Settimana della 4domenica dopo l’Epifania – Venerdì
La spiritualità di questa settimana
Anche oggi abbiamo due sante martiri da ricordare: le sante martiri Perpetua e Felicita. L’una matrona, l’altra schiava. L’una già di una certa età, l’altra giovane, tanto che partorì proprio in carcere la sua bambina pochi giorni prima del suo martirio. Se volete anche il solo risvolto umano di queste figure è già di eccezionale portata. Due donne forti, due donne dello Spirito, due donne che seppero sostenersi a vicenda in tutto ciò che la Provvidenza permise che accadesse nelle loro vite. Due donne che, poiché piene di Cristo, per stare alle letture di ieri, seppero vivere il Vangelo fino al grado massimo: il martirio. Vocazione unica e singolare che può essere compresa solo da chi è chiamato da Dio Padre a questa vocazione.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 30, 2-11
Lettura del libro del Siracide
Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti. Chi istruisce il proprio figlio rende geloso il nemico e davanti agli amici si rallegra. Muore il padre? È come se non morisse, perché dopo di sé lascia uno che gli è simile. Durante la vita egli gioisce nel contemplarlo, in punto di morte non prova dolore. Per i nemici lascia un vendicatore, per gli amici uno che sa ricompensarli. Chi accarezza un figlio ne fascerà poi le ferite, a ogni grido il suo cuore sarà sconvolto. Un cavallo non domato diventa caparbio, un figlio lasciato a se stesso diventa testardo. Vezzeggia il figlio ed egli ti riserverà delle sorprese, scherza con lui, ti procurerà dispiaceri. Non ridere con lui per non doverti rattristare, e non debba alla fine digrignare i denti. Non concedergli libertà in gioventù, non prendere alla leggera i suoi errori.
SALMO Sal 50 (51)
Signore, nel segreto del cuore m’insegni la sapienza.
Tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.
Aspergimi con rami d’issòpo e sarò puro;
lavami e sarò più bianco della neve. R
Fammi sentire gioia e letizia:
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo. R
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno. R
VANGELO Mc 7, 1-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Si riunirono attorno al Signore Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è ‘korbàn’, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
Siracide
Se leggessimo questo testo del Siracide insieme ad educatori esperti del loro mestiere, forse avrebbero di che ridire. Non so se qualche genitore moderno leggerà questa Parola di Dio e non so cosa proverà quando la leggerà, ma è chiaro che il nostro criterio educativo è un po’ diverso. Così che ci appare fuori dal tempo il richiamo ad una certa severità, il richiamo ad una educazione che abbia contorni definiti, il richiamo ad una progressività nel prendere parte ai successi e agli insuccessi dei giovani, così da educarli. È chiaro che la figura di educatore che ha in mente il Siracide è quella di un adulto stabile nelle sue emozioni, nei suoi pensieri, nel suo modo di vivere. Così stabile che, per l’appunto, può diventare di esempio agli altri. Questa Parola può solo essere definita vecchia, frutto di un altro tempo, dentro un criterio educativo diverso dal nostro? Ha ancora una sua validità?
Vangelo
Credo che ci risponda il Vangelo. Anche al tempo di Gesù c’erano persone che si richiamavano alle cose del passato, da ripetere solo perché provenivano dalla generazione precedente e, accanto a loro, alcuni innovatori. Realtà che, di per sé, appartiene ad ogni epoca, ad ogni società, con risultati diversi a seconda del luogo e della cultura all’interno della quale ci troviamo. Gesù prende posizione su questo tema, ricordando che il suo modo di essere, di fare, di insegnare, non è né l’una né l’altra cosa. Non è sterile ripetizione del passato, in vista di un mantenimento costante delle tradizioni. Né, però, Gesù è un innovatore esagerato, un sovvertitore di costumi, un provocatore in questo senso. Gesù intende sempre riportare chi ha davanti alla bellezza, alla profondità dell’insegnamento della tradizione, per trovare come viverlo nel tempo. I suoi discepoli non si comportano come i discepoli degli scribi e dei farisei. La loro, però, non è provocazione, sfida, gesto compiuto per essere notato. La loro è attuazione della stessa Parola di Dio che invita a dare lode al Signore in tutte le forme possibili, secondo quanto è possibile all’uomo stesso, con il cuore di chi si sa mettere di fronte a Dio in spirito di verità e di semplicità.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Così credo che ci sia anche una risposta precisa per tutti noi. Non si tratta, nemmeno nel nostro tempo, di essere tradizionalisti o innovatori; non si tratta di essere ancorati alle cose del passato o aperti senza freni a quelle che ancora devono venire. Si tratta piuttosto di essere capaci di tradurre i valori di sempre in atteggiamenti adatti per l’oggi della storia. Questo è ciò che ci viene chiesto. Senza esagerazioni, senza vittimismi, senza provocazioni inutili. Chi è capace di fare questo? Solo chi ha una vita stabile, chi ha una vita che ha raggiunto una maturità che non è data solo dall’età, ma anche dall’aver accolto dentro di sé i valori che la fede porta con sé, non solo formalmente, ma nella loro essenza. Tornando al Siracide mi viene da dire che non tutti gli adulti di oggi sono stabili ed equilibrati. È per questo che abbiamo numerosi giovani, adolescenti, ragazzi, con forti squilibri educativi che, in fondo, non chiederebbero altro che questo: un punto di riferimento sicuro, con cui confrontarsi nelle loro fatiche, nelle loro debolezze, nelle difficoltà della crescita. Quando manca un punto di riferimento, è chiaro che anche il più santo dei ragazzi risulterà smarrito.
Credo allora che oggi dobbiamo pregare ricorrendo all’intercessione di queste due donne forti, per avere educatori – e soprattutto genitori – stabili emotivamente, che sappiano essere punto di riferimento per i loro figli e per i giovani in generale. Credo che sia più che mai necessario avere questo ed augurarci di trovare questo genere di stabilità anche nella società in genere. Forse le parole del Siracide sono provocatorie! Forse sono solo un richiamo!
Provocazioni
- Sento di aver raggiunto un certo grado di stabilità emotiva, interiore, psicologica?
- Quali sono i miei punti fermi?
- Su cosa mi sento incerto o sento di dover ancora crescere?