Lunedì 06 dicembre

Settimana della 4 domenica di Avvento – Lunedì

Le sorprese di Dio non finiscono mai!

Questa settimana è del tutto particolare per via delle solennità di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata che celebreremo domani e dopo domani. Giorni speciali che ci parlano di come le sorprese di Dio non finiscono veramente mai e si rinnovano sempre nel tempo, per noi che le celebriamo. Introduciamoci a queste feste con la Parola di Dio che la Chiesa ci rivolge oggi.

La Parola di Dio per questo giorno

Ezechiele

Lettura del profeta Ezechiele 16, 1-15. 23-25. 35. 38

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, fa’ conoscere a Gerusalemme tutti i suoi abomini. Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era un Amorreo e tua madre un’Ittita. Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale e non fosti lavata con l’acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale né fosti avvolta in fasce. Occhio pietoso non si volse verso di te per farti una sola di queste cose e non ebbe compassione nei tuoi confronti, ma come oggetto ripugnante, il giorno della tua nascita, fosti gettata via in piena campagna.
Passai vicino a te, ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo sangue e cresci come l’erba del campo. Crescesti, ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza. Il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà, ma eri nuda e scoperta. Passai vicino a te e ti vidi. Ecco: la tua età era l’età dell’amore. Io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità. Ti feci un giuramento e strinsi alleanza con te – oracolo del Signore Dio – e divenisti mia. Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio. Ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii di stoffa preziosa. Ti adornai di gioielli. Ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo; misi al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo. Così fosti adorna d’oro e d’argento. Le tue vesti erano di bisso, di stoffa preziosa e ricami. Fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo. Divenisti sempre più bella e giungesti fino ad essere regina. La tua fama si diffuse fra le genti. La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Oracolo del Signore Dio. Tu però, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei prostituita, concedendo i tuoi favori a ogni passante. Dopo tutta la tua perversione – guai, guai a te! Oracolo del Signore Dio – ti sei fabbricata un giaciglio e costruita un’altura in ogni piazza. A ogni crocicchio ti sei fatta un’altura, disonorando la tua bellezza, offrendo il tuo corpo a ogni passante e moltiplicando le tue prostituzioni. Perciò, o prostituta, ascolta la parola del Signore. Ti infliggerò la condanna delle donne che commettono adulterio e spargono sangue, e riverserò su di te furore e gelosia».

Profeti

Lettura del profeta Sofonia 3, 14-20

Così dice il Signore Dio: «Rallégrati, figlia di Sion, / grida di gioia, Israele, / esulta e acclama con tutto il cuore, / figlia di Gerusalemme! / Il Signore ha revocato la tua condanna, / ha disperso il tuo nemico. / Re d’Israele è il Signore in mezzo a te, / tu non temerai più alcuna sventura. / In quel giorno si dirà a Gerusalemme: / “Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! / Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te / è un salvatore potente. / Gioirà per te, / ti rinnoverà con il suo amore, / esulterà per te con grida di gioia”. / Io raccoglierò gli afflitti, / privati delle feste e lontani da te. / Sono la vergogna che grava su di te. / Ecco, in quel tempo io mi occuperò / di tutti i tuoi oppressori. / Soccorrerò gli zoppicanti, radunerò i dispersi, / li farò oggetto di lode e di fama / dovunque sulla terra sono stati oggetto di vergogna. / In quel tempo io vi guiderò, / in quel tempo vi radunerò / e vi darò fama e lode / fra tutti i popoli della terra, / quando, davanti ai vostri occhi, / ristabilirò le vostre sorti».

Vangelo

Lettura del Vangelo secondo Matteo 19, 16-22

In quel tempo. Un tale si avvicinò e disse al Signore Gesù: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

La sorpresa che viene dalla riconsocenza

L’oracolo del profeta Ezechiele, come abbiamo sentito, è tutta una lunga ricostruzione della storia della salvezza. Dio parla non solo al suo popolo, ma anche all’uomo in generale. A tutti il profeta dice che la nostra umanità è ben poca cosa senza la grazia di Dio che la illumini. Eppure, nonostante le azioni che Dio mette in campo per raggiungerci, sono veramente pochi coloro che rispondono con riconoscenza all’azione di Dio. Il profeta, generalizzando su Israele, dice che nessuno si ricorda di Dio, nessuno si rivolge a Lui con riconoscenza, nessuno sa dire il proprio grazie al Padre di ogni bene per i benefici che, ogni giorno, si rinnovano sulla terra. Se provate a pensare questo è stato anche un grande tema di una delle predicazioni di Gesù. Nonostante questo Dio non ritira i suoi benefici. Benefici che diverranno pienezza in Gesù.

Anche il profeta Sofonia ci rivolgeva un oracolo che è tutto una esaltazione della gioia con cui occorre accettare l’azione di Dio. Dio non solo visita l’umanità, non solo dona il segno della sua presenza attraverso il popolo di Israele, ma viene per soccorrere tutti gli sventurati, per sostenere gli zoppi, per aiutare coloro che versano in qualsiasi genere di difficoltà. È da questa azione gratuita e unilaterale di Dio che dovrebbe nascere quel senso di riconoscenza che dovrebbe essere nel cuore di tutti i credenti. Senza questa riconoscenza, infatti, non si può avere accesso al mistero di Dio.

Infine il brano del Vangelo ci mostrava il caso del giovane ricco. Questo ragazzo, già buono di per sé e benedetto dal Signore, potrebbe mostrare la propria riconoscenza a Dio che ha riempito la sua vita di ogni bene, con un deciso salto di qualità che generi la sequela di Gesù Maestro. Al contrario, come leggevamo, quest’uomo abbandona Gesù. La sua proposta gli sembra decisamente troppo alta. Questo ragazzo, che sembrava avere una fede bella e intensa, si scopre incapace di qualsiasi forma di riconoscenza. Non riconoscendo i benefici di Dio, egli se ne va triste. È il risultato che viene generato nel cuore di chi si allontana da Dio e si chiude in sé stesso. La riconoscenza porta gioia. Non riconoscere i benefici con cui Dio ci visita produce stanchezza e tristezza.

Così è anche per noi, quando non siamo riconoscenti per i benefici di Dio nella nostra esistenza, diventiamo tristi e scopriamo tutta la responsabilità di condannarci alla solitudine.

Per noi

  • Sappiamo essere riconoscenti per i benefici di salvezza che viviamo?
  • Come sappiamo esprimere questa riconoscenza a Dio?

Per gli sposi e la famiglia

Anche in famiglia non è facile vivere la riconoscenza. Magari basterebbe poco, eppure siamo sempre così poco pronti a mostrare la riconoscenza sentita e gratuita per chi ci fa del bene. Cerchiamo di fare nostra la proposta evangelica che abbiamo ascoltato e di vivere più riconoscenti dei benefici di salvezza che Do ci mostra.

  • Per che cosa dobbiamo ringraziare Dio come famiglia?

Impegno del giorno

Impegniamoci a vivere gesti di riconoscenza e gratitudine.

2021-12-02T16:37:06+01:00