Sabato 07 marzo

Settimana della prima domenica di Quaresima – sabato

Vangelo

 Mt 12, 1-8
 Lettura del vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Il sabato, nella quaresima ambrosiana, ha un ordinamento particolare di letture, come del resto ogni sabato! Ma in quaresima il valore delle Scritture vorrebbe permetterci di recuperare quella coscienza battesimale che è un altro dei grandi temi della quaresima ambrosiana. Sant’Ambrogio, in quaresima, preparava i catecumeni a ricevere il Battesimo nella notte di Pasqua. Noi, già battezzati anche da tempo, vogliamo trovare nella proposta di riflessione che le Scritture ci concedono, inviti per recuperare quella dimensione battesimale che è al centro della vita di ciascuno di noi.

Il Vangelo ci dà due chiare indicazioni:

  1. Il figlio dell’uomo è Signore anche del sabato. Con questa predicazione Gesù ricorda che Dio Padre ha voluto il sabato come giorno per unirsi a Lui, per ricordare la bellezza della creazione e per “ricreare” il cuore dell’uomo che, lontano da Lui, si perde.
  2. Misericordia voglio e non sacrifici. Dio Padre vuole che il cuore della fede sia la testimonianza di misericordia. Quella misericordia che si riceve, anche già a partire dal Battesimo per il perdono dei peccati, deve essere, poi, la medesima misericordia che si vive nel rapporto con gli altri uomini. Ecco i primi due cardini della coscienza battesimale che tutti siamo invitati a recuperare.

Osea

 Os 6, 4-6
Lettura del profeta Osea

Così dice il Signore Dio: «Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti».

Il terzo pilastro della coscienza battesimale viene dal profeta. “La conoscenza di Dio vale più degli olocausti”, ovvero la conoscenza di Dio e della sua misericordia vale assai di più di qualsiasi atto di culto, di qualsiasi sacrificio, di qualsiasi altra cosa da poter presentare a Dio. Per conoscenza di Dio intendiamo il rapporto tra il credente e la sua Parola, perché è da qui che parte una vera conoscenza di Dio. Uno dei cardini del Battesimo è proprio questo: cercare la conoscenza di Dio e crescere alla sua sequela.

Romani

Rm 13, 9b-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, qualsiasi altro comandamento si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità. E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne.

Il quarto cardine di una vera coscienza battesimale è quello proposto da San Paolo: cerchiamo di rinnovarci nelle opere dello spirito, perché le opere di un battezzato devono sempre essere occasione per gettare via le opere delle tenebre e per compiere quelle opere di luce che non solo fanno bene all’anima, ma diventano esempio e invito al bene anche per gli altri.

In preghiera

Dio Padre Tu mi hai chiamato al Battesimo e hai fatto risplendere in me la grazia della vita nuova rinnovata al Sacro Fonte. Donami di vivere opere di luce, donami di stimare la conoscenza di te più preziosa di qualsiasi altra cosa, donami di vivere la mia domenica come giorno per unirmi a te, riconoscendo, ancora una volta, la tua infinita misericordia.

Esame di coscienza

  • Come è andata questa prima settimana di quaresima?
  • Quale memoria del Battesimo vivo per rendere più forte e splendente la mia fede?
  • Stimo la conoscenza di Dio più preziosa di ogni altra cosa?
2020-02-28T18:55:27+01:00