Sabato 06 novembre

Settimana della 2 domenica dopo la dedicazione – Sabato

Deuteronomio

Dt 29, 1-17b
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Voi avete visto quanto il Signore ha fatto sotto i vostri occhi, nella terra d’Egitto, al faraone, a tutti i suoi ministri e a tutta la sua terra, le prove grandiose che i tuoi occhi hanno visto, i segni e i grandi prodigi. Ma fino a oggi il Signore non vi ha dato una mente per comprendere né occhi per vedere né orecchi per udire. Io vi ho condotti per quarant’anni nel deserto; i vostri mantelli non si sono logorati addosso a voi e i vostri sandali non si sono logorati ai vostri piedi. Non avete mangiato pane, non avete bevuto vino né bevanda inebriante, perché sappiate che io sono il Signore, vostro Dio. Quando siete arrivati in questo luogo e Sicon, re di Chesbon, e Og, re di Basan, sono usciti contro di noi per combattere, noi li abbiamo sconfitti, abbiamo preso la loro terra e l’abbiamo data in possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a metà della tribù di Manasse. Osservate dunque le parole di questa alleanza e mettetele in pratica, perché abbiate successo in tutto ciò che farete. Oggi voi state tutti davanti al Signore, vostro Dio, i vostri capi, le vostre tribù, i vostri anziani, i vostri scribi, tutti gli Israeliti, i vostri bambini, le vostre mogli, il forestiero che sta in mezzo al tuo accampamento, da chi ti spacca la legna a chi ti attinge l’acqua, per entrare nell’alleanza del Signore, tuo Dio, e nel giuramento imprecatorio che il Signore, tuo Dio, stabilisce oggi con te, per costituirti oggi suo popolo e per essere egli il tuo Dio, come ti ha detto e come ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe. Non soltanto con voi io stabilisco quest’alleanza e questo giuramento imprecatorio, ma con chi oggi sta qui con noi davanti al Signore, nostro Dio, e con chi non è oggi qui con noi. Davvero voi sapete come abbiamo abitato nella terra d’Egitto, come siamo passati in mezzo alle nazioni che avete attraversato. Avete visto i loro abomini e gli idoli di legno, di pietra, d’argento e d’oro, che sono presso di loro. Non vi sia tra voi uomo o donna o famiglia o tribù che volga oggi il cuore lontano dal Signore, nostro Dio, per andare a servire gli dèi di quelle nazioni».

Chi ascolta l’alleanza con Dio? Chi la vive? Chi rimane seriamente attento ai comandi di Dio e alla legge del Signore? Le risposte che abbiamo dalla Scrittura sono diverse. Anzitutto il libro del Deuteronomio. Nella prima alleanza era chiaro a tutti che chi viveva nel territorio di Israele doveva rispettare la vita religiosa del popolo ebraico e, in qualche modo, doveva adattarsi. Non c’era grande possibilità di scelta o di libertà! La fede doveva essere quella! Gli schiavi venuti dall’estero potevano essere obbligati a credere nel Dio dei padri, se volevano avere salva la vita; gli stranieri, a cui bisognava pure riconoscere la propria libertà ed autonomia, avevano, a loro volta, il dovere di rispettare tutte le leggi e le norme di Israele, altrimenti dovevano lasciare il paese. Come si vede è un’idea piuttosto rudimentale di fede. Un modo di concepire la libertà religiosa che non ci appartiene. Eppure vediamo bene che in alcune aree del mondo, il concetto sotteso è ancora questo!

Vangelo

Mt 11, 25-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Di avviso totalmente diverso è il Nuovo Testamento! Il Signore Gesù vive proprio una dimensione di apertura nella quale noi ci riconosciamo e nella quale ci sentiamo figli. Gesù insegna che la fede è sempre un atto libero! Ci sono molti dotti che hanno imposto regole di fede che non hanno un briciolo di fede! Così come ci sono molti umili, piccoli, poveri, gente che non ha avuto la possibilità di studiare, di approfondire, di comprendere e che, invece, dimostrano di avere una fede forte, grande, luminosa, ampia. Ecco l’esultanza di Gesù per tutti quei piccoli, per tutti quei poveri del Vangelo che hanno la capacità di penetrare i contenuti della fede e che hanno a cuore le grandi cose di Dio. È a questi piccoli che si rivolge il Signore, donando loro quel lume di fede che è essenziale per proseguire il cammino.

Ebrei

Eb 8, 7-13
Lettera agli Ebrei

Fratelli, se la prima alleanza infatti fosse stata perfetta, non sarebbe stato il caso di stabilirne un’altra. Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice: «Ecco: vengono giorni, dice il Signore, quando io concluderò un’alleanza nuova con la casa d’Israele e con la casa di Giuda; non sarà come l’alleanza che feci con i loro padri, nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto; poiché essi non rimasero fedeli alla mia alleanza, anch’io non ebbi più cura di loro, dice il Signore. E questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Né alcuno avrà più da istruire il suo concittadino, né alcuno il proprio fratello, dicendo: “Conosci il Signore!”. Tutti infatti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro. Perché io perdonerò le loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati». Dicendo alleanza nuova, Dio ha dichiarato antica la prima: ma, ciò che diventa antico e invecchia, è prossimo a scomparire.

La lettera agli Ebrei è stata scritta per una comunità cristiana dove ormai si vivono queste realtà. È ormai chiaro che la prima alleanza, quella di Israele, quella che è stata “imposta” con norme, precetti, giuramenti, ha ormai lasciato il posto alla libertà dei figli di Dio. Tanto che il popolo cristiano non coincide con un popolo geografico, ma è aperto a tutti coloro che, mossi da retta intenzione, vogliono dirigere la propria libertà verso la conoscenza di Dio. La nuova alleanza, quella stipulata nel sangue di Cristo, non ha confini. Tutti possono accedervi. Perché l’alleanza di Dio è aperta a tutti. È la libertà del cuore ciò che Dio gradisce, non l’obbligo o la semplice appartenenza ad un popolo! Alleanza che ha, nel suo cuore, il perdono dei peccati. Perdono promesso a tutti. A tutti coloro che si accostano al Signore Gesù in libertà di vita e con animo retto, è promesso il perdono dei peccati. Non più, quindi, l’alleanza specifica di un popolo, ma una dimensione di grande respiro universale basato sulla libertà. Ecco cosa è grande agli occhi di Dio!

Per noi

  • Abbiamo anche noi questa visione così ampia e liberante della fede?
  • Sappiamo di poter essere anche noi tra quei piccoli del regno a cui sono svelati i grandi misteri del regno?

Credo che in questo sabato che ci introduce nella grande festa di Cristo Re, dobbiamo proprio chiedere questo dono spirituale, perché possiamo tutti comprendere la grandezza, la bellezza, la forza della fede cristiana. Il Signore, che ci guida sempre a comprendere di nuovo e da capo il misterioso cuore della nostra fede, accolga la nostra preghiera e si compiaccia del nostro voler essere tra quei piccoli e poveri che attendono il suo regno.

2021-10-29T11:44:11+02:00