè

Con altre parole, potremmo dire che questo è anche l’insegnamento del Primo Testamento. Il linguaggio è differente. Tutti noi sappiamo quanto il segno della circoncisione sia stato importante per i figli di Abramo. Non è solo un segno del corpo, ma è indice di un’appartenenza. Questo segno dice non tanto un’appartenenza formale al popolo della salvezza, quanto indica un richiamo a fare della propria vita una vita che tende a Dio. È un segno che richiama la salvezza dell’anima a cui un uomo deve tendere, salvezza che un uomo deve cercare come primo compito della vita. Come abbiamo sentito, nel tempo dell’Esodo, si perse la fedeltà a questo segno. Un modo per dire: ci si vergognò anche di questo, si perse attenzione a questo segno ma, in realtà, si perse attenzione alla fede. Come sempre quando si perde attenzione a Dio, si perde attenzione all’uomo e ad ogni cosa bella e rilevante della vita. Così il richiamo di Giosuè non è un richiamo formale. Il suo richiamo a che ci siano segni di fede è anche perché ci sia un richiamo alla vita di fede, senza la quale non si va da nessuna parte. Così Giosuè sta invitando, a suo modo, ad essere discepoli di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi questa mattina, ci sentiamo molto invitati ad essere discepoli e a capire che ogni giorno siamo invitati a prendere su di noi la nostra croce e a seguire il Signore. Offrendo questa giornata a Dio, dovremmo tutti chiederci: come potrò seguire il Signore oggi? Quale Croce dovrò portare? Non sempre, dobbiamo ammetterlo, siamo capaci di farci questa domanda. Non sempre siamo capaci di avere di fronte a noi questo progetto di vita. Credo che, spesso, le giornate si riempiano di altre cose, di molte altre preoccupazioni. Facciamo davvero fatica a dire come seguire il Signore nella concretezza dei giorni. Ecco il richiamo per noi: facciamo in modo che la nostra giornata non sia come quella di tanti altri uomini e donne del nostro tempo, ovvero un rincorrere attività e basta. Facciamo in modo che oggi e, possibilmente, ogni giorno, ci domandiamo: come posso fare per essere discepolo del Signore? Come posso portare la mia Croce? Così ha fatto anche Sant’Antonio Maria Zaccaria tra le insidie e le difficoltà del suo tempo e, proprio perché ha sempre avuto questa bussola come punto di riferimento, ha vissuto la sua vita cristiana fino al grado della perfezione, la santità. Auguriamoci di fare la stessa cosa, auguriamoci di avere ogni giorno a cuore la salvezza della nostra anima.

Provocazioni dalla Parola

  • Come potrò seguire il Signore oggi?
  • Quale Croce dovrò portare?
2024-06-30T16:46:55+02:00