Sabato 08 febbraio

Settimana della 4 domenica dopo l’Epifania – Sabato 

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo anche questa settimana con una memoria, la memoria di un santo educatore: Girolamo Emiliani. Il suo metodo educativo è modernissimo. Nella già grande Milano del 1500 ebbe cuore di padre per gli sventurati, per chi rimaneva indietro, soprattutto per gli orfani che, all’epoca, non avevano nessuna tutela sociale. Ecco l’idea di una congregazione, ecco un luogo: Somasca. Ecco un metodo: insegnare anche a chi nella vita è rimasto solo che Dio non abbandona. Ecco l’intuizione di formare adulti partendo da una minima scolarizzazione. Tutte cose, per il tempo, modernissime. L’intercessione che dovremmo chiedere a San Girolamo Emiliani dovrebbe essere proprio questa: l’aiuto a farci capire bene le cose del nostro tempo, così da poterle vivere sotto la luce dello Spirito di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 21, 1; 22, 20-26
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Queste sono le norme che tu esporrai loro. Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani. Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse. Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore regna: esulti la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R

EPISTOLA Gal 5, 13-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».

VANGELO Mt 22, 35-40
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Un dottore della Legge, interrogò il Signore Gesù per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Esodo

Evidentemente San Girolamo doveva aver letto molto bene questa pagina del libro dell’Esodo, nella quale si invita già ad avere attenzione al forestiero, alla vedova, all’orfano, insieme a tante altre attenzioni diremmo “sociali”, volte a non depauperare il povero, a sostenere il bisognoso, a fare in modo che, anche chi nella società era più svantaggiato, potesse trovare occasione per vivere meglio grazie all’aiuto dei credenti. Mosè non chiede altro che questo. Chiede al suo popolo di comportarsi in maniera diversa da quello che avviene in molti altri casi, solo perché popolo di Dio. Mosè richiama così un comportamento di assoluta vicinanza a chi è nel dolore, nella solitudine, nella prova e rischia di morire più per l’indifferenza di chi non aiuta che per i mali che lo affliggono.

Galati

Paolo torna sul tema. La vera libertà del credente non è quella di chi si rifugia nel fare ciò che vuole come principio per affermare la sua libertà. La libertà del credente è quella che vive chi, affidandosi a Dio, trova sempre qualche motivo per fare del bene al prossimo. La libertà del credente fa tutt’uno con l’esperienza di carità che il credente è chiamato a vivere. Più uno si dedica ad opere di vicinanza, di attenzione del prossimo, di sostegno del povero, più vive il segreto della sua libertà. L’uomo è stato creato per fare il bene. Sempre, verso tutti, con quella libertà grande che ha nel cuore chi vede, in ogni uomo, in ogni donna un fratello, uno creato ad immagine di Cristo. La libertà del credente è questa.

Vangelo

Se Paolo ha nel cuore queste parole è perché conosce bene il Primo Testamento, di cui è figlio, ma anche perché ha compreso quello che gli è stato trasmesso dagli insegnamenti del Signore. Paolo ha sentito che il Signore Gesù, un giorno, aveva detto queste parole. Ha compreso il loro senso. Non poteva che essere d’accordo che, accanto al primo comandamento che riporta tutto a Dio, ve ne era un secondo che raccomandava attenzione per l’uomo, come immagine e somiglianza di Dio. Ecco perché è sempre tempo per la carità, per la comprensione, per la pratica di un vivo atteggiamento di attenzione all’uomo. Senza nessuna distinzione, mai.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Come vedete concludiamo una settimana molto ricca, molto intensa, che ci ha anche fatto incontrare il nostro Arcivescovo e che ci ha fatto ascoltare la sua preghiera a favore della pace. Vorrei che tutti vivessimo in un atteggiamento di vivissima gratitudine a Dio per questo.

In secondo luogo, soffermandoci maggiormente sulla Parola che abbiamo ascoltato oggi, mentre siamo nel vivo del nostro anno giubilare, credo che sia fondamentale che tutti noi percepiamo la grazia che sono gli altri.

Chi vive con noi, chi sta accanto a noi, chi è compagno di viaggio per un lungo itinerario o anche solo per un piccolo pezzetto della vita, è, comunque, un dono di Dio, un dono da sostenere, amare, servire. La prossimità del cristiano vive così. Chi ha nel cuore queste parole poi trova opere da compiere. Potranno essere opere piccole, piccolissime, che si vivono nel segreto di una casa. Potranno essere opere grandi, immense, che sfidano i secoli, come quella di Gerolamo Emiliani. Non importa. Importa solo che il credente non si chiuda in sé e non rimandi il bene che può fare. L’azione pratica nel nome del Signore è ciò che salva.

Provocazioni

  • Come vivo il comandamento della prossimità?
  • In questo anno giubilare, tutto volto anche a farci vivere e gustare alcune opere di bene, come mi sto comportando in proposito?
  • Quale revisione attuare proprio in questo anno giubilare?
2025-01-31T12:15:56+01:00