Sabato 06 luglio

Settimana della 5° domenica dopo Pentecoste – sabato

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo la settimana nella memoria di Santa Maria Goretti. Forse non sottolineiamo più il suo esempio: resistere ad un uomo che attentava alla sua verginità e pregare per la sua conversione fino in punto di morte. Forse quando rileggiamo la sua storia ci rendiamo conto di un esempio di vita assolutamente singolare ed unico. Ma se raccontiamo questa storia ai nostri ragazzi, a coloro che hanno ora l’età di quando lei venne uccisa, suscitiamo sorrisini, oppure anche giudizi negativi, quasi che il suo comportamento fosse stato quello di una stolta. Potremmo dire che sono cambiati i tempi, certamente. Potremmo lamentarci che i valori di oggi, specie nei giovani, non sono più quelli di una volta. Anche questo è certamente vero. In questo anno, nel quale abbiamo molto riflettuto sul tema della corporeità, della sessualità, preferirei, invece, se tutti, questa mattina, pregassimo per intercessione di Santa Maria Goretti, perché illumini le menti, apra i cuori, risvegli in tutti quell’attenzione al corpo che è tempio dello Spirito Santo e quindi realtà da onorare, da custodire, da servire, da onorare.

La Parola di questo giorno

LETTURA Nm 3, 5-13
Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Fa’ avvicinare la tribù dei leviti e presentala al sacerdote Aronne, perché sia al suo servizio. Essi assumeranno l’incarico suo e quello di tutta la comunità nei confronti della tenda del convegno, prestando servizio alla Dimora. E custodiranno tutti gli arredi della tenda del convegno e assumeranno l’incarico degli Israeliti, prestando servizio alla Dimora. Assegnerai i leviti ad Aronne e ai suoi figli: saranno affidati completamente a lui da parte degli Israeliti. Tu incaricherai Aronne e i suoi figli di esercitare il sacerdozio; il profano che vi si accosterà sarà messo a morte». Il Signore parlò a Mosè e disse: «Ecco, io ho scelto i leviti tra gli Israeliti al posto di ogni primogenito che nasce per primo dal seno materno tra gli Israeliti; i leviti saranno miei, perché ogni primogenito è mio. Quando io colpii tutti i primogeniti in terra d’Egitto, io consacrai a me in Israele ogni primogenito, sia dell’uomo sia del bestiame; essi mi apparterranno. Io sono il Signore».

SALMO Sal 94 (95)

Venite, adoriamo il Signore.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

EPISTOLA Eb 7, 23-28
Lettera agli Ebrei

Fratelli, i leviti sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore. Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso. La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

VANGELO Lc 22, 24-30a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».

Numeri

Se guardate questo è anche il percorso biblico delle Scritture di questa mattina, tutte centrate sul sacerdozio. Il Primo Testamento ci dice che, in quel tempo storico, il sacerdozio era pensato come un compito liturgico. Il sacerdote è colui che deve proporre la preghiera, deve guidare la preghiera, deve pregare per gli altri. Il suo compito, in Israele, è questo. È certamente vero, eppure questo non è il solo compito del sacerdote nella nostra accezione.

Vangelo

Se questo è vero è per la nuova accezione del sacerdozio che viene da Cristo. Il sacerdote, per Cristo, è certamente l’uomo della preghiera e del culto. Anzi, del culto supremo, quello dell’offerta del suo corpo e del suo sangue, come ha insegnato nel cenacolo. Eppure il sacerdote non è solo questo, non è solo l’uomo della celebrazione, non è solo l’uomo della preghiera e il suo compito non è solo quello di essere guida liturgica del popolo di Dio. Egli si consacra anche per il bene degli uomini dal punto di vista umano, direi quasi materiale. Il sacerdote è colui che si occupa del corpo di Cristo che è la Chiesa, ovvero colui che si preoccupa delle esigenze non solo spirituali di tutti i fratelli di fede ma, poi, in senso più universale, di tutti gli uomini. Anch’egli offre il proprio celibato come segno e richiamo di un servizio e una dedizione totale al corpo di Cristo che è la Chiesa.

Ebrei

Anche la lettera agli Ebrei aiuta la nostra riflessione. L’autore della lettera conosce molto bene il servizio antico del sacerdote, ma anche l’insegnamento di Cristo e, quasi riassumendo le due cose insieme, insegna che il sacerdozio del Nuovo Testamento è partecipazione al sacerdozio di Cristo. L’unico, vero, perfetto e sommo sacerdote è il Signore Gesù. I sacerdoti partecipano di questo sacerdozio, pur in mezzo alle loro imperfezioni e difficoltà. L’offerta imperfetta del sacerdote è resa perfetta dalla perfezione di Cristo, che aiuta e sostiene il ministero di coloro che gli si sono consacrati.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Queste riflessioni ci riportano a Santa Maria Goretti. Perché ha fatto quello che ha fatto? Perché ha accettato, in così giovane età, la sua vocazione al martirio? Perché ha fatto della sua stessa vita preghiera di intercessione per la conversione di un assassino? Per amore. Per amore del Signore, per amore della Chiesa, in forza di quella sua preghiera intensissima, specie nell’Eucarestia, che l’aveva portata a capire perfettamente il valore del suo corpo. Quel corpo che era pieno di Spirito Santo e che era per Dio, diventa il corpo che si lascia martirizzare per non venire meno alla propria vocazione, ma diventa anche il corpo con il quale intercedere e chiedere a Dio la grazia che più sta a cuore. Potremmo dire che, in forza del suo sacerdozio comune di tutti i fedeli, ella ha partecipato all’offerta che i sacerdoti ministeriali rinnovano in ogni celebrazione eucaristica. Questa offerta di sé, gradita a Dio, è quella che ha prodotto la conversione certo del suo assassino, ma anche di molti altri peccatori.

Seguiamo un esempio così grande e così importante e cerchiamo di vivere bene, insieme, questa giornata, intercedendo per tutti i grandi peccatori, perché tutti possano sentire ed accogliere la voce di Dio che chiama alla santità.

Provocazioni dalla Parola

  • Offro le mie preghiere per la conversione dei peccatori?
  • Partecipo così del sacerdozio comune dei fedeli?
2024-06-30T16:50:20+02:00