Martedì 07 giugno

Settimana dopo Pentecoste – martedì 

All’indomani della festa di Maria Madre della Chiesa, nella quale abbiamo pregato ricordando il titolo di questa istituzione, la liturgia ci fa riflettere sulla nostra dignità, sul nostro essere popolo di Dio. In due modi molto diversi.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Es 19, 1-6
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Al terzo mese dall’uscita degli Israeliti dalla terra d’Egitto, nello stesso giorno, essi arrivarono al deserto del Sinai. Levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte. Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”. Queste parole dirai agli Israeliti».

SALMO Sal 80 (81)

Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

«Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia
e io ti ho liberato. R

Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio:
contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi! R

Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto». R

VANGELO Lc 12, 35-38
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

Esodo

Il primo è quello dell’Esodo. Potremmo dire che il testo ci parla tutto della dignità del popolo di Dio. Mosè sta educando il suo popolo nel deserto a comprendere che tutto quello che sta avvenendo nella sua storia, avviene per volontà di Dio, certamente, ma avviene anche perché Israele prenda sempre maggiore consapevolezza della propria dignità. Dio elegge a questa dignità, Dio chiama Israele a questa consapevolezza, Dio dona non solo la vita, non solo la libertà rispetto alla schiavitù d’Egitto, ma anche una nuova dignità. “Se darete ascolto alla mia voce, se custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli. Voi sarete per me una nazione di sacerdoti e una nazione santa”. Parole inequivocabili. Mosè dice apertamente e a tutti coloro che compongono il “suo” popolo che non è per merito che essi stanno vivendo una pagina straordinaria della loro storia, ma per elezione. Essi, popolo reso schiavo dagli uomini, sono diventati una nazione santa, un popolo eletto da Dio, un popolo che non deve mai conoscere altro che questa verità e che, soprattutto, mai deve metterla in discussione. Non si potrebbe altrimenti essere consapevoli dell’azione di grazia che Dio ha sviluppato per tutti, costituendoli, nel suo nome, popolo. Quell’alleanza che un tempo aveva riguardato i patriarchi, quell’alleanza che era stata l’origine del popolo stesso di Dio, ora viene estesa a tutti. Non più solo i patriarchi saranno “amici di Dio”, ma tutto il popolo che osserverà la sua parola, ovvero che avrà fede.

Vangelo

L’altro spunto di riflessione viene dal Vangelo che ci parla in tutt’altro modo. Il Vangelo parlava di servi fedeli, che vivono la loro vita nella dimensione del servizio, che vivono l’esistenza come un continuo attendere il “ritorno del padrone dalle nozze” per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Pare non sia proprio la stessa cosa. Il popolo santo, la nazione eletta. È eletta per un servizio? Non è eletta per un onore? Il Vangelo ci dice esattamente questo. L’onore al quale viene eletto tutto il popolo di Dio, che è tutto il popolo dei battezzati, è quello di servire ad imitazione di Cristo. Questa verità appartiene anche ad Israele. L’elezione già nel Primo Testamento, infatti, non era in senso esclusivo, cioè a danno di qualcun altro, ma era a servizio dell’umanità. Dio si sceglie un popolo per rivelare a tutti la sua bontà, la sua presenza, il suo essere padre. Questa rivelazione passa, ora, ai battezzati, alla Chiesa, perché tutti possiamo ereditare questa promessa e questo compito. Nella capacità di servire gli altri, nella capacità di manifestare il volto di Cristo salvatore, il popolo dei battezzati esprime il senso pieno della sua appartenenza alla Chiesa e, per questo, della sua elezione. Altro sarà il tempo in cui sarà il Padrone che passerà a servire: sarà l’eternità. Meta, premio, vero fine dell’esistenza a cui tendere.

Per noi

All’indomani della memoria di Maria Madre della Chiesa è questo l’ideale di vita che viene proposto a tutti noi. Noi siamo battezzati, cristiani, credenti. Dobbiamo ricordarci noi per primi che questa realtà che diamo sempre per scontata, non lo è affatto. Noi abbiamo ricevuto questa chiamata per grazia. Anche noi, come popolo sacerdotale – tutti condividiamo il sacerdozio comune dei fedeli – siamo stati invitati a far parte del popolo santo di Dio. Lo abbiamo anche scelto, ma prima della nostra scelta, prima della nostra partecipazione, c’è una chiamata, c’è una “elezione”. Ecco la prima consapevolezza che dovremmo fare nostra in questo giorno.

Per poi averne un’altra: da questa elezione discende anche il compito, ad osservare la parola di Dio. “Se osserverete… se sarete fedeli…”, diceva già Mosè. Così dicendo egli ricordava ai figli del popolo ebraico che l’elezione, la chiamata, corrispondono anche ad un preciso compito, ad un preciso modo di vivere, ad una precisa idea di fede e ad una precisa modalità di viverla. Ecco il senso del nostro essere a servizio l’uno dell’altro. Ecco il senso della chiamata battesimale che è chiamata a vivere costantemente, coscientemente quella vocazione battesimale che è il modo concreto in cui si esprime la nostra vita di fedeli.

  • Siamo consapevoli di tutto questo?
  • Viviamo così la nostra dignità cristiana?
  • Osserviamo questo compito che ci è dato da Cristo?

Chiediamo questa grazia ancora a Maria, per non essere uomini, donne che interpretano la propria chiamata in senso esclusivo ma sanno farne dono ai fratelli nella fede.

2022-06-02T18:42:58+02:00